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Boxtrolls

Boxtrolls – Le scatole magiche: una perla dimenticata

Scopri perché Boxtrolls – Le scatole magiche, uno dei film meno celebrati della Laika, è in realtà una perla dell’animazione stop-motion da riscoprire assolutamente.

Un’occasione per riscoprire un film uscito in sordina

Visto il recentissimo annuncio di Wildwood, il nuovo film prodotto da Laika in arrivo nelle sale americane nel 2026, ho deciso di prendermi un po’ di tempo per riscoprire alcuni dei lavori di questo straordinario studio specializzato in stop-motion.

Ma non volevo partire dai titoli più celebri, come Coraline e la porta magica diretto dal grande Henry Selick, o Kubo e la spada magica, ampiamente riconosciuti e premiati. Volevo cominciare da un film che, sebbene realizzato con la stessa cura e passione, è uscito un po’ in sordina.

Sto parlando di The Boxtrolls, arrivato in Italia con il titolo Boxtrolls – Le scatole magiche.

Trama e ambientazione di Boxtrolls: tra Box, trolls e formaggi

Boxtrolls – Le scatole magiche è un film d’animazione in stop-motion del 2014, diretto da Graham Annable e Anthony Stacchi, candidato agli Oscar 2015 come Miglior film d’animazione. La storia si ispira al romanzo illustrato Here Be Monsters! di Alan Snow (Arrivano i mostri! nella versione italiana).

Come spesso accade nei film Laika, la narrazione si concentra sugli emarginati, sui diversi, su quei personaggi ai margini della società che vengono temuti o fraintesi. In questo caso, i protagonisti sono proprio i Boxtrolls: creature timide e gentili che vivono nascoste nelle fogne, indossando scatole di cartone come vestiti e rifugio.

L’azione si svolge a Pontecacio, una città immaginaria dove l’ossessione per il formaggio governa l’intera gerarchia sociale. I cittadini venerano la “sala degustazione”, dove l’élite si ritira per assaporare i formaggi più pregiati, simbolo assoluto di status. La supremazia sociale è sancita dalla conquista della tuba bianca, un cappello simbolico riservato solo ai più potenti.

Boxtrolls

Archibald Snatcher: l’antagonista con una missione (e un’allergia)

Il principale antagonista del film è Archibald Snatcher, un uomo spinto da un’irrefrenabile ambizione: ottenere la tuba bianca e conquistare un posto tra i nobili di Pontecacio. Per riuscirci, stringe un patto con Lord Portley-Rind, il leader della città: se riuscirà a sterminare tutti i Boxtrolls, sarà ammesso alla sala degustazione. Il dettaglio ironico e significativo? Snatcher è gravemente allergico ai formaggi.

Inizia così una vera e propria campagna di propaganda e paura, che richiama atmosfere totalitarie e suggestioni storiche (la narrazione evoca chiaramente l’ideologia della persecuzione, alla Terzo Reich), in cui i Boxtrolls vengono dipinti come mostri pericolosi, rapitori di bambini.

Eggs e Winnie: un ponte tra umani e Boxtrolls

È in questo clima di tensione e caccia alle streghe che conosciamo Eggs, un bambino umano cresciuto dai Boxtrolls, completamente integrato nella loro comunità. Sarà lui, insieme a Winnie, la figlia del disattento e arrogante Lord Portley-Rind, a cercare di costruire un ponte tra il mondo sotterraneo dei Boxtrolls e quello degli esseri umani.

Winnie, personaggio spassoso e sorprendente, riesce a emergere grazie al suo spirito curioso e alla voglia di giustizia, spesso trascurata perfino dal padre in favore… dei formaggi.

Boxtrolls

Tematiche adulte in un film per ragazzi

Oltre alla trama avvincente e visivamente affascinante, Boxtrolls affronta temi profondi e decisamente maturi per un film rivolto anche a un pubblico giovane: l’accettazione del diverso, il potere della propaganda, l’identità, la corruzione sociale. Nulla di nuovo per chi conosce Laika, che da sempre sceglie di raccontare storie complesse con delicatezza e originalità.

Il villain Archibald Snatcher, nonostante sia spietato e grottesco, viene tratteggiato con sfumature inaspettate, che rendono il personaggio tridimensionale e — incredibilmente — persino comprensibile. Una scrittura intelligente che riesce a farci empatizzare anche con l’elemento più deplorevole del film.

Menzione d’onore a Mr. Trout e Mr. Pickles, i due scagnozzi di Snatcher, protagonisti di momenti meta-narrativi geniali, che sembrano consapevoli di essere all’interno di un film in stop-motion. Le loro battute sono tra le più brillanti della sceneggiatura.

Boxtrolls

Aspetto tecnico: la magia della stop-motion Laika

Sul fronte tecnico, Boxtrolls è, come da tradizione Laika, un piccolo gioiello. La stop-motion è fluida, dettagliatissima, ogni fotogramma ricco di vita. Il montaggio è ben ritmato e il film scorre via in un soffio. La palette cromatica è distintiva e ben curata, donando un’identità visiva riconoscibile e coerente.

L’unico piccolo appunto va forse alla colonna sonora, che risulta meno memorabile rispetto ad altre produzioni dello studio. Ma si tratta davvero di un’inezia in un’opera così curata.

Boxtrolls

Boxtrolls: un’opera da riscoprire

Ancora oggi mi sorprende come Boxtrolls – Le scatole magiche sia passato così in sordina rispetto ad altri titoli Laika. Ma forse è arrivato il momento di ridargli il posto che merita, in attesa di scoprire cosa ci riserverà Wildwood.

Un film che merita di essere recuperato, per chi ama l’animazione fatta con amore, artigianato e pensiero. Perché ogni scatola, anche la più strana, può nascondere un mondo intero.

Recensione a tre stelle su Almanacco Cinema