Missione Shelter

Missione Shelter, il solito film con la solita storia

Missione Shelter è il nuovo film con Jason Statham ancora una volta nei panni di un guerriero solitario dal tormentato passato che si è ritirato a vita privata.

Non nascondo che apprezzo non poco i film di questo genere e anche il più brutto e sconclusionato me lo vedo sempre volentieri. Sono sempre stato affascinato dallo “Straniero senza nome” di Leoniana memoria, un personaggio dal passato misterioso che cerca una nuova vita (magari formando una famiglia) e si deve scontrare con i nemici del passato o del futuro, ignari di chi si stiano mettendo contro. Ora, non voglio scomodare i capolavori di questo genere come A history of violence (David Cronenberg, 2005) oppure i capostipiti del filone come Target – Scuola omicidi (Arthur Penn, 1985) ma tutto sommato questo tipo di film mi diverte e intrattiene quasi sempre.

Ho molto apprezzato ad esempio titoli come John WickIo sono nessuno o quel meraviglioso film che è Old Henry. Jason Statham è stato protagonista di svariate pellicole di questo filone, nessuna particolarmente eccezionale ma una visione l’ho sempre concessa e qualche titolo l’ho pure apprezzato. Penso ad esempio a The Beekeeper (David Ayer, 2024).

Questo Missione Shelter sarà un’eccezione dal mucchio o si mimetizzerà tra il nulla cosmico dell’action americano?

Missione Shelter, la trama in breve

Un uomo vive da solo in un isola deserta. Un signore e sua figlia gli portano da mangiare una volta a settimana con la barca. Un giorno una tempesta rovescia la barca uccidendo il padre della ragazza che si trova costretta a vivere con il misterioso signore. Quando però si vedrà costretto a tornare in città per acquistare dei medicinali, verrà ripreso dalle telecamere e il suo passato oscuro e violento riemergerà inevitabilmente.

Premessa buona, sviluppo pessimo

Iniziamo col dire una cosa che indubbiamente funziona: i tempi. Il ritmo inizia lento per poi accelerare nella parte centrale e distendersi nel finale.  Tutta la prima parte nell’isola poteva dare l’idea di un’autopunizione del nostro eroe senza nome e l’atmosfera che si viene a creare è anche quella giusta. Peccato che poi il film diventi una fotocopia di qualunque altra pellicola di questo tipo. Lui è un ex agente che ha rifiutato di eseguire un ordine ingiusto, si ritrova contro tutti e deve salvare la ragazzina, una trama mai vista insomma.

Speravo almeno che venisse dato risalto alle scene d’azione, sicuramente la parte principale del racconto, ma purtroppo delusione anche qui. Gli scontri corpo a corpo sono anche ben realizzati e ben coreografati ma quelli con le armi da fuoco sono abbastanza penosi, cito solo quello all’interno del locale e subito dopo al suo esterno, veramente privo di ogni logica e completamente confusionario. A questo punto fate tutto il film con lotta all’arma bianca e il voto si sarebbe sicuramente sollevato di almeno un punto.

Missione Shelter

Missione Shelter, in conclusione

Possiamo riassumere tutto dicendo che il film inizia bene e finisce male, con qualche spunto nel mezzo. Scene d’azione non eccezionali e sviluppo prevedibile e totalmente già visto. Una visione la può valere comunque come film d’intrattenimento per spegnere il cervello un paio d’ore scarse ma nulla di più.

🎬 Valutazione

Regia
★★
Interpretazioni
★★
Storia
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
2
★★