463Views
Young Hearts: recensione dell’opera prima premiata a Berlino
Young Hearts, opera prima del belga Anthony Schatteman, affronta la tematica queer con un forte sentimento romantico. In un teen drama leggero e positivo.
Il film, presentato a Berlino 2024, approda direttamente on demand su IWonderfull per il pubblico italiano, senza passare dalle sale. L’opera è stata selezionata nella categoria Generation Kplus della Berlinale ed è stata premiata con una Menzione speciale dalla giuria giovani. Ha raccolto recensioni positive a livello internazionale ma alcuni lamentano una mancanza di audacia da parte del regista.
Young Hearts, la trama
Come suggerisce il titolo del film, Young Hearts tratta di un amore giovanile, potremmo dire del primo amore. Protagonista è Elias (Lou Goossens), un quattordicenne che vive nella campagna belga con la sua famiglia, tra cui spicca l’egocentrico padre cantante locale di discreto successo.
Elias ha uno stretto legame con il nonno, che va spesso a trovare nella sua fattoria. Mentre più difficile è il rapporto col fratello maggiore.
Ha diversi amici a scuola e una fidanzata, Valerie. Un giorno si trasferisce nella casa di fronte la sua Alexander (Marius De Saeger), arrivato con padre e sorellina da Bruxelles. È suo coetaneo e piano piano nasce fra loro un’amicizia che diventa velocemente qualcosa di più. Alexander è carismatico e consapevole della sua identità, invece Elias vive una profonda crisi dovuta ai sentimenti che prova per il ragazzo.
Young Hearts segue il percorso di Elias per arrivare all’accettazione di sé, come nei più classici coming of age, tra bullismo e ricerca interiore.
Le scelte di Schatteman
Anthony Schatteman, qui al suo primo lungometraggio, decide di creare un teen drama patinato e bucolico. Sono numerosi le citazioni cinematografiche nel film, da Luca Guadagnino e il suo Chiamami col tuo nome al cult movie Romeo + Juliet con un giovane Leonardo di Caprio.

È infatti palese la somiglianza tra il giovane Elias, estremamente espressivo con i suoi occhi azzurri, e il faccino d’angelo del Di Caprio ventenne. Da canto suo invece, Alexander rappresenta l’attrazione per l’istintività e la spavalderia.
La relazione fra i due, però, è tutta giocata sul sentimento romantico, mettendo del tutto da parte la componente sessuale di questa attrazione. Vengono fatti dei riferimenti, anche perché i due quattordicenni sono in una fase cruciale della loro crescita. Ma fra loro quello che si percepisce è più che altro un innamoramento, potremmo azzardare, platonico.
Sicuramente questa è una scelta consapevole da parte del regista, che ha dichiarato di aver voluto realizzare un film per tutti, anche bambini piccoli. Quindi, con un dichiarato intento pedagogico.
E infatti il film è sicuramente riuscito in questo, fino a risultare quasi didascalico. Sia i dialoghi che lo svolgersi degli eventi seguono una “via giusta” su come dovrebbero andare le cose. Sono presenti dei bulli che tormentano Elias ma la pressione su di lui proviene più da sé stesso che dall’esterno. Come a dire che siamo noi a precluderci sentimenti ed esperienze per nostri blocchi interiori.
Sappiamo, però, che non sempre è così e l’ambiente in cui viviamo può essere duro e crudele. L’obiettivo di Schatteman, però, era realizzare un film che potesse essere d’aiuto a chi sta sperimentando tormenti simili a quelli di Elias. In cui fosse mostrato che la famiglia e gli amici ci sono nei momenti più difficili e che è possibile superare anche gli eventi più traumatici dell’adolescenza.
Young Hearts: i punti di forza
Due scene sono di particolare impatto, quella della gita di Elias e Alexander a Bruxelles e quella del confronto fra Elias e il nonno. I due ragazzini fanno visita al locale degli zii di Alexander e qui assistono alla performance di una drag queen che canta una canzone sull’orgoglio di vivere, in cui si ripete “J’aime la vie”.
Lo spettacolo musicale è diametralmente opposto a quelli del padre di Elias, che risultano stucchevoli e retorici nel raccontare l’amore. Il padre di Elias è così preso da sé da ignorare completamente le difficoltà che sta vivendo il figlio. E le sue canzoni d’amore sono autoreferenziali e poco autentiche proprio come il loro interprete.
La figura di riferimento allora per Elias diventa il nonno. È a lui per primo che confessa i suoi sentimenti per Alexander, trovando un immediato appoggio. Qualcosa sicuramente di insolito visto tutti gli anni che li separano. Ma, d’altronde, il Belgio è un paese pioniere per quanto riguarda diritti e accettazione delle persone queer.
È interessante in questo senso fare un parallelo con un altro film affine per tematiche a Young Hearts, Close. Anche qui si tratta di un film belga che vuole esplorare lo stretto rapporto fra due, in questo caso, pre-adolescenti. Ad accomunare i film sono anche le atmosfere sospese e fiabesche, in cui la natura ha un ruolo centrale nel creare il personale paradiso in cui i due protagonisti vivono il loro rapporto.
In Close, però, la componente drammatica è fortissima tanto da sferzare chi guarda. E, a differenza di Young Hearts, l’orientamento sessuale dei due bambini protagonista non è centrale nel racconto. Nonostante ciò, risulta più esplicita la ricerca di contatto fisico fra i due rispetto alla coppia Elias e Alexander, che si scambiano solamente dei timidi baci, poco convinti.
Conclusioni
Anche se il proposito di Schatteman di realizzare un classico teen drama a lieto fine ma a tematica queer è valido, Young Hearts ne risente sul versante originalità. Infatti, nonostante l’ottima prova degli interpreti, soprattutto Elias-Goossens, la sceneggiatura appare debole e poco autentica. Le parole fatte pronunciare dai ragazzini, in particolare al più maturo Alexander, sembrano appartenere più a un adulto che a un quattordicenne. Sul fronte opposto, la mancanza di attrazione sessuale fra i due poco si addice alla loro età.
Anche se il regista, legittimamente, non voleva calcare la mano su questo aspetto, esplorato in diverse opere contemporanee, qui manca completamente anche solo l’anelito di un maggior contatto fra i due. Opere come Close o L’innocenza dimostrano che è possibile raccontare l’attrazione anche fra giovanissimi in maniera coerente e verosimile mantenendo il candore dell’età. È un peccato perché, con un po’ più di coraggio, Young Hearts ne poteva acquistare in personalità, fra i numerosi prodotti che ormai affrontano la tematica queer.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
2.3
★★★★★