Anne Hathaway è Rebecca mentre Eileen è una ragazza come tante ed anonima. Ha una vita mediocre, pochissime ambizioni e l’autostima pressoché inesistente.
Una giovane donna di circa 25 anni che lavora come amministrativa nel carcere minorile della città, dove aveva lavorato – anni prima di andare in pensione – il padre. La vita di Eileen scivola abbastanza tranquilla fino a quando la madre non si ammala e non muore; a questo punto il padre si annulla dietro una serie infinite di bottiglie di alcol e sigarette. Come una sorta di zombie si trascina a stento tra i due piani di casa dove finiscono per vivere lui e proprio Eileen. La figlia meno avvenente tra le due (Eileen ha una sorella, sposata che ha lasciato la casa dei genitori e che ignora il padre) e che – agli occhi del padre – è inutile, poco avvenente e con pochissime possibilità di riuscire a farsi strada nella vita.
Insomma, Eileen è una donna che dovrebbe lasciare il nido e il padre a se stesso (che non riesce a compiere questo passo) e che, per questo, vive una vita da miserabile nella propria casa in un banalissimo paesino di provincia statunitense.
Ciò che si evince già dai primi minuti del film è che qualcosa deve – per forza – accadere perché nessuno reggerebbe una vita in un modo così remissivo e succube come fa (appunto) Eileen: derisa a casa e bistrattata a lavoro dalle zelanti ed attempate colleghe del carcere. Ed, infatti, qualcosa di grosso accadrà e cambierà ogni cosa! Ad un certo punto, arriverà una nuova psicoterapeuta in carcere per sostituire il predecessore in pensione ed Eileen scopre un’attrazione mentale e fisica per la nuova collega.

Cosa accade in Eileen e, soprattutto, com’è il personaggio di Anne Hathaway?
L’incontro tra Eileen Dunlop e Rebecca (questo il nome della nuova psicoterapeuta) si fa, sin dai primi sguardi preannuncio di grandi cambiamenti ed infatti le due iniziano ad uscire la sera e a legare. Tutto sembra andare nel migliore dei modi fino a quando Eileen riceverà una telefonata e tutto cambierà!
Ciò che rende la pellicola interessante è la grande costruzione psicologica della protagonista alla quale lo spettatore fatica a legarsi perché si tratta di una personalità eccessivamente arrendevole e – quindi – debole ma che diventa (pian piano) più interessante dall’incontro proprio con Rebecca.
Un film giocato, con abile maestria da parte del regista, sull’alternarsi di momenti onirici e di vita reale e che destabilizzano ed incuriosiscono lo spettatore che si trova catapultato in una mente sopraffatta dalla vita e dalle pressioni sociali e che si sente potrebbe esplodere da un momento all’altro. Un film che descrive la tristezza tipica della povertà, dell’ignoranza e della frustrazione dove il bene ed il male si confondono troppo spesso.
Nel cast Eileen è Thomasin McKenzie mentre Rebecca è una biondissima Anne Hathaway mentre la regia è di William Oldroyd tratto dal romanzo di Ottessa Moshfegh (scrittrice di origini iraniane e croate che nasce a vive nel Massachusetts (proprio questo stato è la location del romanzo e del film).