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Feff28

Feff28, opinione a caldo sui film in concorso, giorno 9

Feff28: un ex sollevatore di pesi con l’Alzheimer, cacciatori di taglie nel deserto armati fino ai denti e un film sugli zombie in un unico piano sequenza.

Questi i film visti durante l’ultimo giorno al Feff28. Questa è stata anche la giornata del premio alla carriera al regista e coreografo Yuen Woo-Ping, colui che ha insegnato le arti marziali agli occidentali e ha curato le coreografie di Matrix e Kill Bill.

Vi lascio un breve commento sulle pellicole visionate ieri (qui i commenti ai film del giorno 8).

Unexpected family

Leggera commedia cinese con il leggendario Jackie Chan che questa volta non fa arti marziali ma interpreta un anziano con un principio di Alzheimer. Per carità, il film è gradevole ma la prima parte è decisamente confusa e poco coinvolgente. Per fortuna si riprende nella seconda parte che gioca più sul melodramma e sul mancato rapporto padre-figlio. Tutto sommato si tratta di un filmetto per famiglie che non fa male a nessuno e che tocca tutti i tasti per provocare la lacrimuccia facile. In definitiva che dire? Che è meglio se Jackie Chan torna a fare i film d’azione.

Blades of the guardians

Basterebbe dire che ci sono stati per tre volte appalusi a scena aperta durante la proiezione. Vedere uno dei film d’azione più spettacolari degli ultimi anni in sala assieme al regista e coreografo Yuen Woo-Ping non ha assolutamente prezzo. Ci troviamo davanti a un film meraviglioso.
L’epica emerge da ogni fotogramma e ogni scena d’azione è memorabile ed è girata e messa in scena come se fosse quella finale. Le coreografie sono meravigliose e da togliere il fiato e non manca una piccola dose di splatter che non fa mai male.
Questo signore ha 80 anni e gira meglio di qualche trentenne che vuole provare a fare l’action. Serve aggiungere altro? Si, che spero che il film arrivi presto in Italia.

Blood moon rite 8, un remake al Feff28

Questo film è il remake vietnamita di quel capolavoro che è One cut of the dead (Shin’Ichiro Ueda, 2017). La storia è quella di una troupe che vuole girare un film di mezz’ora su una troupe che viene attaccata dagli zombi mentre gira un film sugli zombi. Il tutto in un unico piano sequenza e in diretta sui social.
Come nel caso del film originale, assistiamo all’inizio al piano sequenza e poi ci viene raccontato tutto ciò che è avvenuto prima delle riprese e anche durante. Diciamo subito che non essendo un’idea originale, la pellicola vietnamita non regge il confronto con quella giapponese. Ho trovato la durata un po’ eccessiva dato che dura 40 minuti in più rispetto al film di Ueda.
Resta il fatto che si tratta comunque di un prodotto riuscito e la visione è gradevolissima e alcune cose che il regista ha deciso di aggiungere sono azzeccate. Se uscissero più film di questo tipo e meno Checco Zalone, il mondo sarebbe un posto migliore.