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After Love, la recensione su Almanacco Cinema
Su Prime Video è disponibile in abbonamento il debutto al lungometraggio di Aleem Khan dal titolo After Love. Il film è stato premiato ai BAFTA nel 2022.
Cosa succederebbe se la persona più vicina a noi, quella che siamo certi di conoscere come le nostre tasche, improvvisamente si rivelasse come qualcosa di completamente diverso? E se fossimo da soli a fare i conti con questa consapevolezza?
Aleem Khan, regista inglese già premiato per i suoi cortometraggi, nel 2020 realizza il suo primo lungometraggio e sceglie di raccontare un viaggio alla scoperta della verità. Lo fa attraverso uno stile pulito nelle inquadrature, un impianto sonoro complesso ed evocativo, e tre interpreti capaci di restituire la verità di tre personaggi in crisi, ma curiosi e aperti all’ignoto.
After Love è stato presentato al Toronto Film Festival nel 2020 e ha avuto la sua anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma. Pluripremiato ai British Independent Film Awards, ha permesso alla protagonista Joanna Scanlan di conquistare il BAFTA alla Miglior attrice protagonista.
After Love, la trama
Mary (Joanna Scanlan) e Ahmed (Nasser Memarzia) sono felicemente sposati da diversi anni. Lui pakistano, lei inglese, vivono a Dover non lontani dalla maestosa e bianca scogliera. La donna si è convertita all’Islam per amore del marito, e per lui ha adottato uno stile di vita conforme ai dettami della religione.
Quando Ahmed viene improvvisamente a mancare, la donna riordinando gli oggetti personali del marito trova la carta d’identità di una misteriosa signora francese e sul suo telefono una conversazione che conferma una relazione extraconiugale.
Intenzionata a scoprire la verità parte alla volta di Calais, in Francia, per incontrare Genevieve (Nathalie Richard). Lì scoprirà che Ahmed ha un figlio, Solomon, e che l’uomo ha vissuto una seconda vita. Con un espediente casuale si avvicinerà a Genevieve e Solomon senza rivelare la sua identità, finché non sarà costretta a confessare.
Due mondi e una striscia di mare
A dividere le due vite parallele di Ahmed per anni è stata soltanto una piccola porzione di mare, quella che divide Dover in Inghilterra e Calais in Francia. L’uomo è riuscito a essere con lo stesso affetto e lo stesso impegno marito per una e compagno per l’altra. Se Genevieve è a conoscenza sin da subito della presenza di Mary, quest’ultima si ritrova a scoprire quest’amara verità durante il lutto per Ahmed.
Ciò che la colpisce è che Ahmed non ha solo intrapreso due relazioni serie in contemporanea, ma ha vissuto con le due donne adottando stili di vita differenti. Mary per amore del marito si è convertita all’Islam, ha scelto di coprirsi il capo, e ha accolto le tradizioni della sua cultura. Quando incontra Genevieve scopre una donna profondamente diversa da lei, lontana dalla cultura di Ahmed, ma che con lui ha cresciuto un figlio ormai adolescente.
A crollare insieme alla scogliera di Dover non è solo la promessa d’amore, ma tutto l’impianto valoriale che Mary ha da sempre attribuito a suo marito. Per lui è stata disposta a cambiare la sua vita, e lo ha fatto convintamente per amore. Genevieve d’altro canto, consapevole del matrimonio di Ahmed, sempre per amore ha accettato di rimanere in una sorta di limbo condannando a tale incertezza anche suo figlio.
After Love, i personaggi
A eccezione di alcune scene all’inizio del film e di Ahmed, assente nel corpo ma presente in ogni parola, il film procede concentrandosi su tre protagonisti.
Solomon, figlio adolescente di Ahmed e Genevieve, presenta l’irrequietezza della sua età nel rapporto con sua madre, che è sintomo però anche di una condizione di vita particolare a cui è costretto. Sa che i suoi genitori non sono sposati, e vive con accettazione e dolore l’assenza del padre, di cui incolpa la madre non conoscendo i retroscena della vita di Ahmed. È interessante, però, che il regista proponga finalmente il ritratto di un giovane che ha una visione conciliata della sua omosessualità.

Genevieve, che è sempre stata a conoscenza della doppia vita di Ahmed, ha vissuto sin da subito con l’inevitabile e costante sensazione di abbandono dell’uomo. Pur avendo scelto di vivere così patisce comprensibilmente la sua condizione e la sua frustrazione è evidente, soprattutto in relazione a un figlio a cui sa di non poter garantire la presenza continua del padre.
Mary è il personaggio attraverso cui siamo chiamati, almeno nella prima parte del film, a guardare alla storia. Il suo matrimonio duraturo con Ahmed, profondo e romantico, subisce un colpo inaspettato e violento. Il regista suggerisce in questo senso varie metafore, come la crepa che si espande nel muro, o la scogliera di Dover che frana. Non è casuale che quando incontra per la prima volta Genevieve questa compaia alle sue spalle, spaventandola. Nonostante ciò, è un personaggio coraggioso che, pur nel dolore di una comparazione femminile da cui sente di uscire perdente, è disposta a tutto per conoscere la verità.
Il sonoro
Di fronte a una messa in scena lineare, con inquadrature pulite, sin dai primi minuti del film è evidente che il sonoro in After Love ha un ruolo cruciale. La morte di Ahmed è rappresentata in scena seguita immediatamente dal silenzio, un silenzio che tornerà nel corso del film varie volte e che non è mera assenza di parole, ma piuttosto intensità espressiva.
Quando, infatti, l’udito smette di essere coinvolto, la nostra percezione visiva si amplifica e Khan è proprio agli sguardi dei personaggi, al loro scrutarsi spesso ricco di curiosità, che vuole indirizzarci. È interessante che in tutta la prima parte del film Mary non parla perché non ha interlocutori. Il regista la inquadra sola, spesso in primo piano, permettendoci di cogliere anche solo nel suo volto il dissidio interiore tra il dolore per il lutto e quello del tradimento.
Al silenzio vengono, però, intervallati i suoni della vita quotidiana e soprattutto della natura. Durante il primo incontro tra Mary e Genevieve, per esempio, la tranquillità sonora che ha caratterizzato l’inizio di After Love si rompe con il fastidioso telefono di Genevieve che continua a squillare. Mary entra in questo nuovo universo in cui Ahmed è un altro, e percepisce una rottura in tutti i sensi.
Oltre alla colonna sonora, che arricchisce senza appesantire il racconto, preponderanti dal punto di vista sonoro sono il vento e il mare, elementi che dividono geograficamente le due donne, ma che caratterizzano entrambi gli spazi, pur diversi, in cui hanno vissuto la loro vita.
In conclusione
Aleem Khan, attraverso una storia di dolore, perdita e verità celate, racconta la forza dei legami e dimostra quanto può essere robusto e inscalfibile l’amore. After Love è un film che, nonostante una durata relativamente breve, scorre lento e silenzioso ma non annoia grazie a protagonisti ispirati le cui sensazioni riescono ad arrivare allo spettatore soprattutto nei silenzi.
Gli scambi tra i tre personaggi e in particolare tra le due donne vibrano, e lasciano emergere in superficie tutto quello che vorrebbero dirsi e chiedersi senza avere il coraggio di farlo. Profondamente diverse, la curiosità che nutrono è reciproca anche quando Genevieve non sa di trovarsi di fronte alla moglie del suo compagno.
Il film, con una trama che nasce da una menzogna apparentemente impossibile da superare, restituisce un orizzonte umano che pone le sue basi nella verità, nell’accettazione, e soprattutto nella capacità di amare oltre ogni cosa.