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Una donna promettente, tra vendetta e denuncia sociale
Da qualche giorno è disponibile su Netflix Una donna promettente, thriller drammatico del 2020 che scuote le coscienze e sfida le convenzioni.
Una donna promettente è un thriller drammatico del 2020, scritto e diretto da Emerald Fennell. Questo film, che ha suscitato un’ampia discussione per i temi trattati, è una storia provocatoria e carica di tensione che esplora temi di vendetta, giustizia e cultura dello stupro.
Una donna promettente, la trama
La protagonista, Cassandra “Cassie” Thomas è una giovane donna la cui vita è stata devastata da un tragico evento accaduto alla sua migliore amica, Nina, durante il periodo dell’università. Nina è stata vittima di uno stupro, e il sistema giudiziario ha fallito nel punire i responsabili. Questo trauma ha segnato profondamente Cassie, spingendola a vivere una vita apparentemente normale di giorno, mentre di notte adotta comportamenti pericolosi e autodistruttivi per vendicare la sua amica e per mettere in evidenza la connivenza e l’ipocrisia della società nei confronti della violenza sessuale.
Cassie frequenta locali notturni fingendosi ubriaca per smascherare uomini predatori. Il suo piano si complica quando incontra Ryan, un vecchio compagno di università che riaccende in lei la speranza di poter avere una vita normale. Tuttavia, l’incontro con Ryan riporta a galla eventi passati, costringendo Cassie a confrontarsi definitivamente con il trauma e a pianificare un ultimo atto di vendetta.
Il cast
Carey Mulligan riesce a conferire al personaggio di Cassie una straordinaria complessità emotiva, oscillando tra una fragilità evidente e una determinazione spietata. La sua performance è il cuore pulsante del film.
L’attrice trasmette con maestria la tensione interna di Cassie, che si divide tra il desiderio di vendetta e la ricerca di un riscatto personale. La sua capacità di trasformarsi, passando da momenti di vulnerabilità a esplosioni di rabbia fredda e calcolata, è uno degli aspetti più potenti del film. La sua interpretazione è stata ampiamente elogiata dalla critica e ha ricevuto una candidatura all’Oscar per la miglior attrice protagonista.
Bo Burnham nel ruolo di Ryan, sorprende per la sua capacità di interpretare un personaggio che, inizialmente, sembra essere il classico “bravo ragazzo”, ma che si rivela più complesso di quanto appaia. Il suo personaggio rappresenta anche una critica alla complicità maschile nella perpetuazione della cultura dello stupro, e Burnham gestisce questa evoluzione con grande sensibilità, mantenendo il pubblico in bilico tra simpatia e sospetto.
Alison Brie interpreta Madison, un’ex compagna di università di Cassie. Il suo ruolo è cruciale nel mostrare come anche le donne possano essere complici di un sistema che sminuisce o ignora le vittime di violenza sessuale. L’attrice porta sullo schermo una donna superficiale e leggermente frivola, ma la sua performance acquista profondità quando il suo personaggio è costretto a confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni passate.
Clancy Brown e Jennifer Coolidge nel ruolo dei genitori di Cassie, offrono una performance che, seppur secondaria, è fondamentale per costruire il mondo emotivo della protagonista. Brown è convincente nel ruolo del padre affettuoso e preoccupato, mentre la Coolidge, nota principalmente per i suoi ruoli comici, sorprende con una prova più contenuta e realistica come madre di Cassie.
Una sceneggiatura da Oscar
Emerald Fennell, alla sua prima prova da regista, dimostra una padronanza sorprendente della narrazione e del tono. Il film è caratterizzato da un’estetica visiva brillante e colorata, che contrasta volutamente con la natura oscura del suo tema. La colonna sonora, che include canzoni pop riarrangiate in modi sorprendenti, contribuisce a creare un’atmosfera inquietante e dissonante.
Il film è stato girato in gran parte a Los Angeles, con un budget relativamente contenuto, ma con una cura per i dettagli che traspare in ogni scena.
La pellicola ha ottenuto un grande riconoscimento dalla critica, culminato in cinque candidature agli Oscar, tra cui quella per Miglior Film. Emerald Fennell ha vinto la statuetta per la Miglior Sceneggiatura Originale, un premio che celebra la sua capacità di affrontare temi complessi con una narrazione audace e innovativa.
I temi di Una donna promettente
Una donna promettente è un film che parla di vendetta, ma lo fa in un modo che evita i cliché del genere. Invece di glorificare la violenza, il film pone domande scomode sulla giustizia e su cosa significhi veramente ottenere una chiusura emotiva. Fennell non offre risposte semplici, e il finale del film è volutamente ambiguo e controverso, lasciando il pubblico a riflettere su ciò che ha appena visto.
Il messaggio centrale del film riguarda la responsabilità collettiva nella perpetuazione della cultura dello stupro. Attraverso i vari personaggi, Fennell mostra come la complicità, il silenzio e la minimizzazione siano parte del problema. Cassie è un personaggio che incarna la frustrazione di tutte quelle persone che hanno visto fallire il sistema, e il suo percorso è un viaggio in cui ogni tappa è una critica feroce alla società.
In conclusione
Una donna promettente è un film potente e provocatorio, che sfida le aspettative e che ha il coraggio di affrontare temi difficili con intelligenza e originalità. La regia di Emerald Fennell è audace, la sceneggiatura è acuta e la performance di Carey Mulligan è indimenticabile. È un film che non lascia indifferenti, e che continua a far riflettere molto tempo dopo la visione.


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