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Foto di Sofia Coppola.

Sofia Coppola, la donna che ha sconfitto il nepotismo

Oggi, 14 maggio, Sofia Coppola, compie 53 anni. Una regista che ha sfidato critiche e pregiudizi, dimostrando al mondo del cinema che anche lei aveva qualcosa da dire, e l’ha detto benissimo fino ad oggi.

Il nepotismo fa male a tutti

La carriera da attrice di Sofia Coppola è stata caratterizzata fin da subito da critiche durissime. Il suo ruolo più noto rimane quello di Mary Corleone ne Il Padrino parte III (1990), che ricoprì all’ultimo minuto dopo l’abbandono per problemi di salute di Winona Ryder.

Pare che il padre abbia scritto la parte pensandola proprio per la figlia, e a Sofia faceva piacere poter essere d’aiuto entrando nel progetto; ma di certo, non si sarebbe mai aspettata una reazione del genere da parte del pubblico.

Venne aspramente criticata per la sua interpretazione, e non solo, anche insultata.

Sofia Coppola ne Il Padrino parte III.

La Coppola, sorpresa da tutto quest’odio improvviso nei suoi confronti, decise di tornare alla vita normale, riperdendo gli studi alla scuola d’arte.

Stacco.

Quattordici anni dopo la sua comparsa ne Il Padrino parte III, nel 2004, Sofia Coppola si ritrova ad essere la prima donna statunitense e la terza in assoluto ad avere ottenuto una candidatura all’Oscar come miglior regista, per Lost in Translation, il suo secondo film, per cui si aggiudicherà la miglior sceneggiatura originale.

La vita.

Donne in gabbie dorate

I personaggi femminili sono spesso le protagoniste dei suoi film (Lost in Translation, Marie Antoinette, Priscilla), donne imprigionate nel lusso, in gabbie dorate, dove hanno tutto, ma niente di ciò che vorrebbero davvero: essere viste, essere considerate, essere se stesse.

Allo stesso modo, Sofia è riuscita ad uscire da quella gabbia chiamata nepotismo, spaccandone le pareti e diventando la regista che oggi tutto il mondo conosce.

Se c’è un artista nel quale riesco a (ri)trovare le stesse atmosfere della Coppola, quello è Edward Hopper. La solitudine dei personaggi che vediamo sulle tele di Hopper è la stessa che rivedo nei film di Sofia.

Lost in Translation

Volti stanchi, in mezzo a palazzi e luci della città, di chi aspetta qualcosa da tanto tempo, o semplicemente sguardi annoiati che si gettano dall’altra parte della finestra e si perdono nel nulla.

Morning sun

L’estetica di Sofia Coppola

Da sempre amante dell’arte e delle arti: design, moda e fotografia, ha trovato una sintesi di tutto questo nel cinema, e l’ha scoperto dopo aver realizzato il suo primo cortometraggio.

A quel punto prende la decisione più ovvia e complicata che potesse prendere: diventare regista. E ad oggi è una delle registe più influenti e importanti del Nuovo Cinema Americano.

Quindi tanti auguri a te, che prima ancora di essere la figlia di tuo padre, sei Sofia Coppola, la regista.