Amadeus ritorna nelle sale cinematografiche, nella sua director’s cut rimasterizzata in 4K. Il capolavoro di Miloš Forman dedicato al più grande compositore del Settecento: Wolfgang Amadeus Mozart.
Dal 24 marzo avremo l’opportunità di vedere Amadeus al cinema, un biopic che ha segnato la storia del cinema. Un’occasione imperdibile sia per chi scoprirà questo cult per la prima volta sia per chi desidera rivivere la magia sul grande schermo.
Il film di Miloš Forman prende ispirazione dall’omonima opera teatrale di Peter Shaffer, scritta cinque anni prima. Lo stesso Shaffer ha adattato la sceneggiatura del film, dando vita a un racconto che ha diviso il pubblico tra chi lo accusa di aver stravolto la realtà storica e chi lo celebra per la sua visione shakespeariana della vita di Wolfgang Amadeus Mozart.
La trama ruota attorno a un celebre pettegolezzo di corte dell’Ottocento, poi smentito, secondo cui tra Mozart e Antonio Salieri sarebbe esistita una rivalità feroce. Sebbene le fonti storiche suggeriscano che tra i due ci fosse stima reciproca, Forman utilizza questo escamotage narrativo per mettere in scena un contrasto epico tra tradizione e innovazione.
Nel film, Salieri, interpretato da F. Murray Abraham, rappresenta la tradizione: è un uomo disciplinato, devoto alla musica e alle regole accademiche della musica classica. Dall’altra parte, Mozart, interpretato da Tom Hulce, incarna la ribellione e il genio senza freni, con un’anima irriverente che lo avvicina più a una rockstar degli anni ‘80 che a un compositore del Settecento.
Questa dicotomia rende il film un viaggio affascinante nell’invidia e nell’ammirazione. Condannando Salieri a riconoscere il talento superiore di Mozart senza poterlo eguagliare.
Sul piano attoriale come succede all’interno della finzione, il film mette in scena una sfida di talento tra i due protagonisti. F. Murray Abraham, nel ruolo di Salieri, vince l’Oscar grazie alla sua magistrale interpretazione mettendo in scena l’invidia e il tormento interiore. Ma anche Tom Hulce, pur meno noto all’epoca (conosciuto solo per il ruolo in Animal House), regala una performance indimenticabile.
Superando pretendenti al ruolo di tutto rispetto come Kenneth Branagh, Mark Hamill e Mel Gibson. Per prepararsi al ruolo, si è ispirato al tennista John McEnroe e ha preso lezioni di pianoforte per risultare il più naturale possibile con lo strumento.
Amadeus è un film impeccabile sotto ogni punto di vista. Vincitore di 8 premi Oscar, ha conquistato il pubblico grazie alla sua straordinaria fedeltà visiva nel ricreare il tardo Settecento. Con scenografie (Patrizia von Brandenstein), costumi (Theodor Pištěk) e trucco (Dick Smith) curati nei minimi dettagli.
La fotografia di Miroslav Ondříček richiama lo stile del Barry Lyndon di Stanley Kubrick, con un uso magistrale della luce naturale e un’illuminazione a lume di candela che dona autenticità ad ogni scena notturna. La colonna sonora? Semplicemente Mozart, immortale ieri come oggi, perfettamente sincronizzata con il montaggio per esaltare il ritmo narrativo.
Miloš Forman dirige Amadeus con maestria, meritandosi l’Oscar alla regia. La sua cinepresa danza a ritmo di musica, esplorando i palazzi viennesi e immergendo lo spettatore nelle vicende dei protagonisti. Le scene più iconiche? Sicuramente quelle a teatro. La macchina da presa partendo dal punto di vista del pubblico ci accompagna fino al palco. Come nella straordinaria sequenza della prima di Don Giovanni, girata nel Teatro di Praga dove l’opera debuttò nel 1787.
Dopo questo viaggio nella storia e nella magia di Amadeus, l’ultimo consiglio è semplice. Andate al cinema. Lasciatevi trasportare dalle musiche straordinarie e dalle immagini mozzafiato di uno dei più grandi film della storia del cinema. Un cult immortale, proprio come Mozart.
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