Him

Him, mascolinità, potere e sacrificio nel football americano

Him film uscito nel 2025, il film è diretto da Justin Tipping e prodotto da Monkeypaw Productions, la casa di produzione fondata nel 2012 da Jordan Peele. Il progetto si proponeva fin dalle premesse di raccontare il mondo del football americano attraverso la lente dell’horror, impiegando questo linguaggio per esplorare l’essere umano e le sue ossessioni.

Crescere nel culto del sacrificio

Al centro della narrazione troviamo Cameron Cade (interpretato da Tyriq Whithers), giovane promessa del football americano, cresciuto fin dall’infanzia nel mito di Isaiah White (interpretato da Marlon Wayans), leggendario quarterback dei San Antonio Saviors, una delle squadre più importanti del campionato americano.

Il film si apre proprio con un Cam bambino davanti alla televisione, insieme alla famiglia, mentre assiste a una partita vinta all’ultimo secondo dai Saviors grazie a un’azione decisiva di Isaiah White, che però si conclude con un gravissimo infortunio. Il padre di Cam lo costringe a osservare la scena, spiegandogli che quello è un vero sacrificio, il sacrificio di un giocatore disposto a distruggere il proprio corpo pur di far vincere la squadra.

Crescendo, Cam interiorizza l’idea di dover diventare un campione a tutti i costi. Tuttavia, lungo il suo percorso emerge un conflitto interno: se da un lato è un talento naturale nel football, dall’altro non sembra davvero desiderare una carriera destinata a consumarlo sia fisicamente e psicologicamente. Solo più avanti scopriamo che Cam aveva intenzione di abbandonare il football, ma la morte improvvisa del padre lo spinge a continuare, per non tradirne le aspettative.

La sua scelta non è motivata soltanto dal sogno paterno, ma anche dalla volontà di non deludere l’intera famiglia. Cam è molto legato al fratello e alla madre, che lo sostengono costantemente, e allo stesso tempo rappresenta il principale sostegno economico per tutti loro.

Dopo che subisce un incidente alla testa nei primi minuti del film, il quale non spiega chiaramente la causa, Cam inizia a mettere seriamente in discussione la possibilità di continuare a giocare. A spingerlo nuovamente, verso il football è la chiamata di Isaiah White, che gli propone una settimana di allenamenti. Cam si ritrova così nella casa del suo idolo, luogo che segnerà l’inizio di un percorso che lo metterà di fronte a una scelta fondamentale: vivere per sé stesso o sacrificarsi completamente per lo sport.

Il football come religione

Uno degli aspetti più interessanti di Him è proprio la rappresentazione del football all’interno della società americana. Fin dall’ingresso nella casa di Isaiah, si respira un’aura di tensione e sacralità. I fan del quarterback, appostati nei pressi dell’abitazione, sembrano una setta o una tribù devota al proprio dio.

La regia mostra questa sacralità esplorando gli spazi della casa come fossero un tempio oscuro, con una luce filtrata da piccole finestre e ambienti che sembrano una prigione senza via d’uscita, e Isaiah la dichiara esplicitamente quando accoglie Cam sul suo campo da football con una frase emblematica: Benvenuto in chiesa.

Con il passare del tempo, il rapporto tra Isaiah e Cam si trasforma da una relazione mentore-allievo in un rapporto segnato da violenza psicologica e tensione costante. Il regime di allenamenti estenuante sottopone Cam a un costante stress mentale. La ritualità e la sacralità del football sono riproposte per tutta la durata del film, rendendo il messaggio chiaro: combattere fino alla fine, accettando il sacrificio come valore assoluto.

Attraverso il linguaggio cinematografico, il film mette in scena le difficoltà e le pressioni incessanti che questo sport porta con sé. Isaiah diventa per Cam una sorta di proiezione del padre, un’ombra ingombrante e onnipresente.

Regia, corpi e tensione visiva

Dal punto di vista tecnico, il film è estremamente curato. La color correction dai toni freddi contribuisce a creare un’atmosfera costante di tensione, mentre la colonna sonora amplifica il disagio emotivo provato da Cam. La regia permette allo spettatore di immedesimarsi nello stato di confusione del protagonista, stordito dai continui allenamenti e dall’indecisione.

Particolarmente significativa è anche la cura nella rappresentazione dei corpi maschili: la macchina da presa si sofferma più volte sulla contrapposizione tra il corpo di Cam e quello di Isaiah; mette a nudo il corpo, elemento essenziale per lo sport, sia mostrando il fisico statuario dei due uomini, sia attraverso sequenze che rivelano il suo interno in uno stile che richiama le immagini a raggi X.

Oltre alle aspettative e alle dinamiche proprie del football, il film affronta il tema della mascolinità. Il regista racconta in alcune interviste che i padri tornati dalla guerra civile utilizzavano il football americano, storicamente legato al militarismo, per mascolinizzare i propri figli. Non è un caso, dunque, che il linguaggio del football attinga ampiamente a termini e strategie di matrice militare.

Conclusioni

Him utilizza un linguaggio volutamente sopra le righe e, allo stesso tempo, coglie l’anima di uno sport in cui la dedizione e la fatica sovrastano tutto, persino la propria umanità.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★