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Paolo Sorrentino

Piccolo grande cinema: Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino è una delle voci più autorevoli e riconoscibili del cinema internazionale, ma il suo stile già si coniugava perfettamente con i suoi corti.

Dopo essere stato presentato alla 82esima Mostra di Venezia – dove il suo protagonista ha vinto la Coppa Volpi – e dopo una settimana di anteprime mattutine durante la settimana di Natale, il 15 gennaio è ufficialmente uscito nelle sale italiane La grazia, ultima fatica di Paolo Sorrentino e settima collaborazione con Toni Servillo.

Ispirato dalla grazia concessa da Sergio Mattarella ad un uomo che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer, il film segue un Presidente della Repubblica a fine mandato, incastrato tra i dubbi del passato che lo tormentano e le incertezze del futuro, che lo fanno vacillare. La pellicola è l’undicesima nella filmografia del regista italiano e, sicuramente, non sarà l’ultima.

Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino è sicuramente, oggi come ormai da quasi vent’anni, la regia italiana per eccellenza quando l’estero guarda qui da noi. Nonostante il suo respiro internazionale, Sorrentino imprime l’italianità nelle sue opere come un marchio di fabbrica, riuscendo comunque a trasformarle in universali. Dalla religione, all’ossessione per la bellezza decadente ed i vari strati della società, incarnati nei suoi toni assurdi e comicamente esagerati.

Dopo aver esordito nel 2001 con L’uomo in più – uno dei suoi migliori lavori – Sorrentino si è da subito imposto come una solenne autorità creativa. Con il suo capolavoro del 2008 Il divo, ha iniziato a rivolgere uno sguardo lavorativo anche verso il corrotto e folle mondo della politica. Nel 2013 l’Oscar con La grande bellezza, intervallato da due film internazionali, seguito dal suo ritorno alla fama globale nel 2021 con È stata la mano di Dio.

Un paradiso

Un paradiso è il primo lavoro di Paolo Sorrentino, scritto e girato con Stefano Russo. Cortometraggio del 1994 – quando Sorrentino ha 24 anni – dalla durata di due minuti, che racconta di un uomo che si sta suicidare, buttandosi da un ponte. Nella sua discesa, i momenti più felici della sua vita gli riaffiorano davanti agli occhi… sarà forse quello il paradiso?

Paolo Sorrentino

L’amore non ha confini

Quattro anni più tardi, Sorrentino realizza la prima opera davvero sorrentiniana. Se già Un paradiso aveva dei brevissimi lampi futuri, L’amore non ha confini rappresenta la summa sintetica di quello che potrà essere il suo cinema – e quello che già era di Matteo Garrone. Ambientato nel sottobosco della camorra, il corto dai toni grotteschi è un sogno lucido e schietto sulla passione e sull’amore senza limiti, tra i dubbi e le incertezze.

La partita lenta

Scritto assieme ad Umberto Contarello per il ciclo perFiducia, La partita lenta è un cortometraggio completamente privo di dialoghi e con un’eccellente bianco e nero che fotografa i momenti prima e durante una partita di rugby. Un resoconto di quanto la fiducia e la conseguente affidabilità individuale possano innalzarci come un collettivo. Un corto stimolante e, a suo modo, romantico.

 

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