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La Lista dei Miei Desideri, la recensione su Almanacco Cinema

La lista dei miei desideri, la recensione

Al terzo posto nella top10 dei film di Netflix c’è “La Lista dei Miei Desideri”, la rom-com scritta e diretta da Adam Brooks con Sofia Carson e Connie Britton.

Abbassate le vostre aspettative: questo è il primo consiglio che vi do prima di cliccare play e iniziare a guardare La lista dei miei desideri. Non fatevi ingannare dalla sua posizione nella classifica settimanale dei film più visti su Netflix (probabilmente è lì solo perché, in questo periodo, la piattaforma non sta offrendo grandi novità).

Ma se siete in cerca di passare due ore in leggerezza, con una storia tanto prevedibile quanto confortante, che non richiedano particolari sforzi mentali o livelli di attenzione da premio Oscar, allora La lista dei miei desideri è il film perfetto per l’occasione.

Prodotto da 3dot Productions e distribuito da Netflix, La lista dei miei desideri nasce come romanzo di Nelson Spielman ora riadattato da Adam Brooks, già sceneggiatore di Che pasticcio, Bridget Jones! (2004) e regista di Certamente, forse (2008), due rom-com che non hanno fatto esattamente scintille (anche se, a onor del vero, nel caso di Bridget Jones si trattava di un sequel, e i sequel di grandi successi non sono mai una passeggiata). Non parliamo quindi di una rom-com alla Nora Ephron o Richard Curtis, non parliamo di una storia che segnerà il genere ma, al contrario, di qualcosa che probabilmente finirà presto dimenticata. Ma perchè? Che ha di male questo film?

La trama

La storia ruota attorno ad Alex (Sofia Carson) giovane donna in carriera che ha sempre messo il lavoro al primo posto, trascurando sogni e passioni. A seguito della morte di sua madre Elisabeth (Connie Britton), scopre che da testamento, quest’ultima non le ha lasciato né denaro né una quota della sua attività, ma una lista dei desideri scritta dalla stessa Alex quando era bambina, con il compito concludere ogni singolo punto della lista. Per Alex inizia così una sorta di cammino di crescita alla ricerca di se stessa e del suo vero essere: sognatrice, determinata e appassionata ispiratrice.

La Lista dei Miei Desideri, la recensione su Almanacco Cinema

La lista degli stereotipi

Il concept del film sembrerebbe anche intrigante: un viaggio alla riscoperta di sé, attraverso i desideri e i ricordi d’infanzia e i sogni dimenticati lungo strada. Ma il film finisce per ricadere in tutti i cliché delle commedie romantiche più classiche, senza aggiungere nulla di innovativo e toccante. La sceneggiatura manca di spessore: i dialoghi sono un po’ troppo forzati, i personaggi piatti e la trama ha davvero pochi risvolti degni di nota. Tutto segue, fin troppo alla lettera, gli stereotipi e gli archetipi della commedia sentimentale.

Il primo grande difetto sono i personaggi. Fin dal primo ingresso in scena si capisce subito quale sarà il loro arco narrativo. Il caso più lampante è il giovane e affascinante avvocato Brad (Kyle Allen) che, guarda caso, gestisce proprio le pratiche testamentarie della defunta Elisabeth e che, naturalmente, finirà per aiuterà Alex a completare la lista, diventando il suo inevitabile interesse amoroso (inizialmente celato). All’inizio si punzecchiano, lei è fredda e diffidente, ma poi lui si rivela dolce e disponibile, e poi vabbè, l’epilogo diventa ovvio.

Nel film c’è tutto: la trentenne in crisi di identità che ha smarrito la sua vocazione, non è più ispirata e ha accantonato i suoi sogni a favore della carriera (ormai un evergreen), la famiglia disfunzionale che tenta una riconciliazione, i fidanzati “giusti” ma insipidi di cui la protagonista si accontenta, e naturalmente il percorso romantico con il giovane affascinante inizialmente non disponibile.

I desideri da realizzare, scritti da Alex a 13 anni, spaziano dal tatuarsi a prendere la patente, dall’insegnare in una scuola a all’esibirsi come stand-up comedian, da fare pace con suo padre fino a “trovare il vero amore”. Ed ecco che presto vediamo Alex insegnante in una scuola di ragazzi rifugiati trasformandosi nel cosplay di Hilary Swank in Freedom Writers, con una storia all’apparenza perfetta con il suo capo e un nuovo tatuaggio al polso. Il susseguirsi degli eventi è abbastanza prevedibile e gli ostacoli che si presentano vengono risolti con anche troppa facilità, evidenziando la superficialità della scrittura e la scarsa profondità emotiva dei personaggi. E i dialoghi a momenti troppo banali e pieni di battute forzate, non aiutano.

Anche la morale del film non colpisce, anzi, sa di sentito e risentito. Sembra quasi che a Hollywood si siano messi d’accordo per raccontare sempre e solo storie di trentenni in carriera, in crisi e senza prospettive sentimentali. La media dei personaggi femminili delle ultime rom-com sono tutte un: “I’m 27 years old. I’ve no money and no prospects. I’m already a burden to my parents. And I’m frightened.” (cit.) È questo il futuro che ci aspetta? Siamo tutte delle Charlotte di Orgoglio e pregiudizio?

 “I want to believe” in un personaggio femminile sui 30 anni che non stia per forza vivendo una crisi di identità lavorativa e sentimentale, ma che sappia che fare della propria vita. Ma forse devo cambiare genere e guardare al fantasy.

Conclusione

A sua discolpa, c’è da dire che questa produzione non mirava in alto fin dall’inizio. Prodotta da Netflix, che ultimamente sembra privilegiare la quantità alla qualità, è stata distribuita direttamente in piattaforma. Il cast non è particolarmente “acchiappa-pubblico”: con Sofia Carson nota principalmente per Purple Hearts e Carry-on, Kyle Allen per Assassinio a Venezia e Connie Britton in Nashville e Zero Day.

Ad ogni modo, non tutti i film devono essere capolavori o rivoluzionare la storia del cinema. È giusto rivendicare anche il diritto di essere un film magari banale, magari non troppo brillante, ma capace di intrattenere e farci passare novanta minuti in leggerezza, e La Lista dei Miei Desideri questo lo fa piuttosto bene. Se siete cultori delle rom-com, abbassate le aspettative e cliccate su play. Se invece cercate qualcosa di leggero e poco impegnativo, cliccate lo stesso: La lista dei miei desideri è il film perfetto per una serata “Netflix and Chill”.

 

“La lista dei miei desideri” è disponibile su Netflix, ecco il trailer: