L’ultima fatica dei Manetti Bros, U.S. Palmese, è stata presentata in anteprima alla XIX edizione della Festa del Cinema di Roma.
I due registi, dopo essersi cimentati con i due film su Diabolik, tornano alla regia con un soggetto originale. Nasce infatti da una loro sceneggiatura l’idea per il film U.S. Palmese.
Nella storia del cinema difficilmente ricordiamo film riusciti che trattassero il tema del calcio. Lo sport più amato in Italia ed Europa non gode della stessa fortuna cinematografica capitata a sport come la boxe o il tennis.
Forse si possono contare sulle mani i film a tema calcistico e, se da una parte possiamo constatare che in America il mondo del calcio non sia sviluppato come quello europeo, non comprendiamo come il cinema del nostro continente si sia raramente confrontato con uno sport che riesce ad avere un impatto così determinante sulla nostra società.
Fortunatamente ora sono arrivati i fratelli Manetti e, grazie al loro sempre coraggioso sperimentalismo, decidono di realizzare un film a tema calcistico. La storia a tema sportivo diventa uno stimolante pretesto per analizzare il mondo contemporaneo, dandone un ritratto lucido e ironico, pieno di contraddizioni ma allo stesso tempo ricco di amore e speranza.
Cosa succede se un giocatore di fama internazionale si monta la testa, finisce per essere scaricato dai grandi club e deve ripartire da una squadra di eccellenza calabrese? Da questa domanda prende il via l’ultimo film dei Manetti Bros.
U.S. Palmese, la trama
Il protagonista è un giovane giocatore francese, Etienne Morville (Blaise Afonso), impegnato in una squadra di Milano.
Il giocatore è dotato di grande talento che si concilia a fatica con un carattere bollente. In contemporanea veniamo catapultati nella città di Palmi, in Calabria, dove vediamo un tifoso (Rocco Papaleo) che decide di avviare una colletta all’interno del paese per pagare lo stipendio ed ingaggiare il talento nella squadra del paese, l’U.S. Palmese.
Un racconto di formazione
I Manetti regalano al pubblico una commedia frizzante, capace di divincolarsi tra una narrazione neorealista ed un intreccio fiabesco.
Il film riesce anche ad essere uno straordinario racconto di formazione. La crescita del protagonista non si ferma ad assumere i connotati della più classica storia di riscatto. Il nostro Morville passa dalle contraddizioni di una realtà come quella milanese a quelle, seppur diverse, del paese calabrese di Palmi.
“Perché dovremo pagare lo stipendio a Morville invece di pagare l’ospedale del paese, ormai in inattività da anni?” è una delle domande che pone la figlia (Giulia Maenza) al papà che raccoglie i fondi per lo stipendio del giocatore.

Proprio tra queste battute geniali si nasconde la forza del film, dettato da tempi comici inusuali per il cinema italiano. L’aspetto comico sembra nascere dalla genuinità con cui i due registi approcciano l’intreccio fiabesco. Il risultato regala personaggi reali, intrisi di sentimento, che non cadono mai nel ritratto macchiettistico. Passando dalla redenzione di Morville, che riscoprirà la gioia della passione, fino alla figlia del protagonista. Tutti i personaggi però sono soggetti all’incredibile capacità del calcio di diffondere passione e speranza.
U.S. Palmese, uno dei film più originali del cinema italiano
L’esperimento dei Manetti sorprende anche per lo stile con cui i registi decidono di riprendere le partite di calcio, tra continui ralenti di giocatori e tifosi, dove il flusso di coscienza dei personaggi troverà una nuova forma in cui esprimersi.
Sicuramente alcuni tratti denotano una leggera confusione narrativa ma non rovinano un film così audace e originale.
Vedendo l’ultima opera dei Manetti non si può non ammirare lo slancio creativo dei due registi, tra i pochi che decidono di parlare del presente con questa originalità.
U.S. Palmese è un film realizzato con il cuore, un vero e proprio atto d’amore nei confronti del cinema e dello sport.
