Skip to content Skip to footer
The Rocky Horror Picture Show, recensione su Almanacco Cinema

The Rocky Horror Picture Show: una rivoluzione queer

 Diretto da Jim Sharman e scritto a quattro mani con Richard O’Brien, The Rocky Horror Picture Show è il musical queerness per eccellenza.

In occasione del Pride Month un musical divenuto cult nella comunità LGBTQ+, e non solo, direttamente dal 1975 The Rocky Horror Picture Show è un must have nella lista di film da vedere assolutamente.

95 minuti di pura spettacolarità con una Susan Sarandon e un Tim Curry assolutamente inediti.

Il musical attraverso l’iconicità delle sue musiche, dei costumi e soprattutto della storia, ha attraversato le generazioni rimanendo sempre attuale. La celebrazione della cultura queer e dell’amore libero, nel 1975 fu uno scandalo e al tempo stesso un grido di liberazione e orgoglio per moltissime persone, soprattutto ragazzi.

The Rocky Horror Picture Show: un musical da vivere

The Rocky Picture Show non è un semplice musical che si guarda passivamente, bensì si vive.

Quando uscì nelle sale, venne ghettizzato dagli esercenti. Niente pubblicità né il marketing, aveva preparato il pubblico all’audace rappresentazione dell’androginia e alla totale libertà nell’esplorare la sessualità e la fluidità.

Le proiezioni avvenivano in pochi cinema nella rassegna dei film di mezzanotte, ma questa divenne un’ottima strategia di vendita per la pellicola.

La gente iniziò ad incontrarsi regolarmente per andare alle proiezioni mascherati dal personaggio che preferivano. Divenne così un rito andare a vedere The Rocky Horror Picture Show, durante il quale i fan cantavano e ballavano con i protagonisti sullo schermo.

Questa esperienza cinematografica ha luogo ancora oggi. In tutto il mondo la tradizione continua ad andare avanti, nei cinema e nei teatri si da vita a delle vere e proprie forme d’arte.

TRHPS: la trama

Ispirato al Frankenstein di Mary Shelley, The Rocky Horror Picture Show si pone due domande filosofiche: cosa accadrebbe se la creatura di Frankenstein conoscesse lo scopo della sua creazione fin dalla nascita e, se Victor Frankenstein facesse drag sotto l’effetto di sostanze inebrianti.

La storia si apre con un matrimonio al quale partecipano Brad Majors (Barry Bostwick) e la sua fidanzata Janet Weiss (Susan Sarandon). Mentre i due giovani ufficializzano il loro fidanzamento, i parrocchiani cambiano completamente l’arredo della chiesa per un funerale. Già qui vediamo il contrasto paradossale delle situazioni in cui i protagonisti si trovano.

Nella storia è presente un narratore, The Criminologist (Charles Gray), che accompagna noi spettatori in questa folle storia di una notte. Il suo compito è introdurci e spiegarci le dinamiche degli eventi vissuti da Brad e Janet, dinamiche che cambieranno per sempre loro e anche noi.

I novelli sposi decidono di andare a trovare il Dottor Everet Scott (Jonathan Adams), ex docente universitario del corso dove si sono conosciuti. Durante il viaggio i due si perdono e bucano una ruota, è notte fonda. Nel tragitto hanno visto sfrecciare molti motociclisti quindi, per cercare un telefono, decidono di intraprendere la direzione delle moto nella speranza di trovare anche un riparo. 

Nel bel mezzo di un temporale, arrivano ad un castello. Ad accoglierli il factotum Riff Raff (Richard O’Brien) e la domestica Magenta (Patricia Quinn), che accolgono la coppia nel castello ballando il Time Warp insieme a tutti i Transilvani (i motociclisti) giunti lì per un ritrovo.

Janet spaventata dalla canzone chiede a Brad di fuggire, ma in quel momento arriva il proprietario di casa, l’androgino, Frank-N-Furter (Tim Curry). Attraverso la canzone Sweet Transvestite, invita i due giovani a visitare il laboratorio per presentare a loro e a tutti gli ospiti la sua creatura.

The Rocky Horror Picture Show

Frank ha trovato il modo per infondere la vita in un corpo. La sua creatura è il biondo e muscoloso Rocky (Peter Hinwood), inizialmente è spaventato, ma con l’aiuto anche di Columbia (Nell Campbell) riescono a calmarlo. Il suo unico scopo è quello di soddisfare i piaceri di Frank, infatti, i doni che gli fa sono attrezzi per fare ginnastica per mantenere il suo fisico scolpito. 

Rocky è il prodotto di metà cervello di Eddie (Meat Loaf), motociclista appassionato di rock’n’roll ed ex amante prima di Columbia e poi di Frank, rifiutato da quest’ultimo perché non abbastanza muscoloso. Eddie muore per mano di Frank.

Tutti si ritirano per andare a dormire, Brad e Janet vengono messi in due camere separate, Rocky incatenato al letto di Frank e tutti sono sorvegliati da Magenta e Columbia.

Frank s’intrufola nei letti di Brad e Janet, facendogli esplorare per la prima volta la loro sessualità. Janet sconvolta di aver tradito Brad si rifugia nella vasca dove poco prima era nata la creatura.

Nel mentre Riff Raff terrorizza con il fuoco Rocky facendolo scappare, il quale trova riparo nella vasca insieme a Janet. Lei, ormai catturata da un onda di lussuria, sulle note di Touch-A-Touch-A-Touch-A-Touch Me, ha un  rapporto con la creatura e successivamente vediamo i volti di tutti i personaggi che cantano insieme a lei, in un vortice di piacere.

Al castello arriva il Dottor Scott che è alla ricerca di suo nipote Eddie, ma Frank pensa che sia andato lì per rubargli la scoperta e usato Brad e Janet per infiltrarsi. Magenta irompe nella sala annunciando la cena.

Tutti si siedono a tavola per festeggiare il compleanno di Rocky, ma l’aria è molto tesa fra i commensali. Mentre tutti parlano di Eddie, scopriamo che l’arrosto che stanno mangiando non è altri che lui e il tavolo è la bara del corpo mutilato dello stesso. Tutti inorriditi fuggono, ma Frank li insegue.

Di nuovo nel laboratorio, vengono tutti immobilizzati e il Dr. Scott spiega la natura extraterrestre del macchinario. Con il raggio Medusa i personaggi vengono pietrificati e agghindati, va in scena uno spettacolo in cui tutti sembrano aver preso la libito di Frank.

La messa in scena viene interrotta da Riff Raff e Columbia vestiti da alieni. Dopo la canzone manifesto Don’t dream it, be it, elogio ad essere ciò che si è liberamente.

Frank, Clumbia e Rocky vengono uccisi da un raggio supersonico scagliato con Riff Raff a causa della loro condotta poco ortodossa e troppo estrema. Brad, Janet e il Dottor Scott vengono risparmiati e lasciati sulla terra, così i due fratelli fanno ritorno, con tutto il castello, verso il pianeta Transexual, nella galassia Transilvania

I tre lasciati a loro stessi in un movimento crane della macchina da presa verso l’alto, il narratore conclude la storia parlando della razza umana come insetti sulla terra “persi nel tempo, nello spazio e nel significato”.

Conclusioni

The Rocky Horror Picture Show da prodotto destinato agli outsider è diventato una vera e propria esperienza visiva, arrivando anche a trascendere lo schermo.

La produzione è un omaggio ai film di serie B kitsch di fantascienza e horror dagli anni ’30 fino ai primi anni ’60. Lo stile degli abiti e i capelli colorati, hanno influenzato direttamente lo sviluppo della moda punk rock. 

Il pubblico eterosessuale non era pronto a questa ondata di glitter che, ancora oggi, fa molto discutere. Non credo sia uno di quei film o lo si ama o lo si odia, lo si vive e basta. Con la sua leggerezza e spensieratezza riesce a parlare a tutte le generazioni di argomenti considerati taboo dalla società.

The Rocky Horror Picture Show non è soltanto un musical, è un grido di rivoluzione che crea comunità aprendo le porte a un mondo nuovo.

Recensione a cinque stelle su Almanacco Cinema