La frontiera americana rappresenta tutto ciò che gli Stati Uniti erano, sarebbero potuto essere e ciò che sono ora. E Taylor Sheridan l’ha capito benissimo.
Immaginate una terra enorme e polverosa, che si estende per centinaia e migliaia di chilometri, inesplorata e piene di opportunità. La rappresentazione fisica e materiale del concetto iniziale di ciò che sarebbe dovuto essere il sogno americano. Una speranza che chiunque possa farcela in un paese così aperto e florido. Benevenuti negli Stati Uniti. Benvenuti nella frontiera americana.
Dopo essere apparso in qualche mediocre fiction televisiva statunitense e dopo essersi fatto conoscere ad un pubblico più ampio grazie al ruolo di David Hale in Sons of Anarchy, Taylor Sheridan ha iniziato a scrivere e girare film. Le prime tre sceneggiature del futuro autore texano di Yellowstone e Landman, avevano una tematica che si riproponeva e che ne diventava la chiave di lettura perfetta: la moderna frontiera americana.
Sicario
Il primo film che Sheridan scrive è il capolavoro del 2015 Sicario, diretto dal grande Denis Villeneuve. Il film con Emily Blunt, Josh Brolin e Benicio Del Toro è un’ideale thriller d’azione, in cui l’azione diventa l’investigazione verso terre sconosciute ed inesplorate, piene di uomini pericolosi e dilemmi morali. Ma, nessuno ci dice mai chi sono, tra quelli presentati, questi uomini pericolosi. I nuovi nativi e l’uomo americano. Chi sono i cattivi quando tutti lo sono?
Ambientato tra l’Arizona ed il New Mexico e Juarez e Medellin, la pellicola contrappone due mondi che risultano speculari, mondi in cui la verità come la conosciamo cessa di esistere. La realtà delle cose, i fatti, tutto diventa opzionale e, molto spesso, la voce più grande vince. E, come se nulla fosse, tutto riprende normalmente. L’apparenza sostituisce la sostanza. Vi fa pensare ad altro?
Hell or High Water
L’anno successivo, Sheridan affida alle mani di David Mackenzie – già regista dello straordinario Starred Up – una sceneggiatura intitolata Comancheria, che diventerà poi Hell or High Water. Un western moderno nel mondo del crimine in cui due fratelli – Chris Pine e Ben Foster – entrano in un giro di rapine in banca per salvare il ranch della famiglia dall’acquisizione di una banca, mentre due rangers – Jeff Bridges e Gil Birmingham – sono sulle loro tracce.
Nel West Texas, tra Forth Worth – paese natale del musicista Townes Van Zandt – e Del Rio, i moventi che Sheridan metteva in moto in Sicario, qui diventano ancora più sottili. Posato su delle interpretazioni magistrali, Hell or High Water – espressione che significa a qualsiasi costo – mostra due facce della stessa America, forse, persino sullo stesso versante. I veri nemici, qui, neanche si vedono, nè tantomeno si sentono.

I segreti di Wind River
Nel 2017, Sheridan chiude questa trilogia spirituale con il suo esordio alla regia: I segreti di Wind River. Un cupo dramma crime con ambientazioni neo-western che vede un’agente federale – Elizabeth Olsen – ed uno della FWS, ovvero il dipartimento della preservazione dell’habitat – Jeremy Renner – che uniscono le forze per risolvere un caso di omicidio di una donna indigena nel territorio della Riserva Indiana di Wind River, in Wyoming.
Questo thriller investigativo è sicuramente lo specchio più ampio del ritmo e del tempo delle storie di Sheridan che, ancora una volta, sacrifica volentieri grandi scene d’azione, in favore di un lento e pesante passo dopo l’altro verso la scoperta. L’uscita dalla caverna di Platone e, qui, il film è totalmente femminile. Condivide molto con quello che sarà l’ultimo – per ora – film del maestro Martin Scorsese, Killers of the Flower Moon.
La moderna frontiera americana
Esiste una cosiddetta tesi della frontiera. Un’ipotesi nata alla fine del 1800, per cui l’origine di tutte quelle caratteristiche intrinseche del carattere statunitense proprio – la democrazia, l’innovazione, la violenza insensata, la distintività – siano rappresente e derivino proprio dal Far West. Un processo che, partito dalla frontiera, ha spostato il baricentro internazionale.
La frontiera è stata simbolo di libertà, del superamento dei limiti imposti dalla normalità delle cose, riuscendo ad offrire una prospettiva più unica che nuova nuove ed istituendo il cuore vero degli USA. Ma, forse, non è così. Forse, non è mai stato così. Forse, chissenefrega, perchè ciò che conta è il presente. Cosa rappresenta ora la moderna frontiera americana?