Skip to content Skip to footer
Feff28

Blades of the guardians, una vera lezione di cinema

Blades of the guardians è il nuovo film di Yuen Woo-Ping, premiato con il Gelso d’oro alla carriera all’ultima edizione del Far East Film Festival.

Ma chi è Yuen Woo-Ping? Semplicemente l’uomo che ha insegnato la arti marziali all’Occidente, colui che ha coreografato i combattimenti di innumerevoli film a Hong Kong, tra cui alcuni dei più importanti capolavori del genere. Si tratta di colui che ha curato le scene d’azione anche di numerosi successi statunitensi come Matrix (Larry e Andy Wachowski, 1999) o Kill Bill (Quentin Tarantino, 2003).

Ma questo suo ultimo film, visto in anteprima al FEFF28, sarà stato all’altezza delle aspettative? Ora lo vediamo con calma.

Blades of the guardians, la trama

Ci troviamo nel deserto della Cina feudale. Dao Ma è un cacciatore di taglie abilissimo nel combattimento e viene incaricato di scortare il ricercato numero dell’Impero uno da un luogo ad un altro. Ovviamente moltissimi guerrieri lo vogliono morto, non solamente per il valore della taglia molto elevata ma anche perché si tratta di un rivoluzionario fomentatore di folle che sta mettendo a rischio la stabilità dell’Impero. Si susseguiranno infiniti scontri, doppi giochi e combattimenti all’ultimo sangue.

L’epica come elemento fondamentale del genere

Premesso che Sergio Leone ha fatto scuola al mondo intero per quanto riguarda la costruzione dell’epica attorno a determinate sequenze o a determinati personaggi, anche il cappa e spada orientale certamente ha preso ispirazione dai western leoniani. Il Wuxia (genere che si basa sulle gesta di un cavaliere errante e solitario abile nelle arti marziali) ha quindi tutti i presupposti per generare un immaginario e dei personaggi epici.

Blades of the guardian di Yuen Woo-Ping dimostra di saper gestire perfettamente l’epica in tutte le situazioni che si vengono a creare. I personaggi sono indimenticabili e le scene d’azione sono a dir poco perfette. Ogni 10 minuti ci troviamo davanti a una sequenza epica che ci tiene con il fiato sospeso fino alla fine e in tre occasioni ci sono stati degli applausi a scena aperta in sala. Questo proprio per la straordinarietà delle sequenze e l’alto livello di epica nella messa in scena e nell’inventiva.

Le scene d’azione

Inutile dirlo, le scene d’azione sono l’elemento più importante in un film di arti marziali. L’ambientazione nel deserto che richiama molto il western crea i presupposti per la rappresentazione di eccezionali combattimenti e le aspettative non vengono mai tradite. Ogni scena d’azione è girata e coreografata come se fosse quella finale. Il ritmo è quasi insostenibile e non si riesce a distrarsi nemmeno per un secondo.

Lo spettatore non ha mai tregua, non ha mai il tempo di prendere fiato e quando si calma un momento la situazione ecco che iniziano a scorrere i titoli di coda e ci rendiamo conto che le 2 ore di durata del film sono passate in men che non si dica. La scena del combattimento all’interno della tempesta di sabbia è fenomenale. Questo è il perfetto esempio di film action girato e coreografato esattamente come si deve. Non serve nient’altro.

Blades of the guardians, in conclusione

Credo che film d’azione così escano una volta ogni dieci anni. Forse l’ultima volta in cui ho assistito a tale perfezione nella messa in scena del genere sia stato con Mad Max – Fury Road (George Miller, 2015). Lunga vita all’action fatto come Dio comanda, lunga vita alle coreografie ben curate e lunga vita a Yuen Woo-Ping. E speriamo che questo film abbia una distribuzione in Italia decente.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★