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Feff28

Feff28, opinione a caldo sui film in concorso, giorno 8

Feff28: un noir indonesiano, un film in costume coreano su un re in esilio, un war movie vietnamita e un action/noir thailandese.

Quello di ieri è stato un vero e proprio viaggio attraverso tutta l’Asia e attraverso tutti i generi cinematografici.

Vi lascio un mio parere sui film che ho avuto la possibilità di vedere al Feff28 durante l’ottava giornata di Festival.

Dopamine

Film thriller indonesiano che ha la trama più vecchia del mondo. Una coppia ospita a casa un signore con l’auto in panne e la mattina dopo lo trovano morto con una valigia piena di soldi. Inutile dire che si terranno il denaro ma qualcuno verrà a cercarlo. Bisogna ammettere però che nonostante la non originalità della trama, il film funziona bene e scorre senza troppi intoppi. Anzi, si può dire che alcune sequenze siano anche ben riuscite e girate. Una visione, senza pretese particolari, è meritatissima.

The King’s warden, top incasso coreano al Feff28

Siamo nella Corea feudale. Il giovane Re viene spodestato e mandato in esilio in un villaggio isolato nel bosco. Gli abitanti sono contenti perché convinti che con il nobile possano arrivare anche cibo e istruzione. Effettivamente sarà così ma la storia prenderà delle pieghe un po’ diverse. Anche perché i rivoltosi sono dietro l’angolo.
Al primo posto al botteghino in Corea del Sud, la pellicola è molto interessante pur non avendo una sceneggiatura eccellente. La ricostruzione storica e i costumi sono ottimi, come buona è anche la regia. Il rapporto tra il Re e gli abitanti del villaggio andava approfondito di più ma certamente siamo di fronte a un ottimo prodotto d’intrattenimento. Attori eccellenti.

Tunnels – Sun in the dark, war movie vietnamita al Feff28

Finalmente abbiamo un film sulla guerra in Vietnam visto dal punto di vista degli aggrediti, ovvero dal punto di vista dei vietnamiti. Il film segue con stile totalmente realistico e documentaristico un gruppo di vietcong e la loro vita nei tunnel, tra attacchi, tattiche di sopravvivenza, addestramenti, svaghi e perdite di compagni.
Il film è veramente molto interessante ma pecca un po’ nel ritmo e nel coinvolgimento dello spettatore Questo proprio per via dello stile da documentario, mai spettacolare, quasi da Neorealismo. Un film che è l’opposto della fiction a cui siamo abituati. Interessantissima la rappresentazione del fondamentale e assolutamente paritario ruolo delle donne durante la guerra. Non si tratta in alcun modo di un film di propaganda, non stiamo mica parlando di Rambo 2.
Da vedere senz’altro.

The last shot

Buon noir thailandese in pieno stile action di Hong Kong anni ’90. La trama segue il solito killer che vuole cambiare vita per amore ma ovviamente non ci riuscirà mai perchè troppo legato a quel mondo. Nonostante la solita trama bisogna ammettere che il film funziona bene e le scene d’azione non sono male. Il ritmo c’è e la storia regge abbastanza bene. Unica pecca il finale che viene chiuso troppo velocemente e assistiamo a una scelta di sceneggiatura totalmente inaspettata ma anche abbastanza incomprensibile.
Se perdoniamo questo, abbiamo davanti proprio un bel film.