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Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale e fine dell’umanità

L’intelligenza artificiale è lo strumento alla base della nuova ondata multimediale, ma cosa c’entra con l’arte e cosa sta facendo realmente la Disney?

C’era un tempo in cui il cinema, la settima ed ultima e definitiva forma d’arte, rappresentava il culmine sommario nato da ciò che già esisteva. Ma, in quel tempo, gli incroci e gli intrecci infuocati delle arti e dei media era un evento raro, e se non così raro, quantomeno rappresentava appieno un moto di collaborazione ed esaltazione straordinario.

Mentre Quentin Tarantino replica le sue cattive e deleterie idee cinematografiche, decide di riproporre vecchio cinema su Fortnite – con Kill Bill e la sua protagonista Uma Thurman. Intanto, il silenzio delle celebrità hollywoodiane è sempre più loquace sull’affaire NetflixWarner Bros.Paramount e l’ombra del tristo mietitore del cinema brancola alla luce del sole, davanti agli occhi di tutti.

Intelligenza artificiale

Già da prima di questa estate l’intelligenza artificiale sarebbe dovuta essere un argomento abbastanza importante, ma si sa che una moda è tale solo se esplode e muore in un determinato periodo. E così, ci sono serviti i brainrot italiani prima di capire l’effetto di questo mezzo ed ora, gli utenti di Instagram e TikTok non sembrano gli unici ad averlo realizzato.

La Disney di Bob Iger – che tanto ipocritamente sta criticando l’acquisizione della Warner Bros. da parte dell’azienda dell’altro ipocrita Ted Sarandos – ha siglato un’importante accordo con la società OpenAI, investendo un totale di circa 1 miliardo di dollari in azioni. Così facendo, Disney garantisce un accesso praticamente illimitato all’azienda al loro intero catalogo.

Disney e lo streaming

Sora e Sora 2 sono sicuramente due nomi che avrete visto da qualche parte, in qualche strano video o su qualche meme. Sono due modelli d’intelligenza artificiale di OpenAI stessa che, attraverso una descrizione di testo più o meno accurata, riesce a creare un video alquanto realistico. Da ora, con questi due strumenti ci sarà la possibilità di generare video animati, anche con personaggi Marvel, Pixar, dell’universo di Star Wars e molto altro ancora.

Disney+ inizierà così a rilasciare sezioni di video AI sulla piattaforma, introducendo nel cinema un mezzo già usato ma mai deflagrato. Una nuova forma narrativa. Nel frattempo, Ella McCay esce nei cinema americani e, con un budget da 35 milioni, guadagna 2 miseri milioni al box office del primo weekend, rendendo il nuovo film di James L. Brooks uno dei peggiori fallimenti nella storia della compagnia.

Intelligenza artificiale

Monopolio

Sicuramente la notizia che può far rassicurare, seppur in mimina parte, è che il contratto tra Disney e OpenAI non solo darà l’accesso al catalogo ad un totale “limitato” di circa 200 personaggi, ma l’esclusiva durerà un anno. Almeno, questo è ciò che è stato sancito ad ora, ma si sa, i contratti sono fatti per essere stracciati o per firmati. Il rapporto non finirà sicuramente dopo un anno, anche se tutta questa mania per l’AI potrebbe rivelarsi una bolla – così dice Michael Burry, ovvero il Christian Bale de La grande scommessa, seppur senza sbilanciarsi troppo in predizioni future.

Per quanto adesso c’è anche il problema Warner Bros. – che in entrambi i casi esclude la concorrenza – già qualche anno fa Disney acquistò la Fox, e non ci furono tanti risentimenti quanto ora. Ma anche la Disney sta puntando molto sullo streaming e, quando Disney fa una cosa, si segue. Sarà per istinto di memoria, per pressioni involontarie, per seguire i soldi. In questi casi, il monopolio equivale alla dittatura.

L’arte della morte e della rinascita

Solo chi muore può nascere di nuovo. Così disse una volta Bob Dylan. Allora forse sta succedendo proprio questo al cinema, una morte, neanche troppo lenta, in cui tutto ormai sembra minacciare le possibili vie di salvezza. Allora forse bisogna solo accettarlo – se già questi ultimi trent’anni di deflagrazione non sono bastati – e prepararsi per quello che succederà dopo.

Ma forse, ancora non siamo arrivati a quel momento. Possiamo combattere e salvarci. Anche se tutto attorno ci dice che sta per finire, possiamo continuare ad andare avanti. Intanto, che sia Netflix, che sia Disney, chissenefrega. Andiamo al cinema, in una sala buia, in cui lo streaming e l’intelligenza artificiale non possono seguirci, forse.

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