Il segreto dietro Sinners
Dietro uno dei maggiori successi cinematografici degli ultimi anni c’è anche una telefonata tra due dei registi più influenti del cinema contemporaneo. Christopher Nolan ha infatti rivelato di aver incoraggiato Ryan Coogler a realizzare Sinners utilizzando il formato IMAX, rassicurandolo quando il regista nutriva dubbi sulla scelta tecnica.
Intervenendo durante una conversazione dedicata al film, Nolan ha raccontato che Coogler lo contattò prima di prendere la decisione definitiva. Ryan mi chiamò prima di impegnarsi con l’IMAX. Aveva bisogno che qualcuno gli dicesse che non era una cosa folle, ha spiegato il regista britannico.
Parole che fotografano perfettamente quanto fosse ambizioso il progetto. Girare in IMAX comporta infatti costi elevati, una logistica molto più complessa e una gestione tecnica decisamente più impegnativa rispetto ai tradizionali formati digitali. È una scelta che Nolan conosce meglio di chiunque altro, avendola trasformata nel suo marchio di fabbrica con film come The Dark Knight, Dunkirk, Oppenheimer e il più recente The Odyssey.
La scommessa, però, si è rivelata vincente. Sinners non solo è stato acclamato dalla critica per la sua potenza visiva, ma ha anche consacrato il lavoro della direttrice della fotografia Autumn Durald Arkapaw, premiata con l’Oscar per la Miglior Fotografia grazie a un utilizzo innovativo delle cineprese IMAX e del grande formato.
L’aneddoto raccontato da Nolan mette in luce anche il rapporto di stima reciproca tra due autori appartenenti a generazioni diverse ma accomunati dalla volontà di spingere il linguaggio cinematografico oltre i suoi limiti. Da un lato Nolan continua a essere il principale ambasciatore dell’esperienza cinematografica su grande schermo; dall’altro Coogler ha dimostrato come il formato IMAX non sia riservato soltanto ai blockbuster d’azione, ma possa valorizzare anche un’opera profondamente autoriale e ricca di identità visiva.
In un periodo in cui il dibattito sul futuro delle sale cinematografiche è più acceso che mai, questa storia racconta qualcosa di importante: le innovazioni tecnologiche funzionano davvero quando sono al servizio della narrazione. E, a volte, basta una telefonata tra due grandi registi per dare il via a una scelta destinata a fare la storia del cinema.