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Hope a Cannes 2026: Na Hong-jin torna con un thriller sci-fi

Hope a Cannes 2026: Na Hong-jin torna con un thriller sci-fi

Hope di Na Hong-jin sarà in concorso a Cannes 2026: cast internazionale, mistero sci-fi e il ritorno del regista di The Wailing.

Il nuovo film di Na Hong-jin sarà in concorso al Festival di Cannes 2026 e rappresenta il ritorno del regista coreano a dieci anni da The Wailing. Uno dei progetti coreani più ambiziosi degli ultimi tempi, già acquistato da Neon per il Nord America prima ancora della première.

Hope mescola thriller, fantascienza e inquietudine cosmica, sostenuto da un cast internazionale che include Michael Fassbender, Alicia Vikander, Jung Ho-yeon, Hwang Jung-min e Zo In-sung.

La trama di Hope: mistero, assedio e presenze inquietanti

La trama ad oggi è stata raccontata in modo abbastanza blindato ma non nebuloso: il film è ambientato in un piccolo villaggio portuale vicino alla zona demilitarizzata tra Corea del Sud e Corea del Nord, dove cominciano a circolare segnalazioni su una tigre apparsa nei dintorni.

Quella che sembra una contenuta emergenza locale diventa una crisi molto più inquietante, fino allo scontro con presenze misteriose che trascinano gli abitanti in una lotta per la sopravvivenza.

Hope si presenta dunque come un racconto di assedio, paranoia e irruzione dell’ignoto dentro una comunità chiusa, in una miscela di rural thriller, creature feature e sci-fi survival.

Cast, maestranze e peso industriale del progetto

Na Hong-jin firma sia regia sia sceneggiatura, mentre Hong Kyung-pyo (già direttore di Parasite e collaboratore su The Wailing) la fotografia. Hwang Jung-min interpreta il poliziotto che conduce le indagini sulle entità misteriose, interpretate appunto da Fassbender, Vikander, Russell e Britton.

La stampa coreana colloca il budget intorno ai 35-37 milioni di dollari, identificandolo come uno dei film coreani più costosi mai prodotti. Un titolo-evento festivaliero, non a caso Cannes gli avrebbe concesso una proroga oltre la deadline per permettere a Na di chiudere un montaggio reso più lungo dalla complessità narrativa e dalla post-produzione.

Più che un semplice titolo atteso, Hope arriva a Cannes 2026 come un banco di prova. Per Na Hong-jin è il ritorno dopo un silenzio lungo dieci anni; per il festival è uno dei pochi film capaci di tenere insieme ambizione autoriale, respiro internazionale e tensione di genere; per il cinema coreano, soprattutto, è un test per capire fin dove può spingersi oggi il cinema di genere d’autore coreano quando decide di giocare in fascia massima.

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