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Zoe Saldaña svela un suo desiderio per il futuro
La star di Avatar, Zoe Saldaña, al Toronto Film Festival ha dichiarato di essere pronta a fare un passo importante per la sua carriera.
L’attrice è stata ospite al Toronto Film Festival per presentare negli Stati Uniti Emilia Pérez. Il musical diretto dal francese Jacques Audiard è stata una delle vere sorprese dell’ultimo Festival di Cannes vincendo il Premio della giuria. A Zoe Saldaña e al resto del cast femminile è andato, inoltre, il prestigioso Prix d’interprétation féminine.

In occasione dell’anteprima del film, l’attrice ha avuto modo di ripercorrere la sua carriera parlando anche del suo futuro. Dopo anni di successi sembrerebbe pronta, come molti attori già prima di lei, a passare dietro la macchina da presa. Pensiamo al caso italiano del recente esordio alla regia di Paola Cortellesi con C’è ancora domani.
L’attrice americana ha le idee chiare su quale genere le piacerebbe dirigere, ma non chiude le porte ad altre possibilità.
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Citando quella tra le saghe più note del cinema ha dichiarato di essere una fan dei film d’azione. Ed è forse proprio l’action il genere con cui le piacerebbe innanzitutto sperimentare. Tra i suoi film di riferimento la serie The Equalizer ma soprattutto il cult Heat con la coppia Robert De Niro/Al Pacino.
“Heat è un film che ho bisogno di guardare almeno una volta all’anno” ha dichiarato, ammettendo di essere affascinata dalla capacità di Micheal Mann di unire tutti gli elementi del film, e dalle performance dei protagonisti. Una rapina d’azione sarebbe per lei, dunque, un modo entusiasmante di passare alla direzione di un film.
Tuttavia, Zoe Saldaña ammette di non volersi incasellare. “Potrei fare qualsiasi cosa” ha dichiarato. Ricordando a tal proposito l’esperienza di Ang Lee con Ragione e Sentimento (1995) ha aggiunto: “Un giorno potrei farne anche uno su Jane Austen. Non si sa mai”.
Il casting di Emilia Pérez
Parlando del suo ruolo nel musical di Audiard ha ricordato la sua iniziale prudenza ad accettare la parte. Essendo lei di origine dominicana e portoricana, temeva di non essere appropriata per interpretare un personaggio messicano come la sua Rita.

L’attrice, molto attenta al tema della rappresentazione, ha fatto presente quanto oggi rispetto al passato ci sia consapevolezza sull’appropriazione culturale. Gli spettatori devono sentirsi ben rappresentati e gli artisti sono responsabili anche di questo.
Inizialmente dubbiosa, ha poi cambiato idea approfondendo la sceneggiatura: “Il viaggio di Rita non è definito dal suo essere messicana. È definito dal suo essere un’avvocata, una donna in un ambiente di lavoro maschile in cui si sente completamente invisibile e impotente”. Partendo da questo presupposto l’attrice ha poi lavorato sul “portare” questo personaggio in Messico grazie al supporto di Jacques Audiard.
Il film, premiato a Cannes, sarà distribuito da Netflix in un numero limitato di sale negli USA e in Canada. In streaming sulla piattaforma sarà disponibile dal prossimo 13 novembre.