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strange darling, la recensione

Strange Darling: chi è la preda? Chi il predatore?

Strange Darling è un thriller-horror che fa di tutto per colpire chi guarda e dimostrarsi originale. Ci riuscirà davvero?

Il film, presentato al Fantastic Fest 2023 ad Austin (Texas), è il secondo lungometraggio scritto e diretto da JT Mollner, dopo il western Outlaws and Angels (2016). A firmare la fotografia, che ha un ruolo importante nel film, è l’attore Giovanni Ribisi (Salvate il soldato Ryan, Gangster Squad, Horizon).

Strange Darling ha riscosso un gran successo di pubblico – su Rotten Tomatoes ha un gradimento del 96% – e anche di critica. Elogiato sia in Italia che negli USA, dove è uscito nelle sale ad agosto 2024, distribuito da Magenta Light Studios. Prodotto dalla Miramax, fa del suo punto di forza la disattesa delle aspettative. O almeno ci prova. Si può recuperare su Amazon Prime.

La trama di Strange Darling

Strange Darling inizia introducendoci alla storia con un disclaimer: quella che segue è una drammatizzazione delle testimonianze di chi è venuto a contatto con un terribile serial killer americano, che ha mietuto le sue vittime tra il 2018 e il 2020. Quella raccontata è l’ultima violenta ‘impresa’ del killer, nei pressi della foresta di Hood River, nell’Oregon. Insomma, siamo avvertiti che si tratta di una storia vera.

In seguito, vediamo una ragazza insanguinata correre in un campo e cercare rifugio nella foresta perché inseguita da un uomo. In sovraimpressione, siamo informati che i protagonisti saranno dei generici The Lady e The Demon. Per associazione subito identifichiamo i due con la ragazza che corre (Willa Fitzgerald) e con l’uomo armato di fucile che la insegue (Kyle Gallner).

Strange darling: the lady

A questo punto, avviene il primo dei tanti spostamenti temporali, per cui torniamo di poco indietro. The lady sta fuggendo su una fiammante auto d’epoca rossa, inseguita dal pick-up di The Demon. La ragazza perderà il controllo dell’auto e dovrà fuggire nel bosco. Finché non arriverà nel giardino di una casa isolata e chiederà aiuto a due anziani signori che qui abitano.

Strange Darling è un thriller in 6 capitoli, così ci viene detto. Solo che i capitoli non sono in ordine cronologico. Infatti, saltiamo da un capitolo all’altro, in modo tale da ritardare il più possibile lo svelamento della vera identità dei nostri protagonisti. A venti minuti di film, veniamo introdotti al capitolo 1 e scopriamo che The Lady e The Damon sono usciti per un appuntamento e intendono passare la notte insieme.

La fotografia di Giovanni Ribisi

Centrale in Strange Darling è l’utilizzo espressivo dei colori. A predominare è la vivacità e una luce accecante, che aveva già caratterizzato in modo disturbante un cult-horror come Midsommar. Quindi, non bisogna più solo temere il buio o la notte, perché il terrore avviene alla luce del giorno.

Il rosso è sicuramente il colore protagonista della pellicola. Le scritte esplicative spesso sono in rosso, The Lady è vestita di rosso, l’auto che guida è di un rosso acceso, la pesante tappezzeria nella casa degli anziani coniugi è rossa anch’essa. Il celeste, invece, fa da sfondo al titolo del film, scritto nuovamente in rosso. L’accostamento dei colori risulta decisamente inquietante.

Invece, nelle scene girate nell’auto fuori il motel dove i due protagonisti dovranno passare la notte insieme, predomina la luce blu al neon dell’insegna dell’hotel. In definitiva, viene fatto un uso pulp dei colori, alla Quentin Tarantino. Autore a cui sia Ribisi che JT Mollner guardano con devozione. Il film rispecchia il loro gusto per il vintage – la pellicola è stata interamente girata in 35mm – e per il genere horror. Da cui vengono presi una serie di cliché con il tentativo di ribaltarli.

strange darling-fotografia

Cosa vuole dirci in sostanza Strange Darling?

Mollner aveva il preciso obiettivo, come dichiarato in interviste, di sovvertire le regole del genere horror. E, potremmo dire, anche le regole della realtà. Infatti, Strange Darling si presenta come un film che va oltre la prassi della logica. I personaggi si comportano in maniera spesso non intelligente, quasi stupida se guardiamo all’ultimo capitolo – le frasi fatte pronunciare dalla poliziotta sono imbarazzanti – . Fatta eccezione per The Lady. E l’unico scopo sembra essere quello di acclarare che le apparenze ingannano.

Il regista ci catapulta nella storia in medias res, rendendo il ritmo del film molto sostenuto. La scena dell’inseguimento, in cui viene inquadrata la strada alberata, è un classico del genere. Ma se, solitamente, nei film horror la strada che porterà all’orrore è inquadrata dall’altro, qui l’obiettivo è spostato in basso. Subito sull’azione. Potremmo dire sia una dichiarazione d’intenti da parte del regista: questo non è il classico film horror.

Strange-Darling: inseguimento

È difficile, arrivati a questo punto, non fare spoiler. Quindi, se si ha intenzione di vedere il film così come lo ha pensato Mollner, sarà meglio saltare il resto della recensione.

Chi è The Lady?

strange darling-Willa Fitzgerald

The Lady è Electric Lady, ovvero una donna che sembra avere problemi psichici, in preda alle allucinazioni. Ma potrebbe anche essere che quello che vede non sia solo nella sua testa. Non ci è dato sapere. Resta il fatto che è una pluriomicida e che non è lei la preda nella storia. The Demon risulta essere la vittima della situazione. Ci troviamo di fronte a Una donna promettente, in cui le donne però non sono dalla parte della ragione.

Damon è costretto da questa donna a soddisfare le sue fantasie BMDS, senza esserne molto convinto. Anzi quasi a disagio. The Lady non è mai soddisfatta. Anche perché il suo unico scopo è giocare al gatto e il topo con quest’uomo. The Lady, però, non risulta essere semplicemente una sadica. Sembra essere mossa quasi da un dovere di uccidere. Ma probabilmente è tutto nella sua testa, appunto. Ad ogni modo, appare come l’unico personaggio in grado di ragionare.

A questo punto è impossibile non chiedersi se Mollner volesse semplicemente trasformare la classica final girl in una serial killer. Per cui anche le donne possono essere estremamente violente. Apparentemente senza una reale motivazione. O se, invece, Mollner voglia seminare il dubbio che le donne approfittano della loro condizione ontologica di vittime per perseguire i propri scopi.

Molte domande poche risposte

La domanda sorge spontanea dal momento in cui i due protagonisti fuori dal motel affrontano proprio questo argomento. The Lady, infatti, con grande naturalezza fa capire all’uomo che ha davanti che le ragazze non sono mai al sicuro. Quando escono con sconosciuti corrono sempre il potenziale rischio di essere uccise. Sono chiamate sempre a un pericoloso atto di fede.

Mollner, allora, fa pronunciare alla nostra protagonista la fatidica domanda: sei un serial killer? Domanda estremamente ironica, guardata a posteriori. Ma The Lady non è solamente una killer che finge di essere una ragazza indifesa. Ama anche i giochi di ruolo. E chiede a The Demon di recitare la parte del predatore e di non fermarsi neanche quando lei lo supplicherà di farlo. Questa, però, non rimarrà una fantasia tra persone consenzienti ma diventerà realtà per Damon. Senza che lui abbia effettivamente dato il suo consenso a essere la preda. A questo punto ci si può chiedere se fosse questo il tema caldo che Mollner voleva affrontare in Strange Darling. Ovvero quello del consenso (maschile).

strange darling_the demon

In conclusione

Strange Darling è un thriller di grande intrattenimento. Facile da seguire, nonostante i salti temporali. Il ribaltamento di prospettiva non causa un grande shock a chi guarda. Anche perché l’idea che anche le donne possano essere spietate non è sicuramente originale. L’interpretazione di Fitzgerald è magnetica e rende The Lady una antieroina con cui poter empatizzare.

La cosa davvero interessante risulta essere la disamina delle paure maschili. Infatti, Strange Darling dice molto più sull’universo maschile che su quello femminile. Il terrore di essere ingannati, che quella donna inerme e gracile si riveli una furia predatrice, portatrice di morte, fa capolino nella psiche maschile dall’inizio dei tempi. D’altronde, l’horror è chiamato proprio a mettere in scena le nostre più irrazionali paure, così da esorcizzarle e liberarcene. O almeno quella è la speranza.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
Emozioni
★★
🏆 Voto Totale
2.3
★★