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Mamma, ho perso l'aereo

Sequel di Mamma, ho perso l’aereo: le recenti dichiarazioni

Culkin e il regista Columbus tornano a parlare di un possibile sequel di Mamma, ho perso l’aereo, riaccendendo l’entusiasmo dei fan del classico natalizio.

Il celebre film ha recentemente festeggiato i suoi 35 anni, un traguardo importante celebrato anche con nuove proiezioni nelle sale durante il periodo natalizio. Il ritorno sul grande schermo di Kevin McCallister ha riportato alla memoria un’icona del cinema delle feste e, complice l’anniversario, anche Macaulay Culkin ha preso parte a un tour promozionale dal forte sapore nostalgico.

In questo contesto, l’attore ha ripreso un’idea che aveva già accennato in passato: immaginare Kevin ormai adulto, alle prese con una nuova fase della sua vita, spunto che ha trovato terreno fertile anche nelle riflessioni del regista Chris Columbus.

Il ritorno del cult natalizio

Durante un evento all’Academy Museum di Los Angeles, Culkin ha parlato del successo ancora attuale del film e di come Mamma, ho perso l’aereo continui a essere amato da generazioni diverse. L’attore ha illustrato la sua visione per un possibile sequel, immaginando Kevin come un padre, forse vedovo o divorziato, completamente assorbito dal lavoro e poco presente nella vita del figlio. Proprio questa distanza emotiva porterebbe il bambino a ribellarsi, arrivando addirittura a chiudere Kevin fuori di casa e a tendergli una serie di trappole, ribaltando così i ruoli iconici del film originale.

Nel corso dello stesso incontro a Los Angeles, il regista ha ammesso di aver rivalutato la proposta di Culkin, spiegando di aver apprezzato l’idea emersa dalle recenti dichiarazioni dell’attore e di trovarla sorprendentemente interessante. Columbus ha però sottolineato che un sequel funzionerebbe solo a determinate condizioni, a partire dal coinvolgimento del cast originale, inclusi Joe Pesci e Daniel Stern. Nella sua visione, i due storici antagonisti potrebbero tornare in scena dopo decenni trascorsi in prigione, animati da un forte desiderio di vendetta nei confronti di Kevin, trasformando così il film in qualcosa di simile a una commedia dalle tinte revenge.

Secondo Culkin, il sequel potrebbe svilupparsi in due direzioni principali: una in cui Kevin perde accidentalmente il figlio, rendendosi conto di aver finalmente compreso ciò che aveva vissuto da bambino, oppure una scelta più consapevole e simbolica, in cui è lui stesso a lasciare il figlio indietro, convinto che quell’esperienza possa renderlo più forte. In entrambi i casi, il cuore della storia resterebbe lo stesso: una casa trasformata in campo di battaglia diventerebbe la metafora di un percorso emotivo, necessario a Kevin per riconquistare l’affetto del figlio e ristabilire un legame ormai compromesso.