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La La Land, recensione almanacco cinema

La La Land: la magia del cinema sospesa tra sogno e realtà

Nostalgia sterile o cult generazionale? Ecco perché La La Land, tra jazz, passioni e sei Premi Oscar, è il film che non potete assolutamente perdere.

Uscito nelle sale nel 2016  La La Land ha consacrato il talento di Damien Chazelle, aggiudicandosi ben sei Premi Oscar (tra cui Miglior Regia e Attrice Protagonista) e lo storico record di sette Golden Globe, diventando un instant cult del cinema contemporaneo.

La trama

A Los Angeles, Mia (Emma Stone), aspirante attrice e barista alla Warner Bros, incrocia la strada di Sebastian (Ryan Gosling), pianista jazz nostalgico che sogna un club tutto suo.

Tra i due nasce un amore travolgente che alimenta le rispettive ambizioni. Tuttavia, quando il successo bussa alla porta, i compromessi della realtà e le scelte di carriera spingono le loro vite verso direzioni opposte e dolorose.

La La Land: la recensione

Scritto e diretto da Damien Chazelle, a livello registico La La Land rivela un virtuosismo tecnico impressionante. La cinepresa si muove attraverso piani sequenza fluidi e coreografie millimetriche che catapultano lo spettatore direttamente dentro l’illusione.

Sul piano della sceneggiatura, il film si struttura come una struggente lettera d’amore alla Golden Age hollywoodiana, priva però del classico lieto fine; Chazelle affronta infatti con lucidità il prezzo del successo e l’eterno conflitto tra ambizione artistica e sentimenti.

Un film citazionista

Il lungometraggio si distingue per sequenze visive memorabili e una forte impronta citazionista.

L’apertura in autostrada sulle note di Another Day of Sun richiama le grandiose coreografie corali di Sette spose per sette fratelli, mentre la meravigliosa scena di ballo notturna tra panchine e lampioni si rifà direttamente a Spettacolo di varietà (1953) con Fred Astaire e Cyd Charisse, strizzando l’occhio all’immortale Cantando sotto la pioggia (1952) di Gene Kelly.

Evidente è anche il debito verso il regista francese Jacques Demy: nelle atmosfere jazz e coloratissime di Les demoiselles de Rochefort (con Catherine Deneuve e lo stesso Gene Kelly), il film trova un’ispirazione così profonda da risultarne a tratti quasi indistinguibile.

La La Land: cast e colonna sonora

Il cuore pulsante dell’opera risiede nella chimica tra Ryan Gosling, magnetico e malinconico, ed Emma Stone, straordinaria per espressività e determinazione. La sinergia tra i due protagonisti diventa lo specchio di una generazione sospesa tra il bisogno d’amore e la febbre dell’autoaffermazione.

A supportarli c’è la monumentale colonna sonora di Justin Hurwitz (con i testi di Pasek & Paul), con brani iconici come City of Stars che non si limitano a fare da semplice sfondo, ma agiscono come una vera e propria voce narrante capace di tradurre in musica i non detti dei protagonisti.

In conclusione

La La Land non è una semplice favola, ma uno specchio sincero e visivamente abbagliante dei nostri stessi desideri. Un cult moderno imperdibile per chiunque creda ancora nel potere salvifico dei sogni e della grande musica.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★

 

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