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Love Lies Bleeding: donne sull’orlo di una crisi violenta

Da Thelma e Louise a Drive away dolls, anche Love Lies Bleeding racconta la storia di due donne in fuga dal passato verso il sol dell’avvenire.
Uscire dalle convenzioni e ricominciare a vivere, questo è il desiderio della coppia di donne del nuovo film targato A24 (Midsommar, Beau ha paura, Civil war, X: a sexy horror story). Come in Thelma e Louise (Ridley Scott, 1991) le due amiche protagoniste scappano dall’oppressione della loro vita quotidiana e nel bellissimo ma purtroppo poco apprezzato Drive away dolls (Ethan Coen, 2023) le due ragazze lesbiche scappano dalle convenzioni sociali e dagli errori del passato, anche Love lies bleeding racconta la storia di due donne alla ricerca di un cambiamento.

Love Lies Bleeding, la trama

Siamo nel 1989, Lou (Kristen Stewart) è una ragazza lesbica che gestisce una palestra nel New Mexico. Un giorno arriva in città la bodybuilder bisessuale Jackie (Katy M. O’Brian, vera culturista) e tra le due scoppia subito la passione e iniziano una relazione. Jackie vuole andare a Las Vegas per partecipare a una gara di bodybuilding e Lou la convince a utilizzare una dose sempre più massiccia di steroidi. Quando però il marito della sorella di Lou picchia a morte sua moglie mandandola in coma, Jackie in un raptus di rabbia incontrollata lo massacra di botte uccidendolo. La collaborazione tra le due compagne e la loro fuga sarà inevitabile.

I personaggi

La cosa che convince di più in questa pellicola sono proprio le caratterizzazioni dei vari personaggi. Seppur non vengano approfonditi più di tanto, il film ci svela un pezzetto alla volta tutto ciò che ci serve per conoscerli e per comprendere il motivo delle loro azioni. Sia Lou che Jackie hanno un passato che le tormenta e di cui non vanno fiere e trovano ognuna nell’altra una possibilità di redenzione e si cambiamento.

In particolare Lou vorrebbe liberarsi completamente del rapporto col padre, un gangster interpretato in modo straordinario dal grande Ed Harris (The abyss, The Truman Show, A history of violence) che si presenta con un taglio di capelli incredibile che è un miscuglio tra Gollum, i reietti de “La casa dei 1000 corpi” di Rob Zombie e Richard Benson. Psicologia dei personaggi chiara e scritta benissimo anche se in modo essenziale e ottime prove attoriali da parte di tutti sono certamente uno dei pregi maggiori del film.

Love Lies Bleeding, la regia

La regia di Rose Glass (Santa Maud, 2019) è pulita ed efficace, non eccede in virtuosismi inutili della macchina da presa ma al contrario utilizza movimenti di macchina funzionali al racconto. Riesce a creare tensione nei momenti di tensione, sorpresa nei colpi di scena e, cosa non facile, chiarezza e dinamismo nella scene d’azione nelle sequenze più movimentate.

Menzione speciale per le scene più visionarie, anche quelle più eccessive, cito ad esempio il rigurgito di un uomo adulto da parte di Jackie, che mi ha ricordato Gozu (Takashi Miike, 2003), anche se in quel caso si trattava di un parto di un uomo adulto.

L’assurdo

L’elemento assurdo gioca un ruolo fondamentale nel film, in particolare nella parte finale. Nonostante il pessimo trailer ci abbia anticipato alcune cose, tra le quali uno dei momenti clou, la trasformazione del corpo pian piano inserita nel corso del film esplode nella sua parte finale. Il culto del corpo così elogiato all’interno della palestra, con tanto di slogan che potrebbero essere stati benissimo scritti da Goebbels (o da Reagan), raggiunge il suo livello più estremo con tanto di trasformazione in stile Incredibile Hulk e lo spettatore rimane nel dubbio sulla realtà di ciò che sta accadendo sotto ai suoi occhi, fino al bellissimo e altrettanto controverso e cattivissimo finale. La libertà e la redenzione hanno un prezzo elevatissimo.

In conclusione

Per concludere, il film per fortuna non si dilunga inutilmente a raccontare il tema dell’omosessualità, cosa che rischia sempre di cadere nella ridondanza e nella banalità, ma al contrario utilizza la storia d’amore come un McGuffin per parlare poi di altro.
Ottima la sceneggiatura, anche se forse cala leggermente nella parte prefinale, ottima la regia e ottimi gli attori per un ottimo film.
Davide Perin

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