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Scream 7, la recensione su Almanacco Cinema

Scream 7, la recensione su Almanacco Cinema

Horror da paura! Aspettative soddisfatte? Scream 7 ha i giusti requisiti per farti saltare dalla poltrona! Ma i fan di Stab sono rimasti delusi ugualmente?

Scream 7 è una lente d’ingrandimento che amplia lo spettro visivo di una vita ordinaria svolta con parsimonia, dal passato che viene bruciato con tutti i suoi ricordi. Ghostfaces ed il suo ritorno.

Quanti di voi, amanti del cinema horror non aspettavano altro che vederlo nuovamente sul grande schermo per assistere ad altri squartamenti di innocenti, vittime del suo coltello? Anche quella coppia felice che si intravede nel trailer del settimo capitolo di questa saga, era emozionata quanto voi, all’idea di ripercorrere come in un parco d’attrazione per turisti tutte le scene successe oramai trent’anni fa; per questo si troveranno in quella villa dove nel ’96 tutta questa storia ebbe inizio.

In questi film, soprattutto quando c’è un serial killer che vi chiama per minacciare d’uccidervi, non penserete mica che l’amore abbia la meglio e che i fidanzati più belli trascorrano poi la loro vita di coppia felici e contenti! Preparatevi a stringere i braccioli delle poltrone perché saranno in molti a morire!

Scream 7, la trama

In Scream 7 si contendono il posto da protagonista l’amata Sidney Prescott, interpretata da Neve Campbell che dovrà fare i conti col passato che era stato bruciato e sepolto, e sua figlia Tatum, che prende il nome dalla migliore amica della mamma (i veri fan si ricorderanno senz’altro di lei e che fine abbia fatto) interpretata da Isabel May.

Ma siamo convinti che non sia un’altra trama servita e riverita oramai sette volte di una storia di anni or sono? Ciò che ci viene dato è soltanto un passato che finge di ritornare per via della rielaborazione tecnologica e pragmatica creatasi attorno alla trama che però si tratta nonché di un presente mascherato digitalmente che vuole avere la meglio sul futuro!

Attraverso questa rielaborazione e riesumazione di vecchi ricordi che incutono paura, ecco l’unico aspetto contemporaneo che suscita grande interesse anche ai critici cinematografici: l’utilizzo di IA. Viene chiamata in causa come  “il declino della società”.

Come specificato all’inizio della recensione, il film è a doppio velo, ovvero si insinua un film in un altro film, senza distorcerne troppo la trama volta alla cattura dell’artefice di chi ha creato tutto. Ugualmente, il killer del settimo capitolo di questa saga si maschera due volte: cambiando il suo volto nelle videochiamate minacciose che fanno aumentare di suspense per via dell’inquietudine suscitata da Matthew Lillard nelle vesti di Stu Macher.

Scream 7, gli aspetti tecnici

Cinque saranno i jump-scare conditi da molti colpi di scena. Vengono poi servite come ciliegina sulla torta molte scene di accoltellamenti.

La pellicola rispetta le regole basi per avere l’etichetta horror e ha tutte le carte in tavola per farti spaventare. Riesce a confermarsi superiore ad altri titoli competitor nel mondo horror. È crudo, cruento, cattivo, spinto, non guarda in faccia a nessuno e riesce a farti provare dispiacere ogni qualvolta vengono colpiti quei spiriti giovanili che verranno poi squartati.

Missione riuscita, horror prodotto. Ma manca di una trama originale. Abbiamo detto che la riesumazione del passato è stata adattata bene alla nuova storia, a tal punto da non mettere a disagio chi non ha visto i sei capitoli precedenti, ma non è questo a farne un capolavoro.

Una trama vuota

Se volessimo fare un paragone per tutti quei nuovi fan che non sanno nulla sulla saga, e per far capire meglio cosa è stato registrato, posso dirvi che è come quel piatto gourmet. Nonostante il minimalismo della portata che si riduce ad un sol boccone, percepito poi come un’esplosione di sapori, ancor prima che inizi l’esperienza. Nulla lì è stato realizzato per saziarti, ma soltanto per farti fare un tour all’interno delle emozioni di chi ti ha servito la portata che assaggerai.

Togliete il cinema agli americani! Hollywood ha bisogno di una lunga vacanza per scoprire nuove rivelazioni, se vuole tornare a fare cinema bello ed interessante. Sparatorie, urla, città deserta: tutti aspetti che lasciano sola la protagonista in fuga per salvarsi dal killer e che ti fanno pensare: ma dove sono tutti? Ma questo è lo stesso pensiero che abbiamo sempre avuto quando guardiamo un film dell’orrore.

Insomma, questa è la strada del surrealismo e più ne abusi, più il film perderà di credibilità, perché le scene irreali alle quali assisti nella vita vera non potranno mai accadere. Un horror diventa un capolavoro quando riesce a metterti sugli attenti anche dopo la visione, spaventandoti così tanto da farti percepire quel timore (che altro non è che uno stato d’allerta necessario per evitare di essere a contatto con situazioni spiacevoli) nella vita vera.

Consiglio la visione? Si, ma solo a chi ha visto i film precedenti e vuole continuare la saga, ma non a chi ha voglia di traumatizzare sé stesso per il resto dei suoi giorni. Per ottenere un risultato simile bisogna aspettare ancora un buon regista capace di marchiarti l’anima, perché Kevin Williamson non ha ancora ben chiaro che cosa significhi la parola trauma.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3
★★★
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