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Marché du Film di Cannes 2026: largo a AI e creator economy

Marché du Film di Cannes 2026: largo a AI e creator economy

Il Marché du Film 2026 rafforza AI, creator economy e innovazione: Cannes non osserva il cambiamento, prova già a organizzarlo e monetizzarlo.

Cannes non si limita più a inseguire il futuro del cinema: prova a mettergli il badge, il palco e il modello di business. Il Marché du Film 2026, in programma dal 12 al 20 maggio, con il Festival che andrà avanti fino al 23 maggio, ha scelto di rafforzare apertamente la sua linea più “innovazione-centrica”: torna l’AI for Talent Summit, debutta il Creator Economy Summit, cresce il Village Innovation, si espande il versante immersivo e tutto il sistema online viene ricondotto dentro il nuovo ecosistema Cinando.

Cannes 2026 scommette su AI e creator economy

La notizia vera è che Cannes non sta più trattando l’intelligenza artificiale come un tema laterale, da convegno tecnico o da panel per futuristi con pass laminato. L’AI for Talent Summit torna infatti per il secondo anno e si allarga: non più una parentesi simbolica, ma due mattine di lavori, il 15 e 16 maggio, in formula solo su invito, alla Plage des Palmes. Il summit riunirà dirigenti del cinema e della tecnologia per discutere applicazioni concrete dell’AI nei processi creativi e industriali, con tre assi dichiarati: integrazione dell’AI nei workflow produttivi, uso etico e responsabile, formazione. Tradotto: non si parla più di fantascienza, ma di filiera.

Quando un mercato come Cannes sposta il discorso da “l’AI che forse arriverà” a “l’AI che va organizzata”, vuol dire che il settore ha già superato la fase della polemica astratta. Come al Filmart 2026 il discorso concreto aperto è su chi decide come usarla, dove inserirla, quali costi taglia, quali figure ridisegna e con quale linguaggio morale la si renda presentabile. A differenza di quanto accade in Asia però, dove i micro-drama stanno già erodendo il tempo e lo spazio dei social (persino Google, dopo aver perso la corsa al social con il fallimentare Google+, si è già posta in prima linea su micro-drama), Cannes continua a privilegiare l’autorialità rispetto alla logica del puro consumo.

A fianco dell’AI, il Marché lancia per la prima volta il Creator Economy Summit, in programma il 17 maggio dalle 10 alle 13, sempre alla Plage des Palmes, aperto ai possessori di badge Festival e Marché. La sua funzione è chiarissima: costruire un ponte tra cinema tradizionale e creator economy, cioè quel mondo di creator digitali cresciuti su YouTube, Instagram e TikTok che oggi non vengono più guardati come rumore esterno, ma come serbatoio di IP, pubblico, talento e marketing. Il summit promette casi studio, storie di collaborazione, scouting di nuovi talenti, adattamenti di proprietà digitali in progetti cinematografici e riflessioni su come portare in sala comunità nate online.

Il cinema del futuro a Cannes non si contempla: si confeziona

Il Village Innovation, sul lato Pantiero del Village International, torna come cuore di Cannes Next e supera i 1.000 metri quadrati, con un padiglione da 500 m² per conferenze, demo e presentazioni, una terrazza da 250 m² per networking e, soprattutto, una grande enfasi sulla virtual production, che il Marché presenta come uno dei cardini dell’esperienza 2026. È il segnale di un mercato che non vuole soltanto parlare di innovazione, ma metterla in scena dal vivo, renderla dimostrabile, vendibile, fotografabile.

Anche il comparto immersivo cresce. L’Immersive Market si sposta al Carlton Hotel accanto alla competizione immersiva del Festival e si dota di un nuovo spazio da 450 m², capace di ospitare da 80 a 225 partecipanti contemporaneamente. Non più micro-esperienze isolate per pochi spettatori alla volta, ma una configurazione pensata per esperienze condivise e su scala più ampia. In parallelo, il mercato prevede il coinvolgimento di 150 produttori e catalog holder immersivi e di 90 distributori e curatori, con demo dal vivo e una struttura esplicitamente orientata alla distribuzione location-based. Se il cinema si espande oltre lo schermo classico, Cannes vuole essere il posto dove quella trasformazione incontra subito i compratori.

Infine c’è il tassello meno glamour ma forse più rivelatore: l’innovazione, quando smette di essere slogan, diventa infrastruttura. Cinando, piattaforma online nata nel 2003 e completamente rilanciata nel 2026, diventa il contenitore unificato del nuovo ecosistema digitale del Marché. La piattaforma è stata ridisegnata, estesa anche a TV e contenuti immersivi, e il vecchio Marché du Film Online, nato nel 2020 durante la pandemia per i partecipanti remoti, viene ora assorbito nel nuovo sistema. Screening online, video delle conferenze, networking e strumenti business finiscono dentro un unico ambiente.

Il direttore esecutivo Guillaume Esmiol ha riassunto la linea del Marché parlando di un’innovazione che deve servire sia la creatività artistica sia la crescita dell’industria.