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The Boys 4, i folli supereroi di Prime Video
Si è appena conclusa la quarta stagione della dissacrante serie supereroistica, The Boys. Il grande successo targato Prime Video firmato da Erik Kripe.
The Boys debuttò su Prime Video nel 2019, pochi mesi dopo il successo di Avengers: Infinity War. Tramite una geniale campagna promozionale e cavalcando l’onda del successo del successo dell’MCU, The Boys trova quasi subito un enorme successo e l’attenzione del grande pubblico. Ma è grazie alla brillante ed esilarante sceneggiatura e alla grande critica sociale che ottiene l’attenzione del panorama televisivo. Ma dopo un evidente calo nella terza stagione e uno spin-off riuscito solo a metà, ci si chiede se questa stagione possa reggere il confronto con le prime due.
In questa nuova stagione, un malato Butcher continua la sua crociata per uccidere Patriota e recuperare il giovane Ryan. Dopo aver perso il comando dei suoi Boys, passato ora a LM, si riunisce con l’ex agente della CIA e vecchio amico Joe Kessel. I due trovano un piano che gli permetterebbe di uccidere i super nemici e salvare il ragazzo. Nel frattempo Patriota cerca di stringere un rapporto con Ryan e sfrutta la popolarità ottenuta per provare a ottenere un potere politico con l’aiuto della super Sage, la persona più intelligente del mondo. I Boys invece cercano di uccidere la candidata vicepresidente e super Victoria Truman.
La più povera delle stagioni
È disarmante il calo nella sceneggiatura e nella regia.
La stagione dà una buona prima impressione con due validissimi episodi, ma pochi altri funzionano pienamente. Anche se non sono poche le trame e sottotrame riuscite. Una in particolare che vede protagonista Patriota è memorabile e già iconica, ma viene distrutta da un un episodio che la interrompe costantemente alternandola a storie meno interessanti. È quasi disarmante assistere un tale calo nella sceneggiatura e nella regia, calo che lascia avvenire ciò in molteplici episodi.
Alcune puntate sono al limite del guardabile a causa di storie che non intrattengono e una volgarità estrema. Uno dei personaggi protagonisti viene violato sessualmente molteplici volte e la situazione è presentata come presumibilmente esilarante. È imbarazzante anche solo pensare alla quantità di battute presenti sul super Webweaver e il modo in cui spara ragnatele. Ma problema non è solo la volgarità, ma che le battute non sono inventive e non fanno ridere. E una commedia che non fa ridere ha fallito.

Politica e mainstream
Le tematiche politiche un tempo aggressive diventano generiche e ripetitive. Dopo tre stagioni la politica di The Boys si limita a sottolineare quanto sia brutto il fascismo. Fascismo che diventa talmente caricaturale da trasformarsi in nazismo. Non è ben chiaro perché lo spettatore necessiti di una serie supereroistica che non faccia altro che evidenziare le stesse ovvietà, senza aggiungere nulla di nuovo. Sono ideali assolutamente giusti e che è sempre bene sottolineare, ma è evidente che non sappiano più cosa dire ormai.
La serie sembra ancora vivere nella convinzione di essere un prodotto che vive fuori dalle regole. Ma la verità è che The Boys è ormai il prodotto mainstream per eccellenza e la serie di punta Amazon. Volgarità e temi scontati vengono ormai confusi con coraggio. Si sente, ed è, ormai troppo importante perché possa essere veramente trasgressivo.
Difatti è evidente l’aumento del budget messo a disposizione. The Boys 4 è ottimo sotto un livello tecnico, nonostante gli manchi una visione autoriale che gli posso dare importanza. La fotografia è chiara, i VFX di altissimo livello, forse la più grande pecca è nella piuttosto anonima colonna sonora. Invece le scene d’azione, anche se spesso pigre nella scrittura, rimangono piacevoli da vedere.
I Boys e I Sette
Karl Urban e Jack Quaid hanno sempre formato la coppia protagonista della serie, ma qui non hanno occasione di evolvere il loro rapporto. I nostri protagonisti vengono divisi e mentre Butcher si ritrova in una storia banale e prevedibile, a Hughie spetta molto meno spazio del solito. Torna Simon Pegg torna come Hughie Sr. e, insieme al figlio, porta la sequenza più emozionante e divertente della stagione.
La chimica tra i Boys funziona come al solito. Frenchie e Kimiko rimangono i più interessanti e il loro rapporto rimane uno dei punti forti della serie. Ma LM e Annie sono poco chiari negli intenti e, nonostante gli venga lasciato spazio, non trovano molto di interessante da fare.
Patriota continua ad essere la stessa bomba pronta a scoppiare che era nella prima stagione, ma è impressionante essere arrivati a questo punto senza che il personaggio sia effettivamente cambiato. Antony Starr tiene insieme il personaggio con una potente performance. Ma se all’inizio sembra essersi evoluto e reso imprevedibile, non ci vuole molto prima che Patriota torni nuovamente a regredire a ciò che era nelle stagioni precedenti.
I Sette sono ai limiti dell’inutilità. Il gruppo è sempre stato una banda di incompetenti, ma ora vengono completamente privati delle grandi scene che gli davano valore. Non mettono più timore allo spettatore e i personaggi si tengono in piedi esclusivamente grazie al talento del cast. Le nuovissime Sage e Firecracker convincono solo in alcuni momenti, mentre Abisso sembra esser diventato la parodia di se stesso. Funziona invece il nuovo Black Noir, come anche l’arco evolutivo di A-Train. Ma la grande sorpresa è Ashley, che diventa uno dei personaggi più riusciti.

In conclusione
La quarta stagione di The Boys è a dir poco disastrosa. Il grande carisma del cast non basta a salvare otto episodi che si esentano dal presentare una storia. Non annoia grazie ai memorabili personaggi, un buon comparto tecnico e svariati divertenti scenari. Ma manca la grandezza e la genialità che rendevano le prime due stagioni così originali e divertenti.
Colpi di scena scontati o direttamente forzati caratterizzano una scrittura povera e priva di una chiara direzione. Del divertimento di The Boys è rimasta solo la volgarità e della sua originalità ben poco. Neanche il contesto o i temi politici affrontati riescono a far centro, è tutto ormai un ripetersi di argomenti trattati ancora e ancora dalla serie.
La stagione inizia con grande premesse ma, ad eccezione di qualche brillante idea e un episodio veramente stellare, è una continua delusione. Al di fuori di qualche picco, è una strada che porta a un noioso finale che pensa solo a costruire la stagione successiva. Si spera che per la quinta e ultima stagione ci possa essere un miglioramento. Ma la speranza scarseggia e la curiosità ancora di più.

