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Whoopi Goldberg

Whoopi Goldberg, è bufera: lotta per libertà d’espressione

Whoopi Goldberg nell’occhio del ciclone politico: continua la battaglia per non limitare (o eliminare) la libertà d’espressione negli show comici.

Whoopi Goldberg sbarca nel mirino dell’amministrazione Trump.

Dopo la sospensione di Jimmy Kimmel anche l’attrice premio Oscar subisce la censura e pressioni dalla FCC.

È lo scenario attuale che ridefinisce i confini della satira negli Stati Uniti.

Whoopi Goldberg: volto noto, voce critica e carriera poliedrica.

Whoopi Goldberg e la censura politica: il caso Kimmel e gli attacchi dall’alto

Donald Trump ha rilanciato l’offensiva contro i cosiddetti media ostili. Tra le sue richieste: la revoca delle licenze delle reti televisive che, a suo dire, sono “al 97% contro di me”.

Nel suo mirino anche Whoopi Goldberg.

L’ultima vittima Jimmy Kimmel. Sospeso, secondo Trump, per aver suggerito che il killer di Charlie Kirk provenisse dal mondo MAGA.

Subito dopo, l’attenzione si è spostata verso Whoopi Goldberg e le altre conduttrici di The View, considerate fuori dal favore presidenziale per aver ospitato Kamala Harris.

Whoopi Goldberg

Lo scenario USA

Da un lato i comici della sera: Jimmy Fallon, Seth Meyers, Jon Stewart, Stephen Colbert.

Denunciano tutti la censura e difendono la satira come baluardo del discorso pubblico.

Dall’altro una rete politica. Tramite la Federal Communications Commission (e il suo presidente, Brendan Carr, vicino a Trump) fioccano controlli, sospetti e operative che paiono orientate a ridurre il dissenso mediatico.

Altri comici ‘espulsi’ e precedenti di censura

Colbert è stato “cancellato” ufficialmente.

I motivi: economici, ma molti osservatori ritengono in realtà correlati al clima politico attuale.

Fallon, Stewart, Myers e Letterman hanno pubblicamente denunciato che l’attacco a Kimmel non è un episodio isolato ma parte di un disegno più ampio di controllo sui media.

Specie quelli che protestano o ridono della Casa Bianca.

Whoopi Goldberg: vita, carriera, impegno

Nata il 13 novembre 1955 a New York con il nome di Caryn Elaine Johnson ha cambiato il suo nome d’arte in “Whoopi Goldberg”.

“Whoopi” da “whoopee cushion” per il suo senso dell’umorismo. “Goldberg” come un omaggio simbolico alle sue radici e all’identità afroamericana.

Ha iniziato con spettacoli teatrali, monologhi, stand-up comedy, un one-woman show (“The Spook Show”) che è poi approdato a Broadway, guadagnandole un Grammy per la registrazione del suo show comico.

Whoopi Goldberg è nella cerchia ristretta delle persone che hanno vinto i quattro principali premi dello spettacolo: Emmy, Grammy, Oscar, Tony (l’EGOT). Ed è la prima donna afroamericana a raggiungere questo traguardo.

Ma si è distinta anche per il suo consistente impegno civile e sociale che nel tempo si è intrecciato con le tensioni tra tv, politica e libertà di stampa.

Whoopi Goldberg

Coprotagonista in The View da molti anni, Goldberg ha assunto anche il ruolo di voce critica e interlocutrice nei dibattiti pubblici.

Il fatto che il suo show sia stato identificato come “non gradito” dall’amministrazione fa parte di un modello.

Risulta chiaro che le conduzione femminili, critiche verso Trump, che danno spazio al dissenso politico, finiscono sotto pressione.

Ridere per criticare

Whoopi Goldberg rappresenta oggi non solo una figura di intrattenimento, ma un simbolo della frattura crescente tra politica, satira e libertà di parola negli Stati Uniti.

Il tentativo di “silenziare” comici e conduttrici non è un fenomeno nuovo.

Ma l’attualità lo rende urgente: che valore ha un media quando teme di perdere la licenza se offende il potere?

Chi rimane a tacere perde la possibilità di ridere e il diritto di pensare con spirito critico.