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A Different Man, l’incubo di uniformarsi
Dopo aver visto The Substance e carpito il suo messaggio rivolto alla società dell’apparenza – e a Hollywood – ecco il grido di A Different Man.
In Italia uscirà il 20 marzo 2025: è A Different Man di Aaron Schimberg, un film che, preannunciamo, potrebbe avere la portata di The Substance di Coralie Fargeat e toccare corde molto simili.
Banalizzando il film potremmo chiederci: l’apparenza avrà effetti sull’essenza? O, al contrario, è l’essenza ad avere effetti sull’apparenza? Ma andiamo per gradi.
A Different Man, la trama
Edward è un uomo affetto da una sindrome, la neurofibromatosi di tipo 1, che gli provoca la deformità del volto e che lo rende un freak agli occhi del mondo.
Quando gli si presenterà l’opportunità di una cura sperimentale che potrebbe guarirlo, lui decide di coglierla. Le cose, però, non andranno come si era prospettato.
Il tema del rispecchiamento. E il parallelismo con The Substance
Non è certo un caso se Edward, il nostro protagonista, è un attore. È un attore che è abituato a indossare senza alternative la sua propria maschera naturale, la sua deformità, che gli impedisce di avere ruoli da interprete vero che non siano comparsate in video sulle best practice aziendali.
In cuor suo, è convinto che un aspetto più normale avrebbe più chance: con il lavoro, nella vita privata, con gli amici. E, proprio come la Elizabeth Sparkle di The Substance, decide di ricorrere a tecniche all’avanguardia nel tentativo di migliorare il proprio aspetto: anziché con iniezioni e fialette con una cura ambulatoriale.
In modo estremamente diverso da Elizabeth otterrà ciò che credeva di volere; in modo simile, accadranno molti imprevisti.
Qui ci troviamo a dover fare uno spoiler: Edward, ottenuta una facciata normale e persino attraente, desiderà impadronirsi nuovamente del sé stesso di prima, che lui si era – letteralmente – strappato dal viso.
Con un’operazione di metacinema, il regista ci convince che il nostro protagonista è un attore realmente deforme; ma poi ci rivela che no, è un attore perfettamente sano che ha indossato protesi.
In scena un attore che soffre realmente di neurofibromatosi, però, c’è: è Adam Pearson, che interpreta il ruolo di Oswald. Un personaggio che cambierà totalmente le carte in tavola della storia e che diventerà una vera e propria spina nel fianco per Edward.

Niente pietismo
Chiariamolo: questo film manca totalmente di pietismo. Il protagonista patisce tutte le umiliazioni e le disavventure del caso, non come risultato del suo essere percepito come “mostro” ma per il suo sostanziale egoismo.
Egoismo, invidia e tristezza che lo contrappongono a Oswald: brillante, apprezzato dalle persone, eclettico, pieno di ambizione. Un personaggio che ha una sua backstory del tutto “normale”: un’ex moglie con la quale è rimasto in ottimi rapporti e una figlia, una vita piena, passioni e talenti che non manca di enunciare orgogliosamente.
Oswald è un inno all’amore per sé stessi, mentre Edward è una persona ombrosa, quello che nel film viene ripetutamente definito, in lingua originale, “nervous Nellie”: un timidone.
Il protagonista di A Different Man non è una creatura innocente e da compatire ma un freak livoroso alla Tod Browning, tanto più si appropria di una facciata presentabile. O, se vogliamo, un Dorian Gray che ha stretto un patto oscuro con la scienza per poter proseguire la propria vita da Principe Azzurro.
Un inno all’importanza di essere e amare sé stessi
Il film, tra le righe, si può leggere come un inno all’importanza di essere sé stessi, nella versione migliore possibile. Non alla The Substance ma nel senso di vivere una vita che trascenda i propri limiti soggettivi.
Preservare la propria identità – e andarne orgogliosi – in questo film, significa essere vincenti e ottenere ciò che si vuole: invidiare la fortuna altrui significa solo sventura. Cedere alla rabbia, allo stesso modo, è una pessima idea.
A Different Man, il cast
Nei panni del protagonista Edward, a sorpresa, c’è un attore “normale” di origini rumene: Sebastian Stan, che per questa interpretazione ha vinto il Leone d’Argento al Festival del Cinema di Berlino di quest’anno. Al momento, lo possiamo ammirare al cinema in The Apprentice, nei panni di nientemeno che il magnate divenuto il 47esimo presidente degli Stati Uniti: Donald Trump.
Nei panni dell’adorabile Oswald, “assassino di Kennedy” come dell’autostima di Edward, troviamo l’attore e attivista Adam Pearson, già apparso nel misterioso Under The Skin di Jonathan Glazer (2013) nei panni dell’unico uomo che l’aliena killer interpretata da Scarlett Johansson deciderà di risparmiare. Pearson non si pone limiti di sorta: in passato ha dichiarato che gli piacerebbe interpretare la parte di un cattivo di James Bond. Intanto, oltre a lavorare come attore, è anche presentatore televisivo: all’attivo ha anche Beauty and the Beast: The Ugly Face of Prejudice, andato in onda su Channel 4 nel 2011.
A chiudere il trio dei protagonisti è Renate Reinsve, che interpreta la vicina di casa di Edward, Ingrid, che si avvicinerà moltissimo a lui e da lui trarrà ispirazione. Ingrid incarna la mancanza di pietismo del film, oltre a coinvolgersi emotivamente con il protagonista. Reinsve, ex modella norvegese, è apparsa anche in La persona peggioredel mondo del connazionale Joachim Trier e in Italia l’abbiamo vista in Another End, opera seconda di Piero Messina.
In conclusione
A Different Man è un film che racconta la vicenda di un uomo affetto da una disabilità più sociale ed emotiva che fisica, malgrado la sua deformità. E lo fa senza pietismi, senza ammiccamenti al pubblico dalla lacrima facile, che nemmeno per un istante si sorprenderà a piangere per lui.
Con l’ausilio di una fotografia accuratissima e asciutta e riprese quasi sempre immerse nell’oscurità nella prima parte del film, mostra il cambio di vita di un uomo che passa da indossare una maschera che non può togliersi – essendo, anche in senso latino, una persona – a decidere di sua spontanea volontà di indossarne un’altra, salvo poi scoprire che, forse, avrebbe fatto meglio a non perdere sé stesso.
Questo è un film che resta impresso e turba lo spettatore fino all’amaro finale.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★★
