Bruno Bozzetto è l’autore che ha provato a rendere anche l’Italia un paese d’animazione cinematografica, sfornando grandi film e molti stupendi cortometraggi.
Già se ne è parlato molto, anche qui nella nostra redazione, ma mai abbastanza. Nel bel mezzo della crisi che il cinema vive a livello internazionale ed ancora di più qui da noi in Italia, una classica forma cinematografica ha perso sempre più importanza: l’animazione. Tra la mancanza di autori veramente bravi, i non investimenti delle case di produzione ed il considerare ancora l’animazione come un genere, e come un genere per bambini.
Sarebbe stupido negare che la maggior parte delle persone – soprattutto le fascie over cinquanta – fanno fatica a considerare l’animazione come un’espressione artistica diversa dalla narrativa normale, piuttosto che cartoni animati. Chi, da parte sua, ha sempre provato a spingere le sue idee cinematografiche attraverso il mezzo dell’animazione è Bruno Bozzetto.
Bruno Bozzetto è il regista per antonomasia quando si parla del cinema d’animazione in Italia. Nato a Milano nel 1938, ancora prima di compiere diciotto anni, realizza i primi lavori autoprodotti grazie anche all’aiuto del padre e dei compagni di scuola. A vent’anni, il suo primo e vero corto Tapum! La storia delle armi – e secondo lavoro ufficiale – viene presentato a Cannes, attirando l’attenzione di molti autori internazionali.
Due anni più tardi, fonda la sua casa di produzione, la Bruno Bozzetto Film, che vedrà la partecipazione di moltissimi importanti – e purtroppo dimenticati – autori del tempo come Maurizio Nichetti. Durante la sua lunga, e speriamo ancora attiva, carriera cinematografica, è riuscito ad aizzare l’animazione come una forma d’arte a sè ed a renderla anche un orgoglio nazionale.
Cortometraggio del 1969, Ego esce già dopo diversi corti di Bozzetto e dopo i suoi primi due lungometraggi – gli stupendi West and Soda e Vip – ma comunque trova il uso posto perfetto nella carriera del maestro. Un viaggio all’interno dei sogni di un altro uomo medio italiano, che si perde unicamente nel mondo onirico e, nel quale, riversa tutte le sue fantasie, le sue frustrazioni e le sue sessuali ossessioni nascoste, per poi tornare alla sua vita.
Dopo aver girato Oppio per oppio l’anno prima, nel 1973 Bozzetto ripropone un cortometraggio dal vero – come lo definisce lui – sempre con Nichetti protagonista. Un fotografo in mezzo ad una spiaggia trova una misteriosa cabina. La fantasia creativa di Bozzetto si tramuta qui in invenzioni narrative sopraffini, nel contesto di una commedia surreale in cui la voglia ed il desiderio di conoscenza spingono un uomo oltre i suoi limiti.
Con un grande salto in avanti, all’inizio degli anni ’90 Bozzetto è conosciuto in tutto il mondo, anche grazie al suo capolavoro del 1976 Allegro non troppo. Ma, nel 1990, quando realizza Cavallette, il suo successo e la sua fama tornano globali dopo la candidatura all’Oscar per questo corto sull’evoluzione della storia umana, rappresentata da vignette esemplifiche di diverse epoche e della distruzione di ciascuna civiltà che ha popolato le rispettive epoche.
Jof è un gatto che blu che si punge il dito e corre al pronto soccorso per farsi medicare. Ovviamente, la sua impresa si rivelerà più ardua del previsto. Parte di un progetto televisivo dal titolo What a Cartoon!, Help? mischia una semplicità narrativa con animazioni e disegni straordinari ed un reparto sonoro di grandissimo livello, come al solito d’altronde.
Questo film è dedicato a coloro che credono che gli italiani si comportino come tutti gli altri europei. La frase all’inizio di Europe & Italy – spesso conosciuto con l’erroneo titolo di Europe vs. Italy – riassume perfettamente l’intento di questo corto e, se questo non bastasse, l’immagine che raffigura i due popoli è quella, rispettivamente, di un cupo uomo d’affari con un completo e quella di un buffo pagliaccio colorato.
Uscito lo scorso anno ed al momento penultimo lavoro del maestro – prima di Rossi Boomer – Sapiens? è il corto disponibile su RaiPlay del maestro e uno dei suoi lavori più sociali: tre corti sulla natura umana, anticipati da un’introduzione di Bozzetto stesso. La violenza, il maltrattamento, la prevaricazione sono le caratteristiche chiave della nostra razza e Bozzetto si chiede se noi siamo davvero sapienti quanto il nostro nome scientifico pare dirci.
Sarebbe impossibile non parlare del suo insieme di lavori che più di tutti gli ha dato fama e lo hanno fermamente caratterizzato. La creazione del personaggio del signor Rossi risale al 1960 – Un Oscar per il signor Rossi – ed ha attraversato tutta la carriera di Bozzetto, diventando anche protagonista di tre lungometraggi tra il 1976 ed il 1978. Il ritratto dell’uomo medio italiano degli anni ’60, e nient’altro.
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