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The Shrouds, il nuovo film di David Cronenberg

The Shrouds, oggi a Cannes l’ultimo film di Cronenberg

The Shrouds è l’ultima fatica cinematografica di David Cronenberg: verrà presentato oggi al Festival di Cannes in anteprima.

I cultori di David Cronenberg non stanno più nella pelle: l’attesa che si è creata attorno alla sua ultima creatura filmica, The Shrouds, è spasmodica.

Prima di The Shrouds: il body horror di Cronenberg

Il film in questione fa capo al genere che al regista canadese riesce meglio: l’horror. E, per essere precisi, al body horror, quel sottogenere del quale è diventato il maestro e il fautore negli anni Ottanta.

Un cinema fatto di corpi esposti nelle loro viscere, di decostruzione, di disincarnazione che non può che turbare nel profondo lo spettatore.

Quel cinema che smembra l’essere umano, letteralmente, e fa capo a bellissimi lavori di Cronenberg come Scanners, Videodrome, ma anche Inseparabili e Crash.

Il ritorno a quello che è la specialità di Cronenberg era già avvenuto con il suo ultimo film, Crimes of the Future (2022), nel quale la modificazione radicale del corpo si faceva strumento di performance artistica.

The Shrouds, la continuità con il passato

Per Crimes of the Future, Cronenberg aveva ingaggiato il suo attore feticcio degli ultimi anni, Viggo Mortensen, e l’attrice francese Léa Seydoux, nei panni della sua assistente.

Per The Shrouds, punta nuovamente su un attore francese: stavolta, si tratta di Vincent Cassel. Ad affiancarlo Diane Kruger (Inglorious Bastards) e Guy Pearce, che sempre quest’anno è protagonista di un altro horror: Sunrise.

The Shrouds, la trama

Karsh (Vincent Cassel) è un vedovo uomo d’affari che inventa una tecnologia rivoluzionaria per consentire ai vivi di monitorare le tombe dei loro cari.

La moglie che ha perso è interpretata da Diane Kruger, che in questa occasione si cimenta in tre ruoli diversi: quello della moglie, di sua sorella di lei e di un avatar virtuale.

Il punto di vista di Diane Kruger

Proprio l’attrice tedesca ha raccontato l’esperienza sul set di The Shrouds ai microfoni di The Hollywood Reporter.

Queste le sue parole: “David mi disse che quando sua moglie è morta, e l’hanno messa dentro una bara, ha avuto questo orribile bisogno di entrare lì dentro con lei, come se non sopportasse l’idea che lei fosse sola nella morte. Il film parla di cosa significhi veramente lasciare andare qualcuno”.

Kruger è subentrata a Seydoux, la cui partecipazione al film era stata annunciata al Festival di Cannes dello scorso anno. “Lei poi per qualche motivo ha dovuto abbandonare. Io ero a Parigi e stavo lavorando con Vincent su un film francese, quando ho ricevuto la sceneggiatura.

‘David vuole incontrarti per offrirti questo film’, mi dicono. Così abbiamo parlato per ore e ore. All’epoca non sapevo che The Shrouds fosse basato sulla perdita di sua moglie”.

Il film, per Cronenberg, è stato quindi un’occasione di rielaborazione del suo lutto familiare: “Quando ci siamo incontrati, quello che mi ha colpito di più è stato quanto fosse aperto riguardo alla sua esperienza di lutto e come abbia accompagnato la moglie fino alla fine.

Mi ha fatto riflettere, in questo mondo di Cronenberg, su che cosa sia veramente il vero amore, sulla mortalità e su come le persone affrontano il dolore”.

Viste le premesse, possiamo aspettarci che questo sia, con tutta probabilità, il film più intimo mai girato dal cineasta canadese.

[Qui trovi il nostro speciale sul Festival del Cinema di Cannes 2024]