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Norimberga

Norimberga, altri 3 film su fatti storici legati al nazismo

Norimberga di James Vanderbilt è il nuovo film incentrato sull’omonimo processo che ha cambiato la Storia ma le recensioni non sono delle migliori.

La pellicola con Russel Crowe e Rami Malek è appena uscita in sala e la trama ruota attorno al personaggio di Hermann Goring, braccio destro di Hitler, in attesa di iniziare il famoso processo.

Di film storici incentrati sul Nazismo e sull’Olocausto ne sono stati realizzati a centinaia, alcuni degni di nota e altri dimenticabili. Se vi è piaciuto Norimberga, se non vi è piaciuto per niente o se siete interessati a questo periodo storico ecco per voi 3 titoli selezionati dal mucchio che sono veramente interessanti e meritano senz’altro una visione.

La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler (Oliver Hirschbiegel, 2004)

Siamo nell’aprile del 1945. La guerra è ormai diretta verso l’inevitabile conclusione e Hitler e i suoi collaboratori ne sono al corrente. Nonostante gli ultimi ordini folli di resistere e combattere con le ultime risorse rimaste, vecchi e ragazzini compresi, le alte cariche del Reich si rifugiano nel bunker di Hitler e attendono il loro destino.

Il film segue quindi gli ultimi giorni di vita di Hitler, Eva Braun e alcuni dei ministri più fedeli del governo, Goebbels in primis. Al di la della magistrale interpretazione di Bruno Ganz che da sola vale il prezzo del biglietto e che è entrata fin da subito nell’immaginario collettivo di tutto il mondo, il film si pone un obbiettivo molto ambizioso e pericoloso. Osservare dei criminali di guerra e sterminatori di civili nella loro quotidianità, messi in scena in modo quasi documentaristico, potrebbe essere utile a umanizzare i mostri e renderli così meno colpevoli agli occhi del pubblico.

In realtà il risultato è l’opposto. Certo, questi esseri umani sono persone normalissime, mangiano, bevono, ridono, soffrono, si amano e compiono i peggiori crimini concepibili dalla mente umana. Il punto è che il film di Hirschbiegel riesce a farci vedere che non si trattava solo di propaganda ma gli stessi autori dei terribili fatti erano convinti di essere nel giuso. La Germania nazista deve essere il futuro e non è concepibile una vita in una Germania non guidata dal terzo Reich e dal Fuhrer.

Per questo motivo il suicidio è l’unica soluzione e si arriva a uccidere i propri figli, convinti che non esistano alternative. Terrificante e affascinante al tempo stesso.

Conspiracy – Soluzione finale (Frank Pierson, 2001)

20 gennaio 1942. Nella cittadina di Wannsee ha inizio una conferenza con le più alte cariche del regime nazista in cui viene pianificato lo sterminio del popolo ebraico. Vengono organizzati i viaggi nei treni, si discute dell’installazione dei forni crematori, si parla della logistica e dei risultati da ottenere anno per anno, come se fossero degli obbiettivi aziendali.

La cosa tremenda è che tutto ciò è stato reale e anche se la Germania per anni, al termine della guerra, ha ignorato le nefandezze commesse dai nazisti nei campi di concentramento (consiglio a tal proposito Il labirinto del silenzio, Giulio Ricciarelli, 2014), i crimini sono stati innumerevoli e al processo di Norimberga è emersa solamente una parte di tutto ciò che è accaduto.

Il film di Pierson ci racconta la normalità con cui si è svolta questa conferenza. Saluti all’arrivo, rinfreschi, pause spuntino tra un milione di morti e l’altro, saluti e arrivederci alla prossima. Certo, non tutti erano così tranquilli e accondiscendenti ma alla fine la votazione è stata unanime. Un perfetto esempio della banalità del male.

The Eichmann Show (Paul Andrew Williams, 2015), il dopo Norimberga

Nel 1961 il gerarca nazista Adolf Eichmann (colui che ha organizzato la logistica dell’Olocausto) viene rapito in Argentina dal Mossad e condotto poi in Israele per essere processato. Un produttore televisivo e un regista si mettono subito all’opera per riuscire a trasmettere in diretta mondiale il processo in modo da mostrare al mondo cosa è accaduto. Il film è molto interessante per come racconta il modo in cui il popolo ebraico e il governo israeliano affrontano il proprio passato.

Per mettere in scena il processo è fondamentale separare emotività e vita privata dalla vita lavorativa e non sempre è una cosa facile. Un altro esempio di banalità del male in questo film non riuscitissimo ma molto interessante dal punto di vista storico e sociale.

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