Emma, recensione almanacco cinema

Emma: la recensione dell’ultimo adattamento cinematografico

Emma.: la regista Autumn de Wilde omaggia l’universalità della scrittrice britannica Jane Austen, grazie a un affresco ironinco e contemporaneo.

Emma. (col punto nel titolo) è l’ennesima trasposizione per il grande schermo dell’omonimo romanzo di Jane Austen del 1816 (dopo la versione di Douglas McGrath del1996 con Gwyneth Paltrow e quella di Jim O’Hanlon del 2006).

Uscito nel 2020, il film di Autumn de Wilde, fotografa e figlia d’arte al suo esordio cinematografico, esprime sin dalla prima immagine lo spirito del libro. La fotografia sulla campagna inglese dai verdi paesaggi, la scenografia e i costumi sono sufficienti a tratteggiare  l’artificiosità dell’epoca e a delineare il carattere della protagonista Emma, un personaggio benestante e frivolo, nell’Inghilterra rurale d’inizio Ottocento.

Tutto è studiato nei minimi dettagli per catapultare lo spettarore in un altro tempo e spazio: quello di Emma con le passeggiate a cavallo, i tè serviti in splendidi servizi vittoriani, interni color pastello e  balli in palazzi con decorazioni floreali.

emma, recensione almanacco cinema

Emma., la trama

Protetta dal padre ipocondriaco (Bill Niglhy), Emma Woodhouse (Anya Taylor-Joy) è una giovane donna, bella, intelligente e viziata che vive a Highbury, un villaggio inglese dove non succede mai nulla. Per passare il tempo ama combinare matrimoni e battibeccare col vicino di casa e amico George Knightley (Johnny Flynn). Nel giro di qualche mese la sua vita tranquilla verrà scombussolata da equivoci, ferendo persone a lei vicine, in primis la sua amica Harriet (Mia Goth).

emma, recensione almanacco cinema

La recensione

Emma.  oscilla tra il genere sentimentale e la commedia degli equivoci. La trama si sviluppa attorno alle relazioni amorose e al rapporto tra uomo e donna (padre e figlia, marito e moglie, amico e amica). Wilde  mantiene il punto di vista critico dell’autrice, dalla satira sferzante, senza venire meno al carattere esilarante da sit-com contemporanea.

Il film si struttura su un gioco di fraintendimenti, di detto e non detto e di sguardi velati. I dialoghi non sono mai didascalici e tutti i personaggi sono ben caratterizzati, anche quelli di contorno: il padre terrorizzato di prendersi qualche malanno per gli spifferi; la sorella sposata, eccessivamente apprensiva nei riguardi dei figli; Emma che non si preoccupa di piacere, essendo in una posizione di privilegio, risultando in un primo momento antipatica e che Anya Taylor-Joy riesce a impersonare con estrema spontaneità; Mr. Knightley, amico fidato e futuro sposo di Emma, giovane di grande senno e nobiltà d’animo; la chiacchierona e ben voluta Miss Bates, una donna di mezza età considerata di rango inferiore; il signor Elton, il vicario del villaggio, un uomo vanitoso e interessato solo alla posizione sociale.

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L’incipit

Appena dopo i titoli di testa, scorrono le parole del romanzo su uno sfondo nero, riassumendolo:

«Emma Woodhouse era al mondo da circa ventun anni senza conoscere dispiaceri o contrarietà».

Subito viene offerta allo spettatore una descrizione sulla vita della protagonista per annunciare che da lì a breve qualcosa di sconvolgente accadrà. Qualcosa di inaspettato come l’amore, amore che Emma si rifiuta di assecondare, decisa a vivere senza essere soggiogata dai sentimenti per continuare a essere padrona di se stessa.

Emma parte da una trama romantica per criticare la società del tempo, maschilista, ipocrita e frivola. Wilde con toni leggeri e satirici riesce a centrare il segno, senza esagerare con svenevolezze del tempo, riuscendo attraverso le immagini a essere evocativa quasi quanto le parole.

emma, recensione almanacco cinema

Conclusioni

Un film piacevole sotto tutti i punti di vista. Splendide immagini, ottima la sceneggiatura di Eleanor Catton.

Recensione a tre stelle su Almanacco Cinema