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Pedro Almodovar, tornano in sala cinque film del regista

Nella vita, Pedro Almodovar non fa mistero della propria omosessualità. Ma nel suo cinema dà risalto alle donne come nessun altro regista.

Domani torneranno in sala ben cinque film del regista spagnolo Pedro Almodovar: si tratta di opere degli anni Novanta e Duemila tra quelle che hanno più lasciato il segno nella storia “recente” della sua filmografia.

Pedro Almodovar, i film che tornano al cinema: dagli anni Novanta

Il viaggio inizia nel 1993 con Kika – Un corpo in prestito, film tra i meno conosciuti del regista madrileno ma decisamente intrigante: si tratta di un thriller dalle forti note erotiche, con un tocco grottesco tanto caro all’Almodovar prima maniera portato dai personaggi di Juanita (una delle muse del regista, Rossy De Palma) e di Andrea La Sfregiata (in originale: Andrea Cara Cortada), interpretata da un’altra attrice feticcio di Almodovar, Victoria Abril.

Proseguiamo con Il fiore del mio segreto (1995), film che ha una protagonista d’eccezione: la meravigliosa Marisa Paredes che qualche anno dopo comparirà anche in Tutto su mia madre e che qualche anno prima aveva già interpretato l’ingombrante madre attrice di Victoria Abril in Tacchi a spillo (1991). Si tratta, probabilmente, del film meno noto di Almodovar in assoluto. Eppure il livello di comprensione della psiche femminile, la poesia e la complessità del personaggio femminile raggiungono, in questo film, vette ineguagliate da altri film del regista spagnolo.

La storia è semplice e di grande impatto: una donna di mezza età si divide tra un grande amore finito al quale si aggrappa e un nuovo amore al quale non vuole ancora aprirsi, che non vuole vedere. Il film è il racconto intimo e toccante di una donna che è rimasta scottata dal troppo amore. D’altra parte i film di Almodovar sono così: sempre vibranti e intensi, capaci di toccare le corde sensibili della femminilità.

I film degli anni Duemila

È del 2002 un film che affronta una tematica estremamente delicata: alludiamo a Parla con lei, che vede al centro della vicenda i fidanzati di due donne che si trovano in coma e che condividono la loro esperienza di accudimento.

Al centro è di nuovo l’universo maschile in La mala educación (2004), il film più autobiografico mai girato da Almodovar, che sconvolse il Festival di Cannes alla sua presentazione non in concorso. Il protagonista è un attore non avvezzo alle produzioni almodovariane: Gael Garcia Bernal, l’Ernesto Che Guevara di I diari della motocicletta, uscito proprio lo stesso anno, ed esordiente di grandissimo talento appena 4 anni prima in Amores Perros di Alejandro González Iñárritu. L’attore messicano interpreta un triplice ruolo: quello di Ángel, dell’attore Juan e della donna transessuale Zahara.

Finché sulla scena non irrompe Volver (2006), film che racconta non una ma ben tre generazioni di donne: Raimunda (Penelope Cruz) e la sorella Sole, la figlia Paula e la madre Irene (la musa originaria del regista, Carmen Maura, che torna sotto forma di fantasma). E la canzone Volver, cantata dalla voce dolente di Estrella Morente, entra nell’immaginario collettivo. Ne risuonano ancora le parole, che descrivono perfettamente anche il film: “Tengo miedo del encuentro con el pasado que vuelve a enfrentarse con mi vida. Tengo miedo de las noches que pobladas de recuerdos encadenan mi sonar…”.

Pedro Almodovar oggi

Il regista madrileno è assente dal grande schermo ormai da 3 anni, dopo un’incursione nel mondo del cortometraggio con Strange Way of Life (2023) . Risale infatti al 2021 il suo ultimo film, Madres Paralelas, che valse una candidatura agli Oscar alla protagonista Penelope Cruz. Oltre a Cruz, nella pellicola sono presenti altre attrici care al regista, come Julieta Serrano (già in Donne sull’orlo di una crisi di nervi) e Rossy de Palma.

Il suo prossimo progetto? Esiste già un nome, The Room Next Door, e un abbozzo di cast: vi figureranno attori internazionali di spicco come Julianne Moore, Tilda Swinton, John Turturro e Alessandro Nivola.

Il film sarà girato a New York e prodotto da El Deseo, la casa di produzione fondata da Almodovar, insieme a Sony Pictures Classics.