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Ari Aster

Piccolo grande cinema: Ari Aster

Ari Aster è uno dei cineasti più autorevoli che ci siano, essendo riuscito ad esportare il suo atipico umorismo macabro e la sua genialità dal mondo dei corti.

Attraverso gli attuali social media, che siano Youtube – principalmente – o Tiktok o Instagram, l’idea stessa di cortometraggio è cambiato drasticamente, in particolar modo nelle generazioni più giovani. Ormai, qualsiasi tipo di contenuto “verticale” – messo online e la cui durata ha una soglia tanto bassa quanto quella dell’attenzione di chi lo guarda – potrebbe essere considerato un cortometraggio.

In questo settore, ancora più grande attrazione hanno ricevuto i contenuti di tipo horror, come per esempio l’autore David F. Sandberg che è passato da questo – con corti come Lights Out – ad essere scelto come regista del mediocre Shazam!. Ma, la differenza vera tra un contenuto social – anche se può avere un taglio più cinematografico – ed un cortometraggio sta nell’intenzione, nel suo fine. Ari Aster lo dimostra alla grande.

Ari Aster

Ari Aster è uno dei registi attualmente più divisivi, interessanti e geniali che esistano. E nessuno può dire nulla per controbattere su questo. Aster incarna alla perfezione la persona di un’autore incredibilmente creativo e sociale, quanto la figura di un cineasta formidabile, che sfrutta il terrore umano per raccontare storie di attualità ed estrema necessità.

Il suo nome è ormai legato indissolubilmente alla recente rinascita del genere horror, sin dal suo esordio spettacolare sul grande schermo con Hereditary del 2018. Ma, ben prima di questo e dei suoi futuri lavori – Midsommar, Beau ha paura e l’ultimo stupendo Eddington – elogiati da eminenti personalità cinematografiche come Martin Scorsese, Aster è partito dal mondo dei corti e proprio online ha trovato riconoscimento per la prima volta.

The Strange Thing About the Johnsons

Nel 2010, Ari Aster si sta diplomando al Conservatorio AFI e decide di realizzare, come tesi finale, un cortometraggio horror psicologico su una famiglia disfunzionale ed il rapporto incestuoso tra due membri di tale famiglia. The Strange Thing About the Johnson è il comicamente macabro esordio di Aster, che iniziò a far girare il film per festival ed uscì illegalmente online nel gennaio del 2011, ricevendo attenzione virale da migliaia di persone.

Beau

Prima di realizzare Beau ha paura con Joaquin Phoenix, circa 12 anni prima Aster scrive, gira e produce Beau. Il corto, dalla durata di circa 6 minuti, è un delirio comico che prelude ad un incubo senza fine, per il suo protagonista come per il pubblico. Rappresenta la perfetta anticipazione del lungometraggio che realizzerà, se non il miglioramente effettivo delle idee proposte.

Ari Aster

Basically

Basically è lo strano corto del 2014 che vede come protagonista Rachel Brosnahan, recentemente co-protagonista del Superman di James Gunn. Il film è un resoconto cinico e grottesco sui privilegi di una giovane attrice hollywoodiana, nonchè l’ennesimo resoconto familiare del rapporto problematico tra genitori e figli.

C’Est La Vie

Attualmente ultimo cortometraggio realizzato da Ari Aster prima del suo passaggio al cinema da grande schermo, C’Est La Vie è il suo film del 2016 su un cinico e divertente vagabondo di Los Angeles. In quello che è il suo lungo monologo in cui parla direttamente con il pubblico, rompendo al quarta parete, il vagabondo impone le sue idee sulla vita e ci accompagna in un breve viaggio apocalittico ed inquietantemente profetico.