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Bullet Train Explosion, la recensione su Almanacco Cinema

Bullet Train Explosion, la recensione su Almanacco Cinema

Arriva su Netflix il thriller Bullet Train Explosion, diretto da Shinji Higuchi. Un’opera interessante che bilancia action e riflessione su temi esistenziali.

A cinquant’anni esatti dal thriller giapponese Bullet Train del 1975, diretto da Junya Sato, che ispirò probabilmente l’americano Speed, arriva, ancora dal Giappone, Bullet Train Explosion. Il film, prodotto e rilasciato da Netflix, ricalca la trama del suo predecessore ma si presenta come un vero e proprio sequel.

La trama si presta benissimo al genere thriller, che infatti funziona (pur con dei rallentamenti), ma offre anche spunti per temi più profondi. Tra questi la solitudine dei giovani, luci e ombre dei social e il rapporto tra la politica e la società. Bullet Train Explosion concentra sul treno in corsa una microcomunità in cui sono individuabili dinamiche che mostrano i lati meno affascinanti dell’essere umano.

Nonostante ciò, con un ritmo incalzante che risveglia ciclicamente l’attenzione, è un film che celebra valori positivi. Lo fa con un protagonista di rara dignità, e con una sceneggiatura che si impegna ad andare oltre il semplice film d’azione, e punta a commuovere.

Bullet Train Explosion, la trama

L’Hayabusa 60 (5060B) è un treno dell’alta velocità giapponese che collega Shin-Aomori e Tokyo. Quello che sembra un ordinario viaggio mattutino per il capotreno Kazuya Takaichi (Tsuyoshi Kusanagi) si trasforma ben presto in un incubo.

Poco dopo la partenza, una telefonata annuncia che una bomba è stata piazzata sul mezzo, pronta a esplodere se la velocità del treno dovesse scendere sotto i 100 km/h. Impossibilitati a fermarsi, i viaggiatori, in costante collegamento con la stazione di controllo, dovranno trovare un modo per mettersi in salvo e scoprire l’identità e le motivazioni dell’attentatore.

Una feroce condanna

Quello che, soprattutto oggi, colpisce della modalità in cui il terrorismo si manifesta in Bullet Train Explosion è l’imposizione di un moto perenne. Una delle imperfezioni che in molti ritrovano nella società contemporanea è la sua velocità. Il mondo corre, e l’essere umano con esso inevitabilmente.

Quell’esaltazione del dinamismo che il Futurismo aveva portato avanti agli inizi del secolo scorso ha perso oggi il suo fascino. La continua ricerca affannosa di andare avanti genera ansie, frustrazioni, e soprattutto impedisce di cogliere la vita nella sua totalità. È la lentezza piuttosto a rivelare la sua bellezza, la sua necessità e il suo valore in termini di comprensione del mondo.

Per questo motivo il ritmo serrato a cui l’attentatore costringe il treno e i suoi passeggeri (e indirettamente anche noi spettatori) è un ulteriore elemento di smarrimento e di inquietudine.

La microsocietà del 5060B

In un discorso nei primi minuti di Bullet Train Explosion il capotreno, Kazuya, racconta in poche parole la radice della sua passione per il suo lavoro. Il treno, ci ricorda, è uno spazio in cui per qualche ora convivono e si incontrano le traiettorie di persone spesso profondamente diverse. Ognuna ha una motivazione differente per viaggiare, e anche le loro destinazioni forse li porteranno a non incontrarsi mai più.

Bullet Train Explosion, la recensione su Almanacco Cinema

In questo senso sull’Hayabusa 60 (5060B) si viene a creare effettivamente una variegata microsocietà. Oltre al diligente capotreno, ci sono tra gli altri la politica famosa per uno scandalo privato (Machiko Ono), l’influencer ricco e spavaldo (Jun Kaname), la professoressa che fatica (pur con ottime intenzioni) a leggere davvero i suoi studenti, e l’adolescente in crisi senza punti di riferimento (Hana Toyoshima). Questi personaggi, lontani dall’essere semplici stereotipi, relazionandosi si fanno interpreti di dinamiche universali permettendo alla narrazione di scendere in profondità.

Se da un lato la collettività che popola il treno inizialmente mostra il lato peggiore di sé, è altrettanto vero che riesce poi a trovare in un comune senso di umanità la via d’uscita dall’abisso morale. Per farlo, però, deve andare oltre i pregiudizi, oltre l’egoismo, e persino oltre la paura concreta della morte.

Il coraggio della responsabilità

Un altro tema molto presente in Bullet Train Explosion è quello della responsabilità. Il film dimostra come nei momenti di crisi non basti pensare velocemente, o saper improvvisare. Fondamentale è avere qualcuno che abbia il coraggio di assumersi l’incombenza delle scelte che vanno affrontate.

Un personaggio centrale nella trama è, non a caso, il capo della stazione di controllo interpretato da Takumi Saitoh. L’uomo, seppur spaventato, si mantiene lucido e con rigore e senso del dovere fa di tutto per salvare le vite dei passeggeri. Di fronte all’incertezza di alcune operazioni, con eroismo prende comunque il controllo, accettando le conseguenze di un possibile errore sulla sua coscienza.

Bullet Train Explosion, la recensione su Almanacco Cinema

In opposizione a questo personaggio e al capotreno, che è a tutti gli effetti il protagonista morale del film, c’è la politica. Bullet Train Explosion ne sottolinea l’inconsistenza, l’immotivato pudore, e soprattutto, almeno all’inizio, la fredda distanza dalla tragedia umana.

Bullet Train Explosion, lo stile e il montaggio

Rispetto al classico thriller il film di Shinji Higuchi regala ampio spazio alla riflessione, ma del thriller ritroviamo certamente la concitazione, tanto della trama quanto del racconto visivo. Il montaggio serrato, infatti, tipico del genere è di grande effetto. Anche le scene d’azione vere e proprie sono credibili e in buon equilibrio con i momenti meno dinamici all’interno del treno.

Il fatto che ci siano numerosi “rallentamenti” potrebbe risultare, tuttavia, un ostacolo all’attenzione soprattutto per chi ama l’action movie. La durata, inoltre, di quasi due ore e venti poteva essere probabilmente ridotta mantenendo l’incisività del tutto.

Interessante, infine, è l’uso della luce con cui Higuchi nel climax che precede la fine del film segnala i passaggi emotivi dei personaggi coinvolti.

In conclusione

Bullet Train Explosion è una buona proposta Netflix che potrebbe accontentare i fan del thriller, ma anche gli amanti delle storie che riflettono su grandi temi morali. In due ore (troppe), inoltre, assistiamo all’incredibile macchina ferroviaria giapponese al cui funzionamento contribuiscono le competenze dei singoli lavoratori, tutti (direttori, ingegneri, operai, personale di bordo…) con pari dignità.

In un clima politico e storico non sereno come quello che stiamo vivendo, Bullet Train Explosion, nel suo andamento tachicardico, ci permette paradossalmente di respirare. Questa società così imperfetta, così individualista e spregiudicata, infatti, può essere ancora capace di stupirci.

Recensione a tre stelle su Almanacco Cinema