Skip to content Skip to footer
Obsession, la recensione su Almanacco Cinema

Obsession: “attento a ciò che desideri, potresti ottenerlo”

Obsession, esordio del giovane Curry Barker, potrebbe essere riassunto con questo antico aforisma, per cui bisogna temere i proprio più profondi desideri.

E infatti Barker, con Obsession, ci racconta la parabola di un ultraventenne alle prese con i suoi desideri, o meglio con le proprie “ossessioni”. Il titolo del film sembra riferirsi all’ossessione che il protagonista, Bear, scatenerà nella giovane di cui è innamorato. Ma, a conti fatti, è proprio lui che dovrà vedersela con la sua personale ossessione, in un horror che offre diversi spunti di riflessione.

Il film pone tutta una serie di dilemmi etici, che il timido Bear dovrà affrontare a proprie spese. Un horror, quindi, tutt’altro che superficiale ed estremamente radicato nell’attualità e nei suoi linguaggi. Con una giusta dose di ironia, all’occorrenza.

La trama

Obsession gira intorno a un gruppo di amici che lavora nello stesso negozio di strumenti musicali. Bear (Michael Johnston) è da sempre innamorato di Nikki (Inde Navarrette), amica d’infanzia. Una ragazza decisamente più carismatica ed estroversa di lui. Infatti, il ragazzo è un bel po’ impacciato e scopriamo presto che assume anche ossicodone. L’amico Ian (Cooper Tomlinson) cerca di aiutarlo nell’impresa di dichiararsi a Nikki.

Ma Bear al momento opportuno non trova il coraggio e, quindi, decide di spezzare il “bastoncino della fortuna” che aveva comprato in un negozio di cianfrusaglie. Desidera che Nikki “lo ami più di qualsiasi cosa” e inspiegabilmente il desiderio si avvera.

Ben presto, però, quella di Nikki diventa una vera e proprio ossessione per Bear, con conseguenze tanto bizzarre quanto inquietanti.

Obsession disturba e spaventa

Obsession riesce a spaventare grazie a un utilizzo intrusivo della musica e a un grande lavoro espressivo da parte della co-protagonista, Inde Navarrette. La sua mimica facciale è il vero punto forte dell’horror. Nikki, infatti, passa da fare le bizze e ricercare l’attenzione del suo amante a momenti di vera violenza fisica e verbale che fanno accapponare la pelle.

E sono proprio questi cambi di registro repentini che creano un effetto comico, ma allo stesso tempo decisamente disturbante. Chi guarda vive contemporaneamente queste due sensazioni e si ritrova a essere fortemente coinvolto emotivamente dal film. Come se vivesse proprio quello che sta sperimentando Bear.

Infatti, è innegabile che il racconto sia filtrato dal suo punto di vista. Quindi, anche noi siamo spaventati da Nikki, il cui volto spesso è avvolto dall’oscurità. Suggerendoci una trasfigurazione. È veramente Nikki quella? O lei è sepolta lì da qualche parte, prigioniera di questa folle versione di sé?

Altro elemento disturbante sono i momenti in cui Nikki si blocca, torna in sé, cerca una via di fuga da quello che sta vivendo. Da qui derivano proprio i grandi dilemmi etici e morali di Bear e anche nostri.

Obsession, l’orrore del desiderio

Curry Barker in Obsession

Obsession pone interrogativi interessanti su cosa vuol dire veramente desiderare qualcuno. Desiderare vuol dire possedere? Nel caso di Bear, il suo desiderio si traduce proprio in una “trappola d’amore”. Infatti, se Nikki diventa ossessiva nei suoi confronti e cerca di tumularlo letteralmente in casa. Non dandogli respiro. Allo stesso tempo, anche la vera Nikki è prigioniera proprio di quell’ossessione che il ragazzo provava e forse ancora prova per lei.

Infatti, un momento centrale del film è quando la Nikki prigioniera, rinsavita, lo supplica di ucciderla. Così da liberarla dalla sofferenza. Ma Bear si rifiuta, perché è offeso dall’idea che la ragazza preferisca morire che amarlo.

Anche gli amici di Bear gli rimproverano di stare approfittando della situazione. Pensano che Nikki si comporti in modo strano perché sta affrontando un periodo difficile, di smarrimento. E che Bear stia sfruttando questo momento di debolezza della ragazza. Lui stesso si deve autoconvincere di non star facendo niente di male.

Sicuramente, Obsession porta avanti riflessioni molto attuali sulle cosiddette “relazioni tossiche”. Due ragazzi prigionieri l’uno dell’altra, perché insicuri su loro stessi e i loro desideri. Infatti, Nikki mette in pratica fino all’estremo quei comportamenti controllanti e infantili che al giorno d’oggi vengono sempre più problematizzati. Ma, alla fin fine, tutto questo è lo specchio dell’ossessione di Bear. È sempre stato lui quello ossessionato e incapace di instaurare una relazione sana e sincera con Nikki. E per questo verrà punito fino al catartico finale.

Conclusioni

Obsession è un horror pienamente centrato, perché inquieta, spaventa e fa critica sociale. Il regista, classe ’99, Curry Barker, dopo alcuni apprezzati corti horror, esordisce con un lungometraggio che lascia il segno. Non spaventa con grandi jumpscare o un uso massiccio della tecnologia, ma grazie alla bravura della sua protagonista e una scrittura sicura rispetto quello che vuole trasmettere.

La storia è ispirata a un episodio dei Simpson, sulle conseguenze dell’esprimere desideri. Qui arriviamo al vero incubo, perché tutto gira intorno al più assoluto e pericoloso dei desideri, quello amoroso. Barker ammonisce gli uomini sulla loro ossessione di “possedere” l’amata e lo fa attraverso un protagonista inetto. Difficile scrivere qualcosa di più attuale.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★

 

Show CommentsClose Comments

1 Comment

Comments are closed.