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Paradise Hills, la recensione su Almanacco Cinema

Paradise Hills, il lato oscuro del Paradiso

Paradise Hills è un film di fantascienza che si basa su un’idea vista e rivista e prova a darle un’impronta glamour. A partire dalla sua protagonista.

Prendi la nipote di una celeberrima attrice di Hollywood (Emma Roberts), falla diventare la protagonista di una storia che parla di donne messe a tacere, aggiungici costumi futuristici che guardano fortemente al passato (al ‘700) e otterrai Paradise Hills.

Un film che, in nome del pluralismo, vede come co-protagoniste un’allegra ragazza in sovrappeso (Danielle Macdonald) e un’asiatica (l’ormai lanciatissima Awkwafina), e come dea ex-machina la divina Milla Jovovich.

Paradise Hills, la trama

Stati Uniti, in un futuro imprecisato. Uma è una ragazza ribelle che un giorno si risveglia su un’isola sulla quale vivono altre ragazze: seguono tutte un programma educativo denominato Paradise Hill, a capo del quale c’è una splendida donna che viene chiamata La Duchessa e coltiva l’hobby del giardinaggio.

Fa subito amicizia con tre ragazze: la famosa cantante Amarna, la ragazza in sovrappeso Chloe e la ragazza di rango inferiore Yu. Con loro scoprirà che l’isola, e il programma Paradise Hills, nascondono un terribile segreto.

La narrazione della repressione femminile

Cinema e letteratura ci hanno raccontato innumerevoli volte i tentativi sociali di definire, costringere e addomesticare le donne.

Nel filone fantascientifico, cui Paradise Hills appartiene di diritto, ricordiamo film come La fabbrica delle mogli (1975) e il remake La donna perfetta (2004), film interpretato da Nicole Kidman.

Quali caratteristiche deve avere la donna, e moglie, perfetta? Deve essere remissiva, obbediente, modesta e, naturalmente, sessualmente disponibile per suo marito.

Caratteristiche che sono richieste anche in un altro recente film sull’argomento: Don’t Worry Darling di Olivia Wilde (2022). Caratteristiche alle quali l’eroina moderna tende a ribellarsi. Come fa anche la casalinga perfetta e madre Betty in  Pleasantville, il celebre film di Gary Ross (1997). E come fa la protagonista di questo film.

Qui il tentativo di piegare le donne si accompagna a espedienti alla Arancia meccanica, in un contesto che, per certi. versi, ricorda un po’ quello di The Truman Show.

Il nodo del maschile

Centrale, nella vicenda di Paradise Hills, è la figura del padre di Uma: figura che non si percepisce se non in forma di ricordo animato che scaturisce da un ciondolo.

Il padre è il “ricordo felice” di Uma, contrapposto ad una realtà che la vede divisa tra due uomini: il promesso sposo Son e Markus, il ragazzo del quale è innamorata.

Punti forti e punti deboli

La storia di Paradise Hills, come abbiamo evidenziato, non è delle più originali, sebbene l’ambientazione la renda comunque suggestiva.

La sceneggiatura non si distingue per brillantezza, come pure l’approfondimento della psicologia dei personaggi, che è pressoché inesistente. Ci sono buoni e cattivi, tra i quali la linea di demarcazione è nettissima.

Il film, sebbene sia ascrivibile al genere fantascientifico – e abbia riferimenti vari in tal senso, L’invasione degli ultracorpi inclusa – è più un teen drama.

Un film che sembra pensato per un pubblico femminile e molto giovane che punta su un’ex teen star come Emma Roberts, diventata famosa con American Horror Story, una fotografia accattivante (firmata da Josu Inchaustegui) e costumi glamour che si rifanno al Seicento-Settecento riletto in un chiave futuristica, con dettagli di ispirazione sadomaso (a cura dello spagnolo Alberto Valcárcel). Costumi che sono concepiti per somigliare a gabbie.

Paradise Hills, Emma Roberts in una scena del film

Paradise Hills, il cast

La protagonista della nostra storia, Uma, è interpretata da Emma Roberts, tra le giovani attrici più in ascesa al momento, soprattutto nel piccolo schermo. L’ultimo film nel quale è apparsa è Madame Web (2024).

A farle da spalla Danielle Macdonald, attrice apparsa in Lady Bird di Greta Gerwig e nella serie The Tourist, e Awkwafina, tra le comprimarie del film d’azione tutto al femminile Ocean’s 8 (2018) e vincitrice di un Golden Globe per The Farewell – Una bugia buona (2017).

La cantante Amarna è impersonata da un’attrice messicana resa nota da alcune telenovelas: Eiza González, che presto ri-scopriremo sugli schermi di Amazon Prime Video nell’ultimo film di Guy Ritchie, Il ministero della guerra sporca (The Ministry of Ungentlemanly Warfare).

Una piccola parte importante, quella de La Duchessa, spetta alla modella e attrice Milla Jovovich, che è assente dal grande schermo ormai da 4 anni: il suo ultimo film è stato l’action movie Monster Hunter.

In conclusione

Paradise Hills è una storia che ammicca alle spettatrici post-millenials puntando su una star glamour come Emma Roberts, una fotografia accattivante e costumi al contempo futuristici e retrò per dare corpo a una sceneggiatura e a un impianto narrativo altrimenti piuttosto esili.

La storia è intrigante ma già vista più e più volte, e i personaggi comprimari della protagonista non sono sviluppati in profondità ma solo superficialmente, La Duchessa inclusa.

Si tratta di un film poco impegnativo, godibile a livello visivo, che non sconvolgerà la vostra esistenza.

Recensione a due stelle su Almanacco Cinema