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Morto tra una settimana: lo humor nero che conquista
Vuoi ridere di gusto? Scopri Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi): una black comedy inglese cinica e geniale per gli amanti dello humor nero.
Uscito nelle sale italiane nel 2018, Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) è una commedia grottesca diretta da Tom Edmunds.
La pellicola è disponibile in streaming sulle principali piattaforme come Prime Video, Apple TV e RaiPlay.
La Trama
William (Aneurin Barnard) è un giovane scrittore fallito, depresso e incapace di dare una svolta alla propria esistenza. Dopo aver collezionato ben sette tentativi di suicidio andati a vuoto, il ragazzo decide che è il momento di affidarsi a un professionista.
Su un ponte di Londra incontra Leslie (Tom Wilkinson), un killer a pagamento ormai prossimo alla pensione.
I due stringono un patto formale: la morte di William dovrà avvenire entro sette giorni dalla stipula del contratto, oppure otterrà il rimborso completo.
Morto tra una settimana: la recensione
La regia di Tom Edmunds in Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) è il vero motore del film: anziché cercare la risata sguaiata con movimenti di macchina frenetici, il regista inglese adotta uno stile visivo pulito che ricorda da vicino il cinema di Wes Anderson o dei fratelli Coen.
Questa pulizia formale emerge fin dalla scena d’apertura sul ponte di Londra con William inquadrato in un piano medio fisso e solitario, sospeso sopra le acque gelide del Tamigi.
L’atmosfera cupa da dramma esistenziale viene subito spezzata dall’ingresso di Leslie che si avvicina con calma per offrirgli un biglietto da visita, come farebbe un assicuratore. La macchina da presa resta immobile, lasciando che sia l’assurdità del dialogo e il contrasto tra i corpi dei due attori a generare la commedia.
Il crimine: un lavoro di routine
Edmunds si diverte a filmare il crimine come se fosse un noioso lavoro d’ufficio e lo fa attraverso sequenze montate con un ritmo alternato. Ad esempio, nelle scene a casa di Leslie la regia inquadra l’assassino in ambienti domestici caldi, color pastello, mentre discute amabilmente di lavoretti di ricamo con la moglie o prepara il tè.
Subito dopo, Edmunds stacca con un taglio netto su inquadrature fisse e gelide dove lo stesso uomo pulisce una pistola di precisione o sfoglia un catalogo di bersagli con allegata una “brochure dei servizi”.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Edmunds fonde in modo fluido la parola scritta con il testo diegetico, ovvero tutti quegli elementi scritti, grafici o testuali che appartengono concretamente al mondo della storia e con cui i personaggi interagiscono attivamente.
In questa pellicola, la scrittura non serve solo a far parlare gli attori, ma diventa un oggetto visivo che muove la trama e ne scandisce l’ironia.
E la burocratizzazione della morte, in cui l’omicidio perde ogni traccia di epicità per diventare un mestiere grigio, regolato da contratti, scadenze e moduli cartacei, diventa il fulcro del film.
Questo concetto si materializza attraverso il biglietto da visita che Leslie porge a William sul ponte, la brochure patinata che illustra i diversi “pacchetti di fine vita” (dall’incidente simulato all’esecuzione pulita) e, soprattutto, il contratto firmato dai due protagonisti che rappresenta un vero e proprio motore narrativo.
Una volta siglato con inchiostro ed elementi legali, diventa un vincolo sacro per il killer e una condanna a morte inevitabile per lo scrittore, trasformando la burocrazia nella nemesi del protagonista.
Morto tra una settimana: un cast d’eccellenza
Il successo di Morto tra una settimana poggia su un cast perfetto, capace di recitare con una serietà imperturbabile che regala un’alchimia umana e irresistibilmente comica.
Il monumentale e compianto Tom Wilkinson è straordinario nei panni di un killer anziano che affronta gli omicidi con la flemma di un impiegato dedito al ricamo, mentre Aneurin Barnard tratteggia magnificamente un giovane depresso la cui malinconica goffaggine si accende di un vitale dinamismo grazie all’incontro con la magnetica Ellie, interpretata da Freya Mavor.
Conclusioni
Morto tra una settimana si rivela un piccolo gioiello di satira esistenziale che riesce a intrattenere con intelligenza, regalando riflessioni sul valore della vita attraverso la lente del paradosso e dell’ironia più nera.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.3
★★★★★