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Mindemic

Mindemic: la recensione

La recensione su Almanacco Cinema di uno dei rari casi – riusciti – di sperimentazione del cinema italiano attuale: Mindemic.

Credere in un sogno, credere in un mondo che non esiste più. Con queste premesse parliamo di Mindemic (Opera zero), film uscito nelle sale italiane nel 2022, le cui figure di regista, sceneggiatore, produttore, direttore della fotografia e montatore corrispondono tutte al nome di Giovanni Basso, al suo esordio cinematografico dopo anni passati dietro la cinepresa.

Abbiamo avuto anche l’occasione di chiacchierare con Giovanni Basso in un’intervista esclusiva in cui ci ha parlato della sua carriera finora, con particolare attenzione sul suo esordio cinematografico Mindemic.

La trama

Tutta l’opera gira praticamente attorno ad unico grande protagonista, Nino, interpretato dall’altrettanto grande Giorgio Colangeli, qui in una delle sue uniche interpretazioni da protagonista dopo più di trent’anni di carriera da caratterista. Nino è un regista, oramai inattivo da anni, che riceve una particolare chiamata durante un periodo in cui tutti in Italia sono costretti al confino nelle proprie abitazioni, forse una quarantena, forse un’invasione aliena.

A chiamarlo è Fredo, produttore cinematografico che gli propone di tornare alla sua vera casa, quella della settima arte, offrendogli la possibilità di tornare a dirigere un film, la cui sceneggiaturà potrà essere scritto dallo stesso Nino. L’uomo ha tre giorni di tempo e, così, mentre sta cercando di scrivere una epica storia di guerra, dovrà combattere con il suo passato che sta bussando alla sua porta.

Il film

Prima di addentrarci più a fondo sul film in sè, è doveroso menzionare la produzione dietro ad esso. La vera particolarità, nonchè peculiarità per il cinema italiano – come al solito in ritardo rispetto al resto del mondo – che riguarda il film sono i mezzi con cui è stato girato, perchè il regista ha scelto di affidarsi ad uno smartphone per le riprese.

Questo segna una prima volta per il cinema italiano, in quanto rappresenta il primo caso di lungometraggio narrativo, cioè che non sia un documentario, girato con un cellulare. Questo scelta si è sposata perfettamente con la trama del film, il quale avanzando nel viaggio del protagonista, schiaccia lo spettatore al suo interno e lo ingloba in un’ambiente altrettanto familiare quanto claustrofobico.

Mindemic

Qualcosa che turba la mente e vi rimane dentro per un tempo illimitato

In un tempo di distruzione, crea qualcosa. Con questa citazione inizia la storia di Nino, ma non è così. Il film che Nino sta cercando di creare prende tutto in prestito da quello che ha attorno e lo distrugge, a partire dalla struttura in quattro atti del film, che contraddice le classiche regole di scrittura. Allo stesso modo, il mezzo con cui Nino si esprime, ancora prima del cinema, sono gli oggetti che lo circondano.

Una pistola, una vecchia macchina da scrivere, delle foto, un proiettore. Ogni piccola cosa lo smuove, facendogli fare dei passi, in avanti o indietro che siano. E sicuramente anche la scenografia assume una rilevanza assoluta e sostituisce il cast, ma proprio per questo, Nino è solo. È emarginato. È alienato. Ma il problema non è suo, sono gli altri il vero problema, perchè mentre tutto muore, lui vive.

Non di vivere mi ravvivo ma di cinema sopravvivo

Tutto è vuoto e lui è pieno. Per le regole del gioco, tutte queste convinzioni di Nino saranno ben presto spazzate via e rimpiazzate, ma il suo intento non è quello. Ciò che fa si muove oltre alla vita vera, verso l’amore ed il destino, in qualsiasi forma arrivino. Sta nel rapporto di Nino con il sesso ed anche la masturbazione, come sta nell’immanenza del cinema.

Questa splendida opera rappresenta un’incredibile ode al cinema, già dalla colonna sonora, che Basso prende in prestito dal film del 1968 La rivoluzione sessuale, di Riccardo Ghione. Perchè il cinema è pieno di vita, e non ne è solamente un riflesso. È un’opera prima, un’opera zero anzi, in costante cambiamente e non sappiamo come finirà, ma forse, alla fine del viaggio, potremmo scoprirlo.

Il film è attualmente disponibile su Chili sia per il noleggio che per l’acquisto.