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The Neon Demon, la recensione: bella da morire

Refn fa danzare la videocamera fra luci al neon e set fotografici in The Neon Demon, horror sui generis che racconta le atrocità del mondo fashion.

Mentre attendiamo l’inizio del festival di Cannes 2026, esploriamo The Neon Demon, uno dei film più discussi di Nicolas Winding Refn. Uscito nel 2016, il film divise nettamente il pubblico e la critica. Fra i suoi sostenitori, coloro che ne esaltavano l’estetica e la ricerca della forma perfetta; chi non lo aveva apprezzato, invece, si soffermava sulla poca incisività della vicenda.

The Neon Demon, prodotto da Space Rocket Nation (casa di produzione dello stesso Refn) è sicuramente un’opera con una trama che serve da pretesto per una fotografia strabiliante, ma forse sotto si nasconde qualcosa di più.

The Neon Demon, la trama

Jesse (Elle Fanning) è una ragazza di sedici anni che si è trasferita a Los Angeles da una cittadina di provincia, in un trasandato motel gestito da Hank (Keanu Reeves). Il suo sogno è quello di diventare una modella, e in questo viene aiutata dal fotografo Dean (Karl Glusman). Durante uno shooting fotografico la ragazza fa la conoscenza di Ruby (Jena Malone), che la metterà in contatto con le persone giuste per intraprendere una carriera nel mondo della moda.

L’arrivo di questa ragazza di provincia mette in subbuglio tutto il sistema, con modelle che ne invidiano la bellezza ed il successo mentre gli altri, dopo aver messo gli occhi su di lei, cercheranno di ottenere tutto ciò che possono. In un universo in cui tutti sembrano desiderarla, Jesse prende consapevolezza della propria forza, sfociando in un narcisismo che avrà come conseguenza un drastico cambio nei rapporti con le figure a lei vicine.

Elle Fanning in The Neon Demon

Loro vogliono essere me!

La vicenda raccontata ricorda altre opere simili, come Suspiria di Dario Argento Mulholland Drive di David Lynch. Una ragazza ambiziosa, che cerca di sfondare in un mondo pieno di oscuri segreti e crudeltà. Jesse ha una bellezza pura, non artificiale, e dei lineamenti aggraziati che la rendono una tela perfetta per i make-up artist. Le altre modelle ricercano ed invidiano la popolarità della ragazza, e in ogni interazione si percepisce chiaramente il clima di astio e di tensione.

La nostra protagonista però è tutt’altro che ingenua, ed è anzi consapevole delle attenzioni nei suoi riguardi. Forse, però, non è in grado di rendersi conto del pericolo che la sua bellezza porta con sé. Oltre all’odio che covano le sue colleghe, ci sono infatti diversi individui che vedono in lei una preda, una fanciulla da possedere e da sfruttare. È il caso di Hank, che Keanu Reeves riesce ad intrepretare in maniera viscida e arrogante. Ma è anche il caso di Roberta Hoffman (Christina Hendricks), proprietaria dell’agenzia che la mette sotto contratto e che chiede a Jesse di mentire riguardo la sua vera età.

Tutti vogliono Jesse, ma lei è a tal punto rapita dal suo narcisismo da non rendersi conto della pericolosità di certe attenzioni.

Death in plastic, it’s fantastic

Se da un lato Suspiria Mulholland Drive appaiono dei riferimenti evidenti, la scelta di traslare la vicenda nel mondo del fashion porta con sé alcune innovazioni interessanti. I personaggi con cui interagisce la protagonista hanno una pelle chiarissima, quasi funerea. Il richiamo all’immaginario del vampiro, spinto dal desiderio di consumare il sangue della vittima, è chiaro.

Ma è la morte in generale ad essere estremamente presente all’interno del film. Numerose sono le metafore riguardo questo argomento; una simbologia forte a tal punto che Ruby, la truccatrice, si occupa di tanatoestetica fra uno shooting e l’altro. Così come la salma di un defunto non è più in grado di provare alcuna emozione e necessita di interventi esterni per modificarne le fattezze, così le modelle devono essere inermi, pezzi di plastica da sfruttare e plasmare secondo il gusto dell’artista o dello stilista di turno. Corpi con una data di scadenza oltre la quale si viene messi all’angolo e dimenticati, mentre il sistema si volta verso la nuova ragazza di turno.

The Neon Demon, scena del film

Un horror da copertina

Il vero punto di forza del film è però l’aspetto tecnico. Ogni inquadratura è pensata con attenzione, i movimenti di macchina sono chirurgici. Refn si è impegnato a creare delle vere e proprie opere d’arte, con un utilizzo delle luci studiato al dettaglio. Quelle maggiormente utilizzate – rosse e blu – creano un contrasto netto anche all’interno della stessa inquadratura. Per ammissione dello stesso regista, i due colori servono ad identificare elementi ben distinti: il rosso segnala i momenti di pericolo per Jesse, mentre il blu avvolge le scene in cui il suo narcisismo è il protagonista.

Queste luci così innaturali, congiuntamente ad un’iconica colonna sonora a cura di Cliff Martinez e composta prevalentemente da musica elettronica, creano un’atmosfera volutamente fredda, quasi costruita. Un senso di artificiosità che ben si sposa con il mondo raccontato, un horror patinato che non ha paura di unire gore e moda, sangue ed oro. Il risultato è visivamente strabiliante, e la ricerca di un’estetica glamour da parte del regista danese convince sotto tutti i punti di vista.

The Neon Demon, in sintesi

Lasciatosi alle spalle il mondo della criminalità, Refn abbandona la virilità e la violenza maschili di Drive e Solo Dio perdona per esplorare un mondo popolato da donne in continua competizione fra loro. Il risultato è un film che ha forse poco da offrire a livello narratologico, ma dall’impatto visivo indimenticabile. Il pericolo intorno a Jesse è palpabile, anche se lei stessa non sembra accorgersene – o forse semplicemente non se ne cura. L’aspra critica nei confronti di un mondo colmo di violenza (fisica e mentale) come quello della moda segna il film tra metafore e simbolismi, peccato che alcuni appaiano poco chiari – la scena di Ruby sotto la luce della luna ne è un esempio.

The Neon Demon era e resta un film divisivo, ma questo non dovrebbe fermarvi dal dargli una possibilità. Tenete d’occhio il finale.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨
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