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People We Meet on Vacation, la recensione

People We Meet on Vacation, la recensione

È uscito su Netflix People We Meet on Vacation, tratto dal bestseller di Emily Henry: una storia d’amore che attraversa anni e città stupende.

È sempre il momento giusto per una rom-com, soprattutto quando alla base c’è un romanzo amatissimo.

People We Meet on Vacation porta sullo schermo una storia che ha già conquistato milioni di lettori grazie al suo mix di ironia, malinconia e romanticismo contemporaneo. E, come ogni rom-com che si rispetti, il film ricalca alcuni stereotipi amatissimi – dal friends to lovers al grumpy x sunshine – inserendoli all’interno di una storia d’amore che si costruisce e si trasforma nel corso di più anni, tra timing sbagliato, incomprensioni e sentimenti mai del tutto confessati.

People We Meet on Vacation, la trama

Poppy e Alex sono amici dai tempi dell’università, ma non potrebbero essere più diversi. Lei è estroversa, inquieta, sempre alla ricerca della prossima avventura; lui è razionale, riservato, profondamente legato alla stabilità.

Nonostante vivano in città diverse, per anni mantengono viva la loro amicizia grazie a una tradizione fissa: una vacanza insieme ogni estate. Un rituale che diventa il loro punto fermo, lo spazio in cui il loro legame può esistere lontano dalla quotidianità.

Dopo un ultimo viaggio che segna una frattura improvvisa, i due smettono di parlarsi. Anni dopo, Poppy decide di ricontattare Alex con l’obiettivo di capire cosa sia andato storto e affrontare finalmente sentimenti rimasti in sospeso troppo a lungo.

Cosa funziona (e cosa invece no)

Il film funziona soprattutto nella sua prima metà, quando riesce a restituire con naturalezza quelle vibes da rom-com anni Duemila che oggi sembrano quasi scomparse, ma che continuano a esercitare un forte richiamo nostalgico. Il tono è leggero, i dialoghi scorrono con facilità e i personaggi risultano subito riconoscibili e ben caratterizzati, ciascuno con una propria identità emotiva che rende credibile il legame che li unisce.

Con il passare del tempo, però, qualcosa si incrina. La narrazione tende ad appiattirsi e perde progressivamente intensità, soprattutto nel momento in cui dovrebbe entrare nel vivo il vero motore di ogni commedia romantica che si rispetti: lo yearning, quella tensione emotiva costante fatta di desiderio trattenuto, sguardi e occasioni mancate. Qui, invece, questo elemento rimane sullo sfondo, quasi accennato, privando la storia di quella spinta emotiva che avrebbe potuto renderla davvero coinvolgente fino in fondo.

Il problema emerge con maggiore evidenza nel finale. Nonostante il racconto si sviluppi su un arco temporale molto ampio, attraversando diversi anni della vita dei protagonisti, la conclusione appare sorprendentemente frettolosa, come se il film avesse improvvisamente bisogno di chiudere i conti senza concedersi il tempo necessario per far sedimentare le emozioni accumulate.

Eppure, nonostante questi limiti, People We Meet on Vacation riesce comunque a funzionare grazie alla chimica tra Emily Bader (che abbiamo visto recentemente nella serie tv My Lady Jane) e Tom Blyth (il presidente Snow in Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente), autentica e mai forzata, e a una sensibilità di fondo che emerge soprattutto nei momenti più intimi. Anche quando la sceneggiatura inciampa, resta la sensazione di una storia sincera, che avrebbe forse solo avuto bisogno di più coraggio nel prendersi il proprio tempo.

Forse anche la scelta di far uscire un film che parla di vacanze nel pieno dell’inverno non è stata del tutto saggia: le vibes risultano leggermente sfasate. Eppure, nonostante questo, la regia di Brett Haley e la fotografia regalano scene visivamente molto belle, dominate da colori caldi che evocano nostalgia e desiderio.

People We Meet on Vacation, la recensione

Le differenze tra libro e film

Una delle differenze più evidenti riguarda la caratterizzazione di Alex. Nel libro, il suo conflitto interiore è più esplicito e stratificato: il lettore ha accesso diretto ai suoi pensieri, alle sue paure e al senso di inadeguatezza che prova accanto a Poppy. Nel film, questa complessità viene semplificata, rendendolo più silenzioso ma anche meno approfondito.

Un altro elemento che potrebbe far storcere il naso ai fan più affezionati del romanzo è il taglio di numerose scene presenti nel libro. Momenti di quotidianità, dialoghi secondari e passaggi fondamentali per la costruzione emotiva del rapporto tra Poppy e Alex vengono sacrificati in favore di una narrazione più snella. Una scelta comprensibile dal punto di vista cinematografico, ma che riduce la stratificazione emotiva della storia e che probabilmente non sarà apprezzata da chi sperava di ritrovare sullo schermo ogni sfumatura del romanzo originale.

Anche la famosa “vacanza della rottura” viene trattata in modo diverso. Nel romanzo, l’evento che allontana Poppy e Alexè carico di tensione emotiva e di non detti, con un peso che si riverbera per anni. Nel film, lo stesso momento appare più diretto e meno ambiguo, riducendo quell’ambivalenza che nel libro era centrale.

Infine, il finale: se nel romanzo la dichiarazione d’amore arriva dopo un lungo percorso di autoconsapevolezza (soprattutto per Poppy), il film accelera questo passaggio, privilegiando l’effetto emotivo immediato rispetto alla costruzione graduale. Il risultato è coerente con il linguaggio cinematografico, ma perde parte della profondità che aveva reso memorabile l’epilogo letterario.

People We Meet on Vacation, in conclusione

People We Meet on Vacation è una rom-com che gioca con ingredienti familiari e li rielabora in chiave più malinconica e contemporanea. Non è un film perfetto: soffre di qualche squilibrio narrativo, di un finale troppo affrettato e di una tensione romantica che, a tratti, avrebbe potuto osare di più.

Pur con qualche scelta discutibile, la regia e la fotografia compensano con immagini calde e suggestive, capaci di evocare quel senso di nostalgia e desiderio che è, in fondo, il vero cuore della storia.

People We Meet on Vacation rappresenta inoltre solo il primo adattamento cinematografico dei romanzi di Emily Henry. Netflix ha infatti acquistato i diritti anche per Beach ReadBook LoversHappy Place e Funny Story, confermando la volontà di costruire un vero e proprio filone di rom-com contemporanee tratte dalle sue opere.

Se questo primo film convince solo in parte, resta comunque la curiosità di capire come le prossime trasposizioni sapranno valorizzare – o meno – quella complessità emotiva che ha reso l’autrice così amata dai lettori.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
2.8
★★⯨