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Bruce Springsteen

Bruce Springsteen al cinema

In attesa di Springsteen – Liberami dal nulla in uscita ad ottobre, ripercorriamo la storia della musica e delle canzoni di Bruce Springsteen al cinema.

Il primo album – Greeting from Asbury Park, N.J. – non andava bene perchè non aveva hit che si potessero cantare ed era troppo simile a Bob Dylan. Il secondo album – The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle – non andava bene perchè troppo lungo e troppo simile a Van Morrison. Ultima occasione, vietato sbagliare: il 25 agosto 1975 esce Born To Run, terzo album di Bruce Springsteen.

Cinquant’anni dopo, il Boss è diventato una leggende vivente della musica, nonchè uno dei cantautori più influenti della storia ed il suo Born To Run è incluso praticamente in tutte le liste dei dischi migliori di sempre. A breve – il 24 ottobre – uscirà nelle sale Springsteen – Liberami dal nulla, con Jeremy Allen White nel ruolo titolare, nel periodo della vita di Springsteen in cui era fortemente depresso e stava incidendo il suo ennesimo capolavoro Nebraska.

Palombella rossa e Pig – “I’m on Fire”

Iniziamo con due film incredibilmente distanti tra loro, ma accomunati dal Boss. Nanni Moretti usa la stupenda I’m On Fire nel suo Palombella rossa del 1989, e la canzone si sposa perfettamente con lo stato di rabbiosa confusione che vive il suo Michele Apicella. In Pig, invece, c’è una splendida cover acustica di Cassandra Violet, che la canta in maniera soffusa, dolce ed indifesa, subito dopo il climax del film che ha riesumato di nuovo Nicolas Cage.

Risky Business – “Hungry Heart”

Il 1983 fu un anno molto importante per una persona che, di lì a poco, sarebbe diventata una delle star cinematografiche più importanti e strane di sempre – anche se ne avremmo potuto fare a meno. Tom Cruise ha una prima svolta con Risky Business ed insieme a lui, anche Springsteen stesso, il cui pezzo Hungry Heart subì un’impennata di ascolti con la sua presenza nel film, diventando in breve tempo un classico nella discografia del Boss.

Air – “Born in the U.S.A.”

Se c’è una cosa che appartiene alla stragrande maggioranza di celebrità hollywoodiane e musicali statunitensi è sicuramente lo spirito patriottico di appartenenza e comunanza. Per quanto ci sia anche un lieve sentimento di autocritica, tanto Springsteen quanto Ben Affleck condividono la prima cosa e, con Air, il regista di Boston lo dimostra raccontando la grande storia americana di Michael Jordan e chiudendo la pellicola con l’inno Born in the U.S.A.

Dead Man Walking – “Dead Man Walking”

Finalmente parliamo di una canzone originale di Bruce Springsteen: Dead Man Walking. Presente nel film omonimo del 1995 diretto da Tim Robbins con protagonisti un grandissimo Sean Penn ed un’incredibile Susan Sarandon, la pellicola si apre proprio con la canzone in sottofondo che ci introduce al tono delle vicende, con il Boss che parla dal punto di vista di un condannato a morte che sta per avviarsi al patibolo.

Bruce Springsteen

The Wrestler – “The Wrestler”

Da sempre grandi amici, Mickey Rourke nel 2008 scrive una lettera a cuore aperto a Bruce Springsteen, inviandogli una copia della sceneggiatura di quel filmone di The Wrestler – l’unica grande cosa di Darren Aronofsky. Springsteen risponde componendo una canzone omonima, che accompagna i titoli di coda della pellicola. La canzone vale un Golden Globe al Boss ed il film sembrava presagire un ritorno di Rourke nel mondo della recitazione.

Alta fedeltà – “The River”

Alta fedeltà è il quintessenziale film sulla musica. Diretto da Stephen Frears, scritto da John Cusack, con protagonisti lui e Jack Black, il film parla del proprietario di un negozio di musica con una complicata vita amorosa. In una scena del film, appare Bruce Springsteen in un cameo, mentre parla con Cusack, il quale ne loda le abilità nel relazionarsi con le donne, come esplicita il Boss stesso ha esplicitato in canzoni come Bobby Jean e The River.

Philadelphia – “Streets of Philadelphia”

Ai giorni nostri non sarebbe poi così sorprendente musicalmente, ma vedere nel 1993 una colonna sonora originale con nomi come quello del Boss, di Neil Young e di Peter Gabriel non era roba di tutti i giorni. Philadelphia di Jonathan Demme ce l’aveva. In questa lotta tra star, Springsteen ha la meglio – anche se non è una gara – con la sua struggente Streets of Philadelphia, che apre il film e che gli porta un premio Oscar.

Thank You for Your Service – “Freedom Cadence”

Thank You for Your Service è un bellissimo film sulla guerra americana in Iraq, sullo stress post-traumatico e sulla depressione. Il film non è mai uscito in sala in Italia, rendendolo sconosciuto ai più, nonostante l’importante tema trattato e le grandi prove di Miles Teller, Haley Bennett, Joe Cole e perfino Amy Schumer, per una volta non fastidiosa. Per il film, Springsteen scrisse Freedom Cadence, che chiude la pellicola ed omaggia i soldati caduti.

Bruce Springsteen

Thunder Road – “Thunder Road”

Jim Cummings è uno dei registi più talentuosi, originali e sottovalutati che esistano in questo momento. Con una filmografia di soli tre lungometraggi girati – Thunder Road, The Wolf of Snow Hollow e The Beat Test – ha esordito col suo capolavoro Thunder Road, espansione di un suo cortometraggio omonimo, finanziato con una campagna online e con la vendita del suo anello di matrimonio. Il corto parla di un’ufficiale di polizia, la cui madre è deceduta da poco e, per omaggiarla, l’uomo decide di dedicarle Thunder Road del Boss al suo funerale. Springsteen lo amò e ne approvò la distribuzione digitale.

I Soprano – “Born to Run”

Per chi non lo sapesse, l’attore che interpreta Silvio Dante – fidato consigliere di Tony Soprano – ne I Soprano è Steven Van Zandt, chitarrista della E Street Band, nonchè fraterno amico del Boss. La figura del cantautore del New Jersey è stata fondamentale per il casting del ruolo e si rivelò un costante spunto di riferimenti e citazioni, come nell’episodio Long Term Parking con il capolavoro Born To Run – apparsa anche nel trailer di Liberami dal nulla.

Blinded by the Light

Basato sul libro Greetings from Bury Park di Sarfraz Manzoor, Blinded by the Light parla della vita di Manzoor stesso che, da giovane pakistano vittima di bullismo, è riuscito a diventare giornalista per il Guardian. Oltre a condividere il titolo con il primo singolo del Boss, la colonna sonora è composta interamente dalle canzoni di Bruce Springsteen, che hanno segnato la vita del ragazzo e, con le sue parole di speranza e coraggio, lo hanno ispirato.

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