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Sconfort Zone: Maccio Capatonda torna su Prime in vesti nuove, le sue!

Il titolo Sconfort Zone è sia una premessa che un avvertimento, Maccio Capatonda torna a interpretare il più autentico dei suoi personaggi, se stesso.

Sconfort Zone è una docu-serie comica, o meglio tragicomica, articolata in sei episodi. Maccio Capatonda — al secolo Marcello Macchia — ripercorre la propria vita attraverso gli episodi salienti del suo passato. L’infanzia, l’adolescenza, la fama, le insicurezze, il rapporto con i genitori e con se stesso: tutto viene raccontato con il tipico stile macciano, in bilico tra realtà e parodia, tra memoir e delirio metanarrativo.
Ogni episodio è strutturato come una tappa terapeutica, una seduta interiore in cui il protagonista affronta i propri demoni, entrando e uscendo da sketch, sogni lucidi e finte pubblicità, in una zona grigia che dà il titolo alla serie: la “Sconfort Zone”.

 

Maccio vs Marcello

Maccio Capatonda continua a dimostrare di essere uno degli autori più originali del panorama italiano. Con Sconfort Zone sembra abbandonare la sua iconica comicità demenziale, per proporre qualcosa di più intimo, pur mantenendo il suo marchio di fabbrica fatto di giochi di parole, gag surreali e critica sociale.

La serie riesce a toccare temi come l’ansia da prestazione, l’identità, il successo e il senso della vita, senza mai prendersi troppo sul serio. La trama è paradossalmente credibile pur rimanedo surreale. Il registro comico, si muove tutto su quella linea sottile tra realtà e percezione della stessa, saltando dall’ inverosimile al probabile in poche sequenza.

Maccio scava dentro se stesso alla ricerca della spinta creativa, che sembra aver perso la sua matrice. Quand’ è che Marcello ha smesso di essere Marcello e ha iniziato a diventare Maccio?. È una guerra senza esclusione di colpi, anche per il suo pubblico che forse non l’ ha mai visto più reale di così. Preparatevi dunque anche voi, a vivere momenti di Sconfort Zone.

Un esperimento riuscito

La serie è una piccola gemma nel panorama delle produzioni italiane su Prime Video. Un ibrido tra mockumentary, auto-fiction e stand-up psicologica. Maccio Capatonda si conferma un  autore capace di evolversi senza perdere la sua identità. Un progetto che fa ridere, riflettere e — a suo modo — anche un po’ commuovere.
Chi cerca una comicità facile e immediata potrebbe rimanere spiazzato. Ma chi conosce l’universo di Maccio o è alla ricerca di qualcosa di diverso, non potrà che apprezzare questa serie così familiare e al tempo stesso unica.

 

Rubina Postiglione

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