Skip to content Skip to footer
Superluna film di Federico Bondi, recensione su Almanacco cinema

Superluna, la recensione

Superluna, l’ultimo film di Federico Bondi, è stato presentato in anteprima giovedì 16 maggio. Ecco la recensione di Almanacco Cinema. 

Superluna è prodotto da Vivo Film con Rai Cinema e Tarantula, e distribuito da Circuito Cinema Distribuzione.

Superluna, la trama

Un terribile terremoto mette in ginocchio la piccola comunità di Isolarotonda. Il sisma non miete vittime costringendo gli abitanti a vivere per strada, dentro le tende della Protezione Civile.

E’ questo l'”amico” della piccola Viola, una bambina di dieci anni. La sua mamma, al sesto mese di gravidanza, è  ricoverata in ospedale lasciandola da sola col padre.

Sotto al tendone, gli adulti si arrangiano come possono tra mille difficoltà, per Viola invece è tutto nuovo! Le sembra di essere in vacanza, sempre all’aperto, senza niente di programmato.

Tra i nuovi arrivati, c’è anche la famiglia di Anna, sua coetanea. Le due bambine diventeranno inseparabili. Esploreranno la natura circostante ridisegnata dal terremoto e rifletteranno sul lato luminoso di ciò che è accaduto, sulla solidarietà che scaturisce dalla catastrofe, almeno fino a quando le due bambine non dovranno separarsi.

Presto si tornerà alla normalità, le case verranno ricostruite e tutti si isoleranno di nuovo. E mentre la favola finisce, Viola si scontra con la complessità del mondo degli adulti ma sarà ancora capace di vedere il bello e di assecondare la sua fantasia.

Superluna film di Federico Bondi, recensione su Almanacco cinema
Federico Bondi

Superluna: l’idea mancata del regista

Suggestivo titolo per la terza opera di finzione di Federico Bondi. I primi due, Mar NeroDafne, pur accolti con un certo interesse dalla critica, sono passati sugli schermi a pochi passi dalla totale invisibilità: Mar Nero raggranellò neanche centotrentamila euro di incasso, e ancor peggio fece Dafne che non arrivò a toccare gli ottantamila euro.

Superluna ci mette di fronte a un dramma, quasi a richiamare l’attenzione del pubblico. Il suo progetto è molto ambizioso e il messaggio che rimanda al senso pericoloso di normalità.

Il dramma serve da scossa per farci uscire dalla nostra dimensione, sottolineando l’importanza dell’attenzione. Bondi insegue ancora un cinema che fonda documentario e fiction retto da un protagonista che, da solo, dirige le linee del racconto. Ma nonostante la grande interpretazione di Francesca Raffone, non riesce a farsi carico del peso datogli dal regista.

Riprende il lirismo della natura già affrontato in Dafne. Alla lunga la finzione assume un certo respiro realistico, i fatti si frammentano ma il mondo raccolto in quella piccola comunità pare comunque vivo.

In conclusione

Quello che viene fuori è l’umana bellezza dell’esistenza che deve cercare la vita e seguirla con intenzione di celebrarla. Federico Bondi confeziona un film non banale e scontato con un fervido ottimismo lasciando però sullo sfondo tanti spunti interessanti.

 

Recensione a quattro stelle su Almanacco Cinema