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Anna, la recensione
Anna è l’esordio alla regia di una delle nostre attrici di maggior prestigio, sia a teatro che al cinema: Monica Guerritore.
In molti si chiedono: il cinema italiano sta dando maggior voce alle autrici? In molti casi, per la verità, sono le autrici a dare maggior voce al cinema italiano. Anche all’estero: si pensi ai lavori di Alice Rorhwacher o a Maura Delpero, la cui opera seconda ha partecipato addirittura alla corsa agli Oscar come Miglior film straniero per l’Italia. O ancora al grande successo, anche di pubblico e di botteghino, di un film come È ancora domani dell’esordiente Paola Cortellesi.
Ed è a Cortellesi che Monica Guerritore, alla presentazione della sua opera prima Anna al Cineteatro Buonarroti di Civitavecchia, fa riferimento quando dice che la sua collega ha dichiarato che “le hanno permesso di fare questo film”. Lasciando intendere come, per una donna, fare un film sia una faccenda ancora più complicata. Lo è stato sicuramente per lei, che ha ricevuto molti rifiuti prima di riuscire a realizzare il film
Alla fine, però, un aiuto fondamentale le è arrivato da due uomini: lo scrittore Andrea Purgatori, recentemente scomparso, che ha assistito a una lettura pubblica della sceneggiatura in teatro e l’ha apprezzata, e ha aiutato l’autrice, regista e interprete a rendere la scrittura meno “prolissa”, e il marito Roberto Zaccaria, che l’ha aiutata nella produzione. È anche grazie a loro, per ammissione di Guerritore, che il film ha visto la luce.
Iniziamo con l’apprezzare l’iniziativa di una grande attrice teatrale, prima ancora che cinematografica, che ha voluto dare voce e corpo a una grande interprete del passato che nessuno ha mai avuto il coraggio di rappresentare e interpretare sul grande schermo in un film tutto dedicato a lei.
Il legame con Anna Magnani
La figura della grande Anna Magnani, così dolente, sofferta, ruvida e romantica al tempo stesso, ha senza dubbio conquistato il cuore di Guerritore. Che ha un legame con lei anche a livello attoriale, avendo interpretato un personaggio al quale Magnani ha contribuito a dare grandezza: La lupa, nell’omonima opera di Verga, dalla quale furono tratti due film, rispettivamente di Alberto Lattuada e di Gabriele Lavia. Nel ruolo della “Lupa” Gnà Pina c’erano proprio loro: Anna Magnani e Monica Guerritore.
Ma i punti di contatto non finiscono qui. Alla presentazione del film, alla nostra domanda su quali siano gli aspetti che accomunano le due attrici, Guerritore ha risposto che “c’è l’andare avanti”, anche se Anna vive un dramma più grande, quello dell’allontanamento dal figlio Luca, “figlio di padre ignoto” proprio come Magnani.
Anna, un ritratto di Anna Magnani nei suoi anni di luce e di buio
Indubbiamente Anna Magnani è una figura composta di luce e di buio in ugual misura: ribelle, romantica, potentemente vitale e generosa da un lato, orfana di padre (anzi, “figlia di padre ignoto”), impulsiva, sofferente e disperatamente innamorata. Un’attrice che conosce la fama globale molto tardi, interpretando la protagonista Pina di Roma città aperta all’età di 37 anni e vincendo un Oscar per il suo ruolo in La rosa tatuata a 47. Ne ha 52, invece, quando è a un passo dall’ottenere il ruolo di Cesira in La ciociara, film tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, ma le viene preferita Sophia Loren perché “più giovane”.
Il film racconta le fragilità di una donna di grande carattere anche di fronte all’invecchiamento e al cambio generazionale, che aggiunge qualcosa al racconto di una Magnani gelosa delle proprie rughe perché “ci ho messo una vita a farmele”.
La regia e l’interpretazione di Guerritore si incentrano, però, soprattutto sull’amore disperato per il figlio Luca, malato di poliomielite e martoriato dai trattamenti per curare la propria condizione. Da lui Magnani sarà separata e per lui si dispererà, sia nella vita che nel film.
Un inizio promettente
L’incipit del film, che prende avvio in una notte romana nella quale la grande attrice vaga per il quartiere e rivive le gioie e soprattutto i tormenti della propria intensa vita, promette bene: c’è tanta Magnani, tanta Roma e tanta spontaneità, in quella parte del film, oltre ad alcuni spiccati elementi felliniani (la prostituta con la quale Anna fa amicizia).
Guerritore non recita, si immedesima pienamente nell’attrice. Cosa che purtroppo viene presto a mancare: Guerritore, peraltro bravissima, spinge troppo sull’accento romanesco, sul fare scanzonato, perdendo in verità e in quella velata malinconia che trasudava da ogni poro della sua eroina.
La recitazione si fa esterna, plateale, poco interiorizzata. Guerritore evoca bene lo sguardo sensuale e sofferto, le profonde occhiaie, la giocosità, ma si sente la mancanza di qualcosa di più sottile. Questo forse dipende dai troppi ruoli ricoperti dalla protagonista: quello di attrice, sì, ma anche quello di regista e di autrice della sceneggiatura.
Anna, la sceneggiatura
La scrittura, in effetti, è uno dei punti forti del film: a tratti spiega, forse troppo, ma è brillante, leggera e scorrevole. Restituisce bene molti elementi del parlato e regala anche momenti di comicità che fanno da intermezzo alle due tragedie personali di Anna: il cuore spezzato da Roberto Rossellini, che le preferisce Ingrid Bergman – ma che alla fine riesce a riscattarsi ai suoi occhi – e la malattia del figlio, del quale deve privarsi.
Il cast
Oltre a Guerritore, che forse è l’attrice italiana che meglio può e potrebbe trasformarsi in Magnani, segnaliamo la presenza dell’ottimo Tommaso Ragno, anche lui con un solido bagaglio teatrale sulle spalle, nei panni di Roberto Rossellini.
In poche parole
Anna è l’ambiziosa opera di una grande attrice del nostro teatro e cinema con una cinquantennale esperienza alle spalle che, malgrado quest’importante bagaglio, riesce solo in parte a rendere giustizia ad Anna Magnani.
Forte di ottime maestranze e di una buona sceneggiatura scritta da lei medesima, Guerritore affronta la recitazione in modo forse, paradossalmente, troppo teatrale, puntando sulla caratterizzazione a scapito, forse, di un po’ di verità.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
2.8
★★⯨★★
