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Rez Ball, la recensione su Almanacco Cinema
Arriva su Netflix, dopo l’anteprima al Toronto Film Festival, Rez Ball, il film sportivo diretto da Sydney Freeland e prodotto, tra gli altri, da LeBron James.
Vi avevamo parlato la scorsa settimana di His Three Daughters, il dramma familiare che sta spopolando su Netflix. Ebbene, la piattaforma il 27 settembre ha rilasciato un’altra piacevole sorpresa tutta da scoprire. Si tratta di Rez Ball, il film sportivo che racconta le vicissitudini di una squadra di basket del New Mexico.
Tra i produttori figura LeBron James con la sua SpringHill Company, fondata nel 2020 con Maverick Carter. La regista, Sydney Freeland, realizza con Rez Ball il suo secondo lungometraggio dopo Drunktown’s Finest del 2014. Il film, scritto dalla stessa regista e da Sterlin Harjo, è l’adattamento del romanzo Canyon Dreams: A Basketball Season on the Navajo Nation del giornalista del The New York Times Micheal Powell.
Rez Ball, oltre a essere un film sportivo ben realizzato, accende una luce sulla cultura dei nativi americani. In particolare, su quella dei Navajo che vivono nei pressi delle Montagne Chuska. Lo fa attraverso una fotografia che certamente valorizza la bellezza estetica del set scelto. Ma lo fa anche in modo innovativo integrando l’orgoglio delle origini alla trama. Significativo è che Sydney Freeland sia cresciuta proprio in una riserva Navajo, e che diversi attori siano nativi americani.
Rez Ball, la trama
I Chuska Warriors sono una squadra di basket di nativi americani che lotta per il titolo dello stato. La loro stella è Nataanii Jackson (Kusem Goodwind). Il ragazzo sta vivendo faticosamente il lutto che lo ha colpito. A causa di un pirata della strada, infatti, ha perso sua madre e la sua sorellina. Il suo migliore amico Jimmy Holiday (Kauchani Bratt), sua spalla nel gioco da sempre, vive invece con una madre assente e alcolizzata (Julia Jones).

Ad allenare la squadra la coach Heather Hobbs (Jessica Matten). Nativa anche lei, ma desiderosa di andare altrove, è frustrata dal punto di vista lavorativo e sentimentale. Vincere il titolo significherebbe per lei ricevere nuove proposte lavorative e raggiungere il suo obiettivo di andare via.
A un anno dall’incidente Nataanii torna in campo. La squadra sembra in forma e la strada verso il recupero del ragazzo sembra avviata. Tuttavia, improvvisamente il giovane decide di togliersi la vita. La squadra, distrutta dalla tragedia, deve provare a rialzarsi ma ritrovare la motivazione sembra impossibile.
I ragazzi, per tornare a lottare per il titolo, dovranno riconquistare l’armonia interna, e soprattutto la speranza di un futuro migliore. Un ritorno alle loro origini, pregne di storia, cultura e orgoglio, sarà la miccia che riaccenderà il fuoco dei Chuska Warriors.
I Navajo: tra rassegnazione e speranza
Uno degli aspetti più interessanti di Rez Ball è certamente la sua ambientazione con tutto quello che comporta. Siamo nel New Mexico, in una riserva, ossia in quelle terre destinate ai nativi americani. In questo caso, in particolare, ai Navajo.
Terre incontaminate, affascinanti, ma anche desolate e malinconiche, specchio di un malessere che spesso colpisce soprattutto i giovani. Rez Ball fa luce, infatti, su un problema reale, quello del suicidio giovanile, molto frequente in quelle zone.
C’è una frase significativa che la mamma di Jimmy dice a suo figlio sul destino dei nativi. Secondo la donna è come se ci fosse uno spirito che riesce sempre a prenderli. Per quanto possano sforzarsi alla fine troveranno sempre il modo di fallire. Jimmy risponde con rabbia, ma forse è quello che pensa anche lui. Nei suoi occhi, in quelli di Nataanii, e degli altri ragazzi, c’è come un velo di rassegnazione.
Come in Rocky, il più classico dei film sportivi, Jimmy dovrà trovare innanzitutto dentro sé stesso la fiducia nel cambiamento. Non rinnegando ciò che è. Ma tornando proprio a quelle origini che non sono catene, ma elemento di unicità.
La sceneggiatura di Rez Ball
La sceneggiatura di Freeland e Harjo, infatti, integra il discorso sulla cultura dei Navajo traendone un messaggio di orgoglio. Il fatto che sia una nativa ad aver trattato il tema si vede, e certamente rende il film sensibile ma anche politicamente significativo.
Le strategie per rimettere in piedi la squadra passano per la valorizzazione delle radici dei Navajo. Si va dai rituali spirituali, di grande effetto, all’applicazione di competenze che solo chi ha vissuto in una riserva può possedere. In una scena, in particolare, Heather chiede alla squadra di andare alla ricerca delle pecore di sua nonna, radunarle e farle rientrare nel recinto. Dapprima riluttanti, i ragazzi scopriranno, proprio attraverso quest’attività, di essere ancora un gruppo capace di collaborare per un obiettivo comune.
Un elemento chiave sarà poi il navajo, la lingua dei nativi che in molti, ma non tutti, ancora parlano. Questa lingua che ancora li unisce, e li rende portatori di una conoscenza primordiale, antica e affascinante, diverrà centrale. In modo sottile Freeland nella sua scrittura, inoltre, tocca anche il tema dell’appropriazione culturale.
Unico neo della sceneggiatura è che, a fronte di un film comunque abbastanza lungo, non risolve tutte le linee narrative in modo completo. In particolare, i due personaggi femminili, la coach e la madre, pur sfiorandosi nei discorsi non si incontrano mai. Il film suggerisce un passato tra le due che affronta, ma che forse non approfondisce a sufficienza.
In conclusione
Rez Ball è un film semplice ma sincero. La tensione spettacolare del basket è ben rappresentata sullo schermo. I tagli sono numerosi, ma anche i movimenti di macchina che accompagnano lanci e scatti. Di grande qualità e cura, inoltre, è il sonoro. Dalle scarpe che sfregano sul parquet, alla palla che rotea accarezzata dalla mano di Jimmy, tutto è perfettamente distinguibile. Anche la telecronaca contribuisce alla realisticità delle sequenze delle partite.
Al netto di qualche linea narrativa che forse poteva svilupparsi meglio, il film funziona. Ai personaggi non è difficile affezionarsi, grazie anche a ottime interpretazioni da parte del cast. La fotografia è piacevole e, soprattutto in alcune sequenze, rende giustizia alla bellezza calda e incontaminata della riserva.
Rez Ball si inserisce, dunque, dignitosamente nel genere al quale appartiene. Lo consigliamo a chi ama i film sportivi, il basket, e le storie di rivalsa. Dal 27 settembre è disponibile su Netflix.

