Era ora - Almanacco Cinema

Era ora, la recensione: un po’ prevedibile ma buono

La recensione spoiler di Era ora (2023), di Alessandro Aronadio. Una buona commedia a tinte drammatiche, con protagonisti Edoardo Leo e Barbara Ronchi.

 

 

 

Se vi dicessi che quella che state per leggere è la recensione di un film fantasy italiano uscito nel 2023 ci credereste?

No.

E fareste bene perché non si può parlare di un fantasy veramente. Però di un film parecchio godibile, ecco quello sì eccome. In questa recensione vedremo perché.

 

 

Informazioni su Era ora

 

Il film è la quarta opera dietro la macchina da presa per il romano  Alessandro Aronadio. Con Edoardo Leo aveva già lavorato nell’altra commedia Io c’è (2018), film precedente a questo.

Aronadio debutta nel 2010 con Due vite per caso, presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino. Il film si aggiudicherà una candidatura al Ciak d’oro nella categoria “migliore opera prima”.

 

Era ora - Almanacco Cinema

 

Era ora è un remake della commedia australiana Long Story Short (2021), diretta da Josh Lawson e con praticamente la stessa trama.

Con l’ausilio di Renato Sannio alla scrittura, Era ora è una co-produzione BIM PRODUZIONE, PALOMAR e VISION DISTRIBUTION.

Non ha visto la sala ed è stato inserito direttamente sulla piattaforma di Netflix, dove è disponibile tutt’ora.

 

 

Intervistato da The Hot Corn, Aronadio ha detto una cosa molto interessante:

“Una commedia per essere tale deve partire sempre dal dolore e poi utilizzare la sua chiave comica per poterne ridere e poterne esorcizzare certe angosce.”

Ha inoltre dichiarato che il nome “Galadriel” per la bambina, trae ispirazione da una persona realmente conosciuta dal regista nel corso della sua vita, in particolare la scenografa ai tempi degli studi a Los Angles.

 

 

 

La trama

 

Dante (Leo) e Alice (Ronchi) si amano e insieme sono molto felici. Dante, però, è la tipica persona a cui una giornata non basta mai; arriva sempre in ritardo e si barcamena a fatica tra i mille impegni quotidiani di lavoro e vita privata.

Così anche il giorno che festeggia i suoi quarant’anni, si presenta in ritardo di ore alla sua festa di compleanno. Per lui la soluzione sembra essere quella di lavorare tanto da poter riuscire a comprarsi in futuro un po’ di tempo.

L’indomani, tuttavia, Dante si sveglia e si ritrova un anno in avanti. Ed è già il giorno del suo quarantunesimo compleanno. E Alice è incinta di quattro mesi.

Cosa ne è stato del resto del suo anno? Man mano Dante realizza di trovarsi in un incubo: per qualche inspiegabile motivo sta vivendo una vita accelerata. Una vita di cui non ha memoria né controllo.

Dante farà di tutto per divincolarvisi. Ma ci riuscirà?

 

 

Il cast

 

Come già detto, il ruolo di protagonista è affidato ad Edoardo Leo, che da oggi vedremo al cinema nella nuova commedia romantica di Paolo Genovese [Perfetti sconosciuti (2016), La banda dei Babbi Natale (2010)]: FolleMente. Film che trae parecchio spunto dai concetti presentati in Inside Out e che vanterà la presenza di numerosi attori di rilievo del panorama nostrano, tra cui la stessa Pilar Fogliati, doppiatrice della nuova arrivata Ansia proprio in Inside Out 2.

 

Barbara Ronchi, per un’intervista a The Italian Rêve, riguardo al suo personaggio ha dichiarato:

“Il tempo di Alice è quello legato alla creazione di disegni, può avere un tempo calmo per l’incubazione dell’idea e un’accelerata nel momento della realizzazione. Mi piace che il suo tempo di lavoro lo possa gestire, può cancellare, cambiare idea, lasciarsi suggestionare dalla musica che sente o da un libro che sta leggendo. Le rimprovero di non aver avuto un po’ di sano egoismo nel suo rapporto con Dante, quello ti salva dal sentirti meno importante agli occhi dell’altro.”

A seguire nel cast troviamo: Francesca Cavallin, Mario Sgueglia, Andrea Purgatori e Massimo Wertmüller.

 

 

La recensione spoiler di Era Ora

 

Non c’è chissà quanto da dire, il film funziona proprio perché al suo interno si combinano bene il tono comico e quello drammatico.

 

La sceneggiatura: io odio le commedie che si rivelano solo un campionario di gag, che spesso e volentieri non hanno neanche un vero impatto sulla trama. Ecco, qui non succede e l’impianto narrativo è comunque solido, nel senso che segue la sua traiettoria, senza sbrandellarsi in tutte le singole scenette comiche.

Le battute non sono demenziali è questo è sempre un plus; ci si muove più che sui binari di una commediazza a tutti gli effetti, su un’ironia latente davvero molto apprezzabile. Basta già pensare alla prima mattina in cui il protagonista scopre il sortilegio, la sua reazione di per sé è molto simpatica. In generale, le reazioni dei personaggi a quello che succede sono la componente più divertente. 

 

La morale è bella (e pure di difficile incomprensione per quanto viene reiterata attraverso i dialoghi), ossia quella di godersi di più il tempo, senza lasciarlo scorrere via. Il film è una metafora iperbolica del tempo che passa in fretta, senza che neanche ce ne si renda conto, e del non apprezzare ciò che si ha (il tempo ma non solo).

Diciamo che quasi tutti i punti del film per quanto apprezzabili sono un po’ prevedibili. Tranne forse il finale, o meglio, il modo in cui le cose si rimettono a posto, perché sennò anche il finale sarebbe super prevedibile.

Sì il sortilegio cessa ma non c’è comunque possibilità di tornare indietro e recuperare quel tempo perso. Addirittura ti può salire il dubbio che in realtà non ci sia niente di fantastico, che sia semplicemente lui a vivere talmente velocemente da non rendersene conto e che solo in determinate occasioni, come quella del suo compleanno, si ritrovi a pensarci su. Solo quando riesce a fermarsi ritorna a vivere a pieno la sua vita e il suo tempo. Il dubbio sorge perché poi ci sono dei momenti in cui Dante ha degli sfoghi compatibili col Dante descritto dagli altri personaggi in quel determinato anno.

 

Era ora - Almanacco Cinema

 

La regia è buona, scolastica, con una bella fotografia accogliente. L’intuizione registica migliore del film la si ha, dal mio punto di vista, nella seduta di terapia di coppia. Dante e Alice sono seduti sul divano dello studio, ma non vengono inquadrati insieme: ognuno di loro ha un’inquadratura distinta, con uno dei due ai margini dell’inquadratura e con una buona porzione di spazio vuoto affianco. Dante e Alice riescono ad essere separati nonostante siano sullo stesso divano. Forse un po’ troppo didascalica? Mi è comunque piaciuta.

 

La componente fantastica, questa sorta di anomalia temporale, è gestita con molta libertà. All’inizio può sembrare che si verifichi solo quando Dante va a dormire ma poi avviene molto più spesso e in momenti diversi. Forse avrei preferito qualche minimo appiglio in più, perché di fatto di questa cosa non si sa nulla fino alla fine, se non che faccia saltare un anno. Però lì è una scelta e, a maggior ragione che si tratta di una commedia, gliela si fa passare (anche e soprattutto nell’ottica che in realtà sia solo una percezione di Dante).

 

Gli attori sono tutti molto bravi e in parte, ma faccio una menzione d’onore alla bambina, Galadriel, interpretata da Stella Trotta. Classe 2014 ha all’attivo, oltre alla partecipazione in questo film, una presenza in Don Matteo 13 e nel corto Maserati di Ferzan Ozpetek. Mi annoterò questo nome perché, e non gliela voglio assolutamente tirare, prevedo per lei una bella carriera.

 

 

Che dire una commedia vivace e divertente, che ha come uniche piccole pecche un po’ di prevedibilità e di didascalismo di troppo. Nulla che però non mi permetta di consigliare questo film.

 

Recensione a tre stelle su Almanacco Cinema