Mission Impossible: una degna conclusione, forse

Mission Impossible – The Final Reckoning è l’ultimo capitolo, l’ottavo, della saga di Mission Impossible iniziata nel 1996 con protagonista Tom Cruise.

Ethan Hunt è il personaggio principale della ormai storica saga iniziata con Mission Impossible (Brian De Palma, 1996). Possiamo tranquillamente affermare che egli è riuscito a entrare nell’immaginario collettivo del pubblico di tutto il mondo al pari di James Bond o di altri personaggi che hanno fatto la Storia del cinema statunitense. La colonna sonora, inoltre, è ormai universalmente considerata una pietra miliare della musica da film.

Siamo così giunti all’ultimo capitolo della saga action, almeno per ora. L’ottava pellicola sarà stata all’altezza delle precedenti e, soprattutto, sarà stata una degna conclusione? Vediamolo con calma.

Mission Impossible – The Final Reckoning, la trama

L’entità è una pericolosa intelligenza artificiale che alla fine del settimo film ha praticamente preso il controllo del mondo. Il suo obbiettivo è controllare e far poi partire tutte le testate nucleari del mondo e distruggere così ogni traccia dell’essere umano. La missione di Ethan Hunt consiste nel recuperare un telecomando speciale da un sottomarino affondato per riuscire così a intrappolare l’entità.

Inizia così un rocambolesco viaggio tra fondali marini, russi incattiviti e areoplani fuori controllo per portare a termine la missione.

Una degna conclusione?

The Final Reckoning appare fin da subito un prodotto finalizzato a far emergere la nostalgia in chi ha da sempre seguito la saga fin dagli anni ’90. L’incipit del film è infatti praticamente un collage di alcuni momenti iconici dei 7 film precedenti. L’intento è chiaro: presentare al pubblico una conclusione facendo ben presente cosa è stata la saga di Mission Impossible in questi 30 anni. Diversi sono i rimandi ai film precedenti: vecchie missioni, le volte in cui l’agente Hunt ha ingannato la stessa IMF o il governo degli Stati Uniti oppure personaggi completamente insignificanti che qui ritornano in ruoli chiave.

Fatta questa indispensabile premessa, il film funziona abbastanza bene. La trama si sviluppa in modo pressoché corretto, la scene d’azione, seppur non molte, sono ben realizzate anche se non muore quasi nessuno e il ritmo è ben articolato. Un paio di sequenze sono veramente degne di nota e lasciano lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine: quella subacquea nel sottomarino e quella tra i due aerei in volo.

Probabilmente non è uno dei migliori film dalla saga, anzi forse è uno dei più deboli, ma indubbiamente l’intrattenimento funziona e la fa da padrone. Due ore e quarantacinque minuti che sono volati e seppur alcuni momenti siano discutibili e il film non sia perfettamente riuscito, se tutti i Blockbuster fossero così potremmo stappare una bottiglia del miglior Champagne.

Mission Impossible 8, per concludere

Il film è divertente e intrattiene alla grande. Peccato che in alcuni momenti sembri troppo un episodio della saga dei film della Marvel ma per il resto speriamo che al botteghino vada molto bene, come sta facendo, in modo che tra un paio d’anni possa uscire Mission Impossible 9.

Davide Perin

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